In trappola con gli orsi? (preview 6° giornata)

Pronti per il secondo divisional della stagione?

Domenica arrivano a Detroit i Chicago Bears e arrivano sulle ali di due vittorie, sofferte ma sostanziose per una squadra che affrontava la stagione tra grandi perplessità.

Infatti, dopo un’annata deludente, l’organizzazione dell’Illinois aveva provveduto ad repulisti generale licenziando in tronco il GM Phil Emery e l’allenatore Marc Trentsman e avviando una serie di trade e tagli che hanno lasciato la squadra priva dei suoi pezzi più pregiati.

In più, la loro prima scelta al draft (il WR Kevin White ) si è infortunato prima dell’inizio della stagione.

Accompagnate tutto ciò con la conferma obtorto collo di uno dei QB più detestati d’America, “Smokin'” Jay Cutler, a causa di un contratto capestro stipulato dalla gestione precedente e, malgrado l’indubbia competenza del nuovo coaching staff capitanato dal veterano John Fox, le premesse per una stagione disastrosa c’erano tutte.

Invece dopo un inizio stentato, i Bears hanno vinto le ultime due partite e si presentano con un record di 3-2 molto più promettente del carniere vuoto dei Lions.

Questa (inattesa) inversione di tendenza è dovuta a vari fattori: a quel che ho visto, il primo sono dei giocatori che, in assenza di grossi nomi, han deciso di tirare fuori tutto ma proprio tutto quello che han dentro.

Pochi errori mentali, tanta dedizione e poca voglia di mollare una yarda o un blocco.

In risultato è stata una difesa che, malgrado la transizione da 4-3 a 3-4, si è scoperta molto rognosa e un’attacco che lavora duramente in trincea per aprire i buchi per Matt Forte (leading rusher della lega con 438m yrd) e tenere Cutler in piedi abbastanza tempo da permettergli letture comode (e quindi lanci sicuri).

A proposito, e Cutler? Bè, il QB tanto criticato per la proverbiale mancanza di impegno apparente tanto da essere bersaglio di fotomontaggi tipo questo:
Bel trattamento, neh?

come se la passa?

Abbastanza bene, direi. Pare aver digerito bene il nuovo attacco di Adam Gase e ha mostrato carattere dopo alcuni brutti turn-over, guidando la squadra alla vittoria.

In pratica una squadra che si muove in direzione diametralmente opposta ai Lions che, malgrado il talento, annaspano.

La difesa ha accusato la partenza di Suh e l’infortunio di Levy, l’attacco è fermo e Stafford non sembra aver ancora padroneggiato l’attacco Gulf Coast di Lombardi&Caldwell.

In più, i giocatori sono distratti, quasi svogliati e infarciscono ogni partita di distrazioni e cali di attenzione che hanno portato ai 6 turnover contro Arizona. La linea d’attacco è un disastro e i coach non fanno altro che ripetere da più di un mese che è solo colpa di un’esecuzione deficitaria e che lo schema va benissimo.

C’è solo da augurarsi che abbia ragione Glover Quin quando sostiene che i Lions possono ottenere il più grande turnaround della storia della NFL o CJ quando afferma che non c’è paragone tra questa squadra e quella del 2008 come talento.

Ma vedremo…

L’unica cosa sicura è che lo spogliatoio pare ancora unito malgrado la situazione (vedi sopra) .

Situazione infortuni.

In attacco, mancano Ebron per i Lions e probabilmente sarà assente Riddick (infortunatosi in allenamento, tanto per continuare con le belle notizie). Joique Bell è in dubbio. In compenso, la linea d’attacco dovrebbe avere un po’ di stabilità.

In difesa, Ngata ancora fuori, Levy aspetta di operarsi e Slay e Ihedigbo limitati in pratica fanno capire che non sarà una passeggiata.

Sul fronte è da segnalare che Martellus Bennet è arrivato improvvisamente sulla lista infortuni ed è escluso che giochi domenica, il che è un brutto colpo per i Bears.

Pronostico

Questa partita è, onestamente, una di quelle che Detroit dovrebbe poter vincere: è in casa, i Bears hanno meno talento e i Lions hanno assolutamente bisogno di qualcosa nella colonna delle vittorie.

Ma, onestamente, non ci credo. Non senza cambiamenti giganteschi sul piano di gioco e soprattutto sul piano mentale. Cambiamenti che, purtroppo, non sembrano essere in vista.

E quindi, invece di andare in campo cercando di sfruttare i loro ricevitori contro una secondaria tecnicamente inferiore, i Lions continueranno testardamente a cercare i lanci e le corse tipici del Gulf Coast Attack, cercando di mostrare la loro identità.

E ci riusciranno.

La loro identità a questo punto del campionato, infatti, è quella di essere una squadra che perde.

Bears 28 – Lions 17

(ovviamente, spero di essere smentito domenica in diretta tv).

UPDATE: Diversamente da quello che avevo letto (malefico twitter), Martellus Bennet è in dubbio, non già fuori.


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