Note di offseason 3: voci Tra Pro e Super bowl

]logo

In casa Lions sempre calma piatta più o meno ma tra pro-bowl e superbowl gli analisti e i giocatori passano da un evento all’altro e si sprecano giudizi e pareri di commentatori più o meno titolati.

Ma apriamo con una notizia di moda: il nero non va più di moda a Detroit. Forse con lo scopo di distanziarsi ulteriormente dall’era Millen, i Lions hanno escluso il nero dalle maglie e sono tornati alla classica coppia blu/argento. Modificato anche il logo e previste altre 4 nuove uniformi per il 2017.

Grande gioia e solazzo, immagino, dei possessori delle uniformi color rush nere 2016 che sono ufficialmente obsolete senza mai essere usate neanche una volta.

Con la ragionevole certezza che dei miglioramenti al Ford Field non interessi molto da questo lato dell’oceano, veniamo a qualcosa di più interessante.

Abbiamo scritto fino alla nausea dell’infortunio al dito di Stafford e del fatto che lo abbia limitato nel finale di stagione, ha conferma di ciò il nostro ha rifiutato l’invito al pro bowl per permettere una più rapida guarigione del dito stesso.

Che dire? Se lo sarebbe meritato.

Per quanto Jim Caldwell e soci ricevano un trattamento non proprio di favore dai fans (e manco qui), sembrano ricevere stima e rispetto incondizionati dai loro pari.

Prima del senior bowl, ha iniziato Jeff Risdon con questo tweet:

//platform.twitter.com/widgets.js

Per poi continuare la settimana dopo con Dwight Freeney dal superbowl (è un video).

Anche Kyle van Noy non ha avuto molto da ridire sullo staff, anche se ora potrebbe togliersi qualche sassolino dalle scarpe tranquillamente (se volete confrontate, cercatevi le dichiarazioni di Alex Rowe sul nostro vecchio amico Schwartz).

Si potrebbe continuare per ore con le dichiarazioni di amore a Stafford da Matt Ryan e non solo e per Bob Quinn dai Kraft ma preferisco concludere con Golden Tate che ha male allo stomaco ripensando al finale di stagione.

Non sei il solo, Golden. Tranquillo.


Rispondi