NFC North off-season recap: Green Bay packers

Terzo appuntamento con il recap dell’offseason nella NFCN. Tocca ai Green Bay Packers, scusandomi ancora per la povertà nei link

Lo scorso anno le speranze dei Green Bay Packers avevano preso quota con una seconda partedi stagione che li ha visti vincere le ultime sei partite consecutive ma sono letteralmente precipitate nella finale di conference, con una netta sconfitta per mano degli Atlanta Falcons.

Diverse voci si sono levate per criticare l’operato di Ted Thompson, reo di non riuscire a sfruttare a dovere la presenza di Aaron Rodgers a causa delle scelte troppo conservative in Free Agency.

Non so se per questo o per altri motivi ma il buon Ted ha deciso di stupire portando a Green Bay i TE Martellus Bennett, fresco di anello con NE, e Lance Kendriks dai LA Rams per sostituire il partente Jared Cook. Entrambi i giocatori sono stati molto produttivi ma, in particolare, la presenza di Bennett colpisce anche per l’esborso connesso.

Bennet aveva dichiarato subito dopo il Super Bowl vinto che non aveva intenzione di restare ai Patriots a prezzo di costo ed ha monetizzato le sue prestazioni con GB, che, per una volta, ha deciso di fornire a Rodgers un’arma provata ed una valvola di sicurezza al centro del campo.

Sicuramente dover difendere Bennet e Jordi Nelson sarà un compito difficile per qualsiasi difesa nella division (e nella lega, se è per questo).

In FA, per il resto ci sono poi da segnalare solo partenze: oltre che il suddetto Cook, TJ Lang (RG, approdato a Detroit) e JC Tretter (C) per la linea offensiva nonchè di Eddie Lacy (RB).

Sull’altro lato della palla, sono partiti sia Micah Hyde (S/CB) che Julius Peppers (LB).

Ma, ovviamente, i Packers si fanno sempre rispettare al draft e quest’anno non si sono smentiti mettendo insieme una classe piena di giocatori atletici e di talento,

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TT ha iniziato privilegiando una difesa che lo scorso anno aveva avuto più di un problema specie in copertura.

La prima mossa è stata quella di effettuare una trade down con i Browns per la 33° e la 108° scelta (rispettivamente al secondo ed al quarto giro).

Poi appunto al 33° posto i Packers hanno selezionato il CB di Washington Kevin King, che aveva visto le sue quotazioni schizzare in verticale dopo la combine di Indianapolis, grazie a degli ottimi punteggi nello scatto sui 20 e nel 3-cone-drill.1. King continua un trend nei Packers di scegliere giovani CB da sviluppare e, anche grazie alla propria versatilità (ha giocato come esterno, nello slot e come safety), potrebbe da subito trovare posto nel line-up iniziale.

Con la selezione “naturale” del secondo giro (la 61°), è arrivato un’altra secondaria la safety di North Carolina State Josh Jones. Altro giocatore atletico e versatile (può anche giocare LB) mentre al terzo giro hanno scelto un affidabile DT da Auburn, Montravius Adams.

Al quarto giro, è stato il momento di un LB puro in Vince Biegel, atletico, flessibile tatticamente e molto intelligente sul campo e, finalmente, di un giocatore di attacco nel RB Jamaal Williams dalla BYU. Williams è un prospetto particolarmente importante per Green bay, in quanto il backfield era abbastanza sguarnito dopo la scelta di non rinnovare Eddie Lacy.
Williams potrebbe avere le caratteristiche per integrarsi al meglio con Ty Montgomery, il ricevitore diventato RB in corsa2 lo scorso anno.

Un’altra piccola trade indietro dopo, i Packers hanno portato in giallo e verde De Angelo Yancy di Purdue per poi bissare coi RB scegliendo Aaron Jones da UTEP, per testimoniare la carenza di opzioni di valore dietro il QB.

Si è proseguito poi al sesto giro con il DT/G Kofi Amichia3 da South Florida ed un terzo RB in Devante mays da Utah State per finire all’ultimo giro con un altro ricevitore Malachi Dupree da LSU.

Come visto un draft spezzato in due, con una robusta iniezione di talento in difesa e molti giocatori d’attacco (specie skill players) presi ai giri bassi. Tutti, comunque, accomunati da mezzi atletici notevoli.

Sicuramente un draft che ha mescolato con attenzione necessità e talento disponibile, il che unito alle due aggiunte importanti in free agency manda un messagio ben preciso al resto della Division: i Packers non hanno intenzione di abdicare al ruolo di favoriti.

Non vogliono veder invecchiare Aaron Rodgers senza cercare seriamente di dargli le armi giuste, a costo di spendere (anche bene) in FA e hanno fiducia in Dom Capers come coordinatore difensivo, ritenendo che i problemi degli ultimi anni derivino più dagli infortuni che hanno ritardato lo sviluppo di DeMarius Randall e compagnia che dalle scelte del DC.

Quali ostacoli si potrebbero mettere sulla strada della franchigia del Wisconsin?

Ad essere pignoli, in attacco la difficoltà più grande potrebbe venire dalla linea offensiva. In due anni, i Packs hanno lasciato andar per altri lidi tutta la parte interna della propria linea: lo scorso hanno scelto di non estendere Sitton e quest’anno, appunto, Lang e Tretter hanno preso la porta.
I sostituti hanno la piena fiducia dello staff (ovvio) ma correre la palla con una linea che sta cercando chimica, con dei novellini ed un ex-WR come RB contro una difesa pilotata da Zimmer o Fangio potrebbe non essere la cosa più facile del mondo.

In difesa, l’innesto di talento c’è stato e deciso ma quanti di questi giocatori potranno contribuire in maniera efficace durante l’anno?
La transizione di un CB spesso è lunga (come detto in altri articoli) e anche il ruolo di safety richiede istinto, oltre che misurabili. Sarà compito di Capers ripagare la fiducia del suo Head Coach e massimizzare l’impatto delle nuove leve altrimenti finirà rapidamente sotto il fuoco di fila dei propri tifosi.

Ma, malgrado queste considerazioni, ad oggi Green Bay sempre la prima favorita al trono della Division.


  1. in pratica, l’opposta sorte di Teez Tabor, preso più tardi dai Lions e scivolato nel draft per degli orridi tempi alla combine. 
  2. perdonate il gioco di parole 
  3. a cui manca una “n” per un cognome fuori scala. 

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