Approfondimenti estivi: le formazioni d’attacco.

Ah, la pausa estiva: sole, mare, caldo, soprattutto caldo quando non sei in vacanza e la NFL in sonno mentre giocatori (soprattutto), allenatori (già meno) e front office (ma figuriamoci) si godono la quiete prima della nuova stagione.

Quale miglior momento per aumentare le nostre conoscenze su uno degli sport più affascinanti e complessi del mondo?

Addentriamoci quindi nei misteri dei pacchetti offensivi: spesso sentendo le telecronache o leggendo qua e la ci si imbatte in termini come “12 personnel” o “21 packages” o altre varianti.

Di che si tratta?

Premettiamo un concetto generale: in attacco, ogni formazione è composta dal QB, da 5 giocatori non eleggibili (che non possono ricevere, fondamentalmente gli uomini di linea) e 5 eleggibili (RB, TE e WR che possono ricevere la palla).

Partendo da questo, i due numeri indicano rispettivamente quanti Running back e quanti Tight End sono schierati.

Riprendendo l’esempio precedente si parlava rispettivamente di 1RB e 2TE nel primo caso mentre di 2RB ed 1TE nel secondo.

Per quello che è stato detto sopra sul numero di giocatori eleggibili1, i pacchetti si potrebbe pensare che i pacchetti varino da 00 (cinque ricevitori puri) a 50 (tutti RB) a 05 (tutti TE).

In realtà, non è possibile giocare con più di 2 giocatori nel backfield (che siano FB o RB)o 3 TE quindi i pacchetti arrivano “solo” al 23.

via wikipedia

(La posizione del TE, può essere invertita o raddoppiata ma questo su un solo lato).

via wikipedia

(la posizione classica del RB nella I formation; il suddetto può anche allinearsi accanto al QB).

Altra cosa importante: il fatto che un giocatore che ci siano un RB o un TE non vuol dire automaticamente che siamo in una formazione 11. Se, poniamo, il RB è Riddick nello slot ed il TE è Ebron schierato in esterno siamo in una situazione di backfield vuoto, praticamente in una 00 come se avessimo 5 ricevitori.

Grazie ad i Lions ed, in particolare alla partita contro i Colts, iniziamo ad analizzare alcune delle formazioni più usate 2 e partiamo dalla

00

In pratica, backfield vuoto, nessun RB e nessun TE. Si usa, poco sorprendentemente, quando si vuole passare la palla che sia un passaggio rapido o una bomba. Uno dei suoi usi fondamentali è sul terzo e lungo ed, in generale, se devi mangiare del campo ma il tempo scarseggia.

01

Simile alla precendente in quanto utilizzata per lanciare con un TE al posto di un ricevitore. Il vantaggio principale è che il TE (se in grado) può non correre una traccia ma bloccare e facilitare la pass protection.

02

Sempre preludendo ad un gioco di passaggio, come l’assenza di un RB illustra ampiamente, la formazione 02 è prediletta quando una squadra ha a disposizione non uno ma ben due TE in grado di ricevere efficacemente la palla. Non tutte le squadre hanno simili fortune ma i Patriots dei tempi di Gronkosky ed Hernandez hanno ben mostrato la pericolosità di un simile set.

10

La formazione con un solo running back e senza TE è abbastanza comune nella moderna NFL improntata al passaggio. In questa formazione si può passare (ed in questo caso ricadono sul RB i compiti di blocco e di bltiz pick-up. Ma si può anche correre con una certa efficacia, magari già sfruttando una draw action, fingendo il lancio per poi consegnarla al RB.

11

Un TE ed un RB è una dei gruppi di personale più comuni che potrete vedere nella NFL moderna per la sua versatilità. Il TE può ricevere o bloccare per la corsa mentre il RB può, a sua volta, restare a difendere il QB se il Tight End si sgancia o correre.
Oppure possono restare entrambi in Pass protection o, se l’aspetto della difesa lo permette, sganciarsi entrambi per correre una traccia. Una formazione che ha come maggior vantaggio la flessibilità.

Un’indicazione sulle intenzioni dell’attacco lo può dare la posizione del RB: piazzato dietro il QB dovrebbe preludere ad una corsa, mentre affiancato nello shotgun può significare che il back è fondamentalmente lì per proteggere il QB, quindi preparando un lancio (ma sono indicazioni da prendere con le molle, visto che spesso l’attacco può dare un certo look appositamente per trarre in inganno la difesa).

I Lions, come il resto della lega. l’hanno utilizzata moltissimo lo scorso anno e del resto la 11 è la formazione più usata nella lega ma con discreti problemi di implementazioni dovute al comparto TE: Eric Ebron è infatti molto meglio in ricezioni che come bloccatore mentre Milligan era un buon bloccatore ma estremamente poco pericoloso in ricezione. Questo permetteva ai difensori avversari di prevedere facilmente il gioco: se Ebron era in campo, molto probabilmente sarebbe seguito un passaggio mentre Milligan preannunciava una corsa. Non una situazione ideale.

12

Questa formazione, 1 RB e due TE viene conosciuta anche come Ace e viene usata spesso da Baltimore ma anche da Seattle e, in generale, dai team che vogliono correre usando praticamente una linea da sette uomini, per quanto la possibilità di una play action non sia da scartare.

13

Come prevedibile, il pacchetto di un running back e tre TE è fortemente orientato alla corsa. Anche qui, però, il look può essere preparato appositamente per sganciare un TE o un RB e guadagnare alcune iarde con una traccia interna o un checkdown, molto utile per cogliere magari impreparata una difesa in una situazione di terzo e corto.

cheerleaders
Ok, non è la formazione giusta. Spero non vi dispiaccia. (Via sport Illustrated)

20

La formazione con due RB e nessun TE è abbastanza rara ma può essere estremamente pericolosa e flessibile. Spesso usata nello shotgun, permette di correre efficacemente lateralmente o tramite la read option del QB. Inoltre se i RB sono in grado di ricevere bene si può anche lanciare efficacemente, facendo correre ad uno o ad entrambi una traccia addizionale. Nel caso dei Lions i nomi di Abdullah e Riddick vengono alla mente al riguardo ma viene anche alla mente una notevole quantità di genti scaramantici mentre ci avviciniamo al training camp.

21

Talmente usato da essere ribattezato “pro package”, questo pacchetto prevede la presenza di due 2 RB (o spesso 1 RB e 1 FB), 1 TE e due ricevitori. Molto spesso usato nella I-formation3 consente di impiantare le fondamenta dell’attacco classico: la power run del running back dietro al fullback e la play-action.

In più, è possibile sfruttare vari tipi di corsa e passare in profondità con una certa efficacia. Secondo molti esperti è una delle formazioni più flessibili del gioco anche se la sua importanza è diminuita per la tendenza moderna della lega a privilegiare i lanci e per l’influenza degli attacchi spread dei college, tipo l’air raid4.

Se volete incamminarvi nel tunnel della nostalgia, molti snap dell’attaco del 2014 Lions usavano questo pacchetto di personale (e altrettanto vale nella prima metà del 2015, ante-esonero di Joe Lombardi ma con risultati ben peggiori).

22

C’è un ricevitore aperto sull’esterna ma fondamentalmente l’attacco sta pensando di correre. Se i due TE sono allineati sullo stesso lato il QB, a seconda della lettura del momento, può decidere per una power run su quel lato o può andare personalmente sul lato debole usando il secondo FB come bloccatore principale (lead blocker). Ovviamente è sempre possibile la play action, fingendo di correre per poi rilasciare al ricevitore o ad un TE.

23

Chi non ama gli omoni? Il 23 è detto appropriatamente jumbo packet e viene usato sulla goal line (o, al massimo, in situazioni in cui un guadagno piccolo può chiudere il down, tipo su un 4 e 1). Fondamentalmente si corre di power run, in alcuni casi si può andare di read action (sperando di vedere il proprio QB sepolto sotto una massa di DT e LB) o, al massimo massimo, optare per una play action rapida. In ogni caso, non aspettatevi grossi guadagni in iarde ma vincere uno scontro di Jumbo package può decidere una partita.

Da notare: nella stragrande maggioranza dei casi, la formazione 23 (lievemente meno la 22) sono formazioni ad I e rarissimamente sono giocate a partire dallo shotgun.

Concludendo

Per quanto queste formazioni possano dare un indizio e anche di più su cosa aspettarsi da un attacco nel singolo snap, le possibilità e variazioni cambiano con la squadra e la situazione.

Pacchetti simili in situazioni simili possono portare a giocate differenti nel tentativo di dettare il gioco alla difesa sorprendendola o per una diversa lettura del quarterback di quello che si trova davanti o per fruttare i vari mismatch tra i giocatori ( per esempio, se un LB ha difficoltà a coprire, giocare spesso i TE può dare un vantaggio. Si veda lo scorso anno in blu ed argento).

Anche la frequenza nell’uso dei pacchetti cambia regolarmente, magari anche nella stessa partita: una squadra che si trova ad inseguire con il tempo che inizia a stringere magari inizierà ad incentivare i passaggi con tutto quello che ne consegue.

Tuttavia già vedere il tipo di pacchetto in campo può permettervi di capire meglio cosa sta avvenendo e cosa l’attacco stia cercando di fare ed farvi gustare meglio una partita (sempre che i Lions vincano, ovvio).

In più, potrete fare i belli su internet e con gli amici che è cosa buona e giusta.


  1. non riesco a pensare ad una traduzione diversa che non richieda giri di parole tipo “possibili ricevitori” o “ricevitori candidati” ergo per ora vi propino questo calco. 
  2. tutte le immagini sono prese da nfl gamepass. 
  3. devo fare un’articolo anche sulla formazione ad I, lo shotgun e la pistol? Nel caso fatemi sapere. 
  4. bleah! 

3 thoughts on “Approfondimenti estivi: le formazioni d’attacco.

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