Bob Quinn parla degli tagli.

Per quanto le congetture siano interessanti, spesso le dichiarazioni dei diretti interessati sono più chiarificatrici.

Certo, spesso succede quando parla Jim “Si vedrà” Caldwell e gli argomenti sono gli infortuni e i tagli non si chiarifica un tubo ma oggi, il sito dei Lions ha pubblicato un video in cui Tori Petry intervista Bob Quinn sull’argomento tagli che è abbastanza interessante.

Se volete ascoltarlo vale la pena (sono solo 6 minuti) ma fornisco alcuni highlights per chi non voglia far lezione di inglese1, premettendo che Quinn è eccitato ed è molto soddisfatto dei 53 scelti e della pratice squad e tutte le altre cose che si dicono in queste circostanze:

  • Per il comparto Linebacker, molto è voluta dire la versatilità e l’impegno negli special team di Bellore e Longa, mentre Worrylow porta, oltre anche lui alla sua dose di versatilità, leadership veterana. Da aggiugere che Quinn ritiene che Worrylow abbia portato esattamente quello che li aveva interessati in Free Agency, il che vuol dire che la capacità di coprire i TE non era in lista. Mah.

  • Il discorso versatilità e gli special team pare sia stato la rovina di Antwione Williams che probabilmente non si era sviluppato abbastanza in nessuno dei due ambiti e si è trovato escluso anche dalla pratice squad.

  • Quinn si sente sicuro del gruppo dei Corner e degli starter in particolare. Io dopo aver visto Diggs coprire Gronko un po’ meno ma di Gronko (per fortuna di chi non tifa Patriots) ce n’è uno.

  • Parlando di DE, secondo Quinn il giorno dei tagli non erano disponibili upgrade rispetto ai presenti in rosa, quindi per le prime settimane questi sono. Pare che l’idea di una trade per Sheldon Richardson sia stata solo un pio desiderio di molti tifosi.

  • Venendo all’attacco Quinn conferma che, nella scelta di Abbedreris, molto dipende dalla sua capacità di di giocare dentro e fuori, nonché… pausa suspence… dal suo apporto agli special team.

  • Capitolo Kaaya: la decisione di tagliarlo è stata “probabilmente la più dura da prendere” e Quinn è molto dispiaciuto di non averlo disponibile ma nella ricerca dei “53 giusti”2 queste decisioni sono necessarie.

Confermato a diretta domanda che Quinn (e quindi i Lions) nella parte bassa del roster prediligono giocatori versatili che contribuiscono nella terza fase (stupefacente, vero?), l’intervista termina.

Battute a parte, un interessante sguardo nel processo decisionale che porta alla creazione di un roster.


  1. scusandomi in anticipo di eventuali svarioni di comprensione. 
  2. aveva già sviscerato il concetto ai tempi del draft, se ricordate. 

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