
Come tutti gli anni sta per iniziare la combine NFL ad Indianapolis e tutti i team devono avere un incontro con la stampa di quindici minuti, presentando il GM o l’allenatore capo.
I Lions hanno deciso di andarci giù pesante quest’anno e hanno messo in calendario una doppia dose: Bob Quinn e Matt Patricia.
Ovviamente non ci sono mai grandi rivelazioni, anche perché la stagione è ancora davvero acerba ma qualcosa di interessante viene sempre detto (Quinn ha sempre mostrato una certa franchezza) e quest’anno la prima vera apparizione di Patricia nel suo nuovo ruolo non poteva che aumentare l’interesse.
Il primo punto, forse, è proprio questa disponibilità ad una doppia apparizione in un evento dove i Lions non erano costretti a presentare entrambi.
Ma iniziamo con Bob Quinn:
- Quinn ha dichiarato di aver parlato con Ziggy Ansah prima del tag, e di averci avuto una lunga e franca chiacchierata sul futuro. Ovviamente questo vuol dire tutto ed il contrario di tutto ma è significativo di come i Lions vedano Ansah. “Guardate i film. Dove si allinea, la linea d’attacco si sposta verso di lui. Spesso richiede due bloccatori e questo dice sulla sua produzione”. Questa in sintesi l’opinione di BQ sul soggetto.
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Ancora non hanno parlato con i propri FA ma contano di farlo con tutti (Premio GAC, per i fans di Gazebo/Propaganda). Compreso Haloti Ngata che era oggetto specifico della domanda.
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I suoi numerosi detrattori possono mettersi l’animo in pace: Eric Ebron resterà in blu e argento anche la prossima stagione. La paternità pare gli abbia fatto bene e non avrebbe senso lasciarlo andare adesso; magari non sarà mai all’altezza della sua posizione al draft (che non è colpa sua) ma può lo stesso essere utile alla causa (vedasi: Agholor, Nelson).
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Riguardo alla FA, ancora non ci sono bersagli precisi: diversi giocatori verranno rifirmati prima della FA. “Dimmi chi sarà a disposizione tra due settimane e ti dirò chi mi interessa”. – BQ.
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Ad una domanda sulla necessità di un feature back, Quinn ha risposto scherzando al giornalista di definire lui cosa intenda per feature back per poter rispondere; la risposta è stata che è un giocatore in grado di giocare tutti e tre i down nella maggioranza degli snap. Al che Quinn ha risposto che i Lions continueranno ad avere almeno quattro e cinque RB a roster, quindi a dividere il lavoro.
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Sempre riguardo al comparto corse, Quinn ha detto che ritiene Ameer Adbullah un giocatore di talento in grado di aver valore in ogni down ma che deve dimostrare il suo valore dopo un 17 deludente. Immagino che lui (e Theo Riddick) possano considerarsi confermati, a meno di una offseason disastrosa.
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Stranamente, nessuno dei giornalisti ha domandato se un rinnovo per Golden Tate; Quinn al 90% non avrebbe risposto ma non c’è mai da sapere.
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Quinn ha rifiutato di incastonare Graham Glasgow in un ruolo, dicendo che ha dimostrato di poter giocare sia guardia che centro, il che permetterà ai Lions di restare flessibili al riguardo.
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Quinn vuole un attacco più bilanciato: i dropback continui del QB non sono buoni per lui, non sono buoni per i ricevitori e nemmeno per la linea. Vedremo se verrà accontentato quest’anno.
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Sia Teez Tabor che Jamal Agnew possono aspettarsi di competere per un ruolo più importante il prossimo anno.
Veniamo ora a Matt Patricia. Il nuovo HC si è presentato in total black e con la sua inseparabile matita dietro l’orecchio1 ed è subito sembrato a suo agio.
- Non che dica molto più di Caldwell ma Patricia ha il carisma della star e la capacità di far ridere i presenti: Giornalista “Come sta finalmente sul podio?” MP:”Bene. Sembra bello solido”.
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In compenso, Patricia parla come una mitragliatrice. Il mio taccuino per le note consiste essenzialmente in un “parla troppo veloce” e qualche parola a caso. Non sono l’unico ad aver avuto questo problema, anche tra i madre lingua:
https://twitter.com/erikschlitt/status/968877167307345920
- Matitia ha rifiutato di dire se giocheranno un 4-3 o una 3-4 non perché non volesse dirlo ma perché i team passano più tempo che mai (“circa il 90%”) nei vari Sub package (Nickel e dime2) rendendo la distinzione molto poco utile. Se ricordate, Teryl Austin disse cose simili lo scorso anno in più occasioni.
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Patricia ha avuto buone parole per i giocatori già nel roster; BQ ha messo su una squadra di lavoratori che “provano a giocare con attenzione, provano a giocare aggressivo”.
In pratica, secondo Matty P. bisogna non solo analizzare quello che un giocatore fa ma anche quello che gli viene chiesto di fare per valutarlo correttamente. Può sembrare ovvio ma non lo è.
- Riguardo la necessità di giocare bilanciato, M.P. ha ribattuto con il voler fare quello che è necessario ogni data settimana per vincere. Se una settimana c’è da tirare 50 volte, ok. Se c’è da correre 50, bene uguale. Quello che conta è, alla fine, il risultato finale.
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Chiesta un’opinione su Jarrad Davis, Patricia ha riecheggiato le parole di Quinn sul fatto che Davis è stato gettato subito nell’acqua alta, chiedendogli di giocare ogni snap, dirigere la difesa ed adattarsi in corsa alla NFL e che ha reagito bene, specialmente nel finale di stagione.
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Patricia non vede l’ora di gettarsi nel “processo” delle attività più correlate al football e vuole costruire relazioni uno ad uno con i suoi giocatori.
Se la capacità di gestire la platea e il modo di rapportarsi con Quinn sono indicativi ci si può aspettare che Matty Matita possa mostrare una grossa dose di intelligenza emotiva, oltre che tattica, per affrontare il suo primo anno come Head Coach.
A presto per le voci dalla combine!