
Secondo una notizia di poco fa, due ex impiegati hanno denunciato i Lion per licenziamento senza giusta casa con l’aggravante dei motici raziali e di età.
Si tratta di Michael Richardson e Robert Yanagi, che si occupavano delle operazioni video per il team.
Richardson sarebbe stato criticato da Quinn subito dopo il suo insediamento come GM, mentre sia lui che Yanagi avrebbero subito recentemente critiche su base razziale da “un nuovo assunto” come affermato dal legale scelto da entrambi. Secondo i ricorrenti, il loro licenziamento sarebbe ingiustificato e dovuto alla loro eta (52 e 58 anni) nonché ai motivi razziali già detti.
Nello scorso febbraio i due sono stati licenziati per far posto ad Erik Knuttu ed William Brown, entrambi con gli usuali (adesso) legami con Syracuse.
I Lions hanno rilasciato un comunicato per ribadire, come in altri casi, che non hanno intenzione di commentare i procedimenti in corso.
Sicuramente non è un bello spettacolo ma un’accusa non è ancora una condanna. I cambiamenti di regime nelle squadre NFL portano a licenziamenti a raffica ad ogni livello e potrebbe essere uno di quei casi.
Se, però, le motivazioni razziali dovessero essere provate in tribunale sarebbe un bruttissimo danno d’immagine per i Lions, nonché per Quinn personalmente. Anche solo se lui o Patricia fossero chiamati a deporre non sarebbe un bello spettacolo
Anche per questo motivo, la soluzione più probabile, secondo me, resta un accordo extra-giudiziale in cui le accuse vengono ritirate senza troppo clamore in cambio di un congruo risarcimento.
Vedremo come proseguirà anche questa storia, intanto la mettiamo tra gli altri problemi che l’organizzazione si trova ad affrontare con gli ex-impiegati.