
Il training camp è alle porte e con questo le notizie fresche dovrebbero iniziare ad affluire, nei limiti del rigore imposto da Matty P. e Bob Quinn.
Nel frattempo, è il momento di segnalare alcune storie che potrebbero avere impatto notevole nell’autunno 2018, anche considerando che la NFCN sarà, quest’anno come non mai, una delle divisioni più dure del lega.
Come sta il front seven?

Come ampiamente previsto e prevedibile, Ziggy Ansah ed i Lions non hanno trovato nessun accordo a lungo termine, quindi il forte e riservato giocatore Ghanese giocherà l’annata sotto il tag.
Come sempre, questo dovrebbe stimolarlo a dare il massimpo per avere un bel payday il prossimo marzo (al 90% non a Detroit).
Questo ammesso che la sua salute regga: Ansah si è allenato pochissimo in questi mesi ed alcuni dubbi restano, anche se va detto che, per pagarlo 17 milioni di dollari, il FO e gli allenatori devono aver fiducia che possa performare un bel tot.
Ma oltre a lui ci sono altri punti interrogativi: Kerry Hyder è reduce da un infortunio (l’Achille) che fino ad alcuni anni fa era esiziale per chi è nel ruolo.
Certo, le tecniche chirurgiche e di recupero sono migliorate e Kerrone ha già dimostrato in carriera di poter affrontare le battaglie più dure.
I dubbi sulla coppia A’Shawn Robinson e Sylvester Williams come Nose Tackle ci sono (il primo non ha reso benissimo in assenza di Ngata mentre l’annata del secondo ai Titans è considerata quasi un disastro).
La posizione di LB è stata rafforzata con l’innesto di Devon Kennard ma Christian Jones dovrà fare un grosso salto per essere più di un mediocre backup; il tutto senza considerare che Jarrad Davis dovrà maturare senza incorrere nel famoso Sophomore Slump, la crisi del secondo anno. Non è la sezione che preoccupa di più ma sicuramente da tenere d’occhio vista l’importanza del ruolo nello schema di Matt Patricia
È quasi magia, Matty?
Che, poi, non bisogna dimenticare che i Lions non in pieno passaggio da un fronte 4-3 ad un fronte ibrido con multiple varianti a mille ottani.
Sicuramente, l’aver portato in blu&argento veterani del sistema a vari livelli (Freeny, C.Jones, Tavon Wilson sono i primi nomi che vengono in mente) dovrebbe aiutare.
Così come l’autorevolezza che gli anni al fianco di Bill B. danno a Matt Matita.
E l’esperienza di Paul Pasqualoni e Bo davis non guasta.
MA
Passare da uno schema pesantemente, quasi in modo maniacale, improntato all’attacco del QB via one gap al sistema di Patricia non è per nulla semplice e non basta agitare la bacchetta e dire le magiche parole “fronte amorfo” perché tutto vada a posto.
Anzi, di solito questi tipi di cambiamenti portano ad periodo di aggiustamento che dura almeno un mesetto di gioco vero, periodo che potrebbe fare la differenza tra andare ai playoff e restare mestamente a casa in Gennaio.
Ci sarà da tenere d’occhio, per quanto possibile, le notizie sull’argomento sperando di non notare troppi problemi e che sperando di vedere in oper la Matty Magia quanto prima.
Chi sta dietro Stafford?
Con l’arrivo di Matt Cassel la situazione si è movimentata in quanto che i Lions si trovano nella situazione di dover scegliere tra un veterano duttile e con larga esperienza che conosce dall’interno la famosa Patriots way (nonché allenatore, GM e QB coach) ed un giovane al terzo anno con conoscienza interna del sistema dell’OC Jim Bob Cooter.
La mia opinione (che coincide con quella di Erik Schlitt)è che alla fine sarà Jake Rudock a trionfare e tenere la cartellina nelle domeniche di settembre ed oltre ma non è ancora deciso niente e, probabilmente, resterà così fino alla fine della preseason.
La linea offensiva si solidificherà?
Lo scorso anno il gioco della linea offensiva, malgrado soldi e pick spesi, è stato un incubo che ha portato il povero Matthew Stafford a prendersi 47 sack nei denti, nonché ad un gioco di corse pauroso, as usual.
Molto viene imputato al giubilato Ron Prince ma anche gli infortuni (e il flop Greg Robinson) hanno detto la loro.
Quest’anno la linea d’attaco è sulla carta ancora migliore (PFF, se volete dargli credito1, la mette ottava su 32) ed il coach è cambiato con l’arrivo di Jeff Davidson, noto per aver raddrizzato squadre negate per la corsa in tutta la sua carriera.
E la sua esperienza servirà tutto, se i Lions vogliono navigare oltre il 31° posto nelle classifica delle iarde corse visto che senza blocchi, i RB non vanno da molte parti (a meno che non si chiamino Barry ed indossino il 20).
Anche qui, il cambio di schema richiede (forse ancora più che per la linea di difesa) tempo e snap passati fianco a fianco.
La chimica che si sta sviluppando dentro e fuori dal campo pare promettente (guardatevi i video con TJ Lang e Graham Glasgow, per esempio o seguite Taylor Decker su Twitter) ma, testicula tacta, il ritiro ci dirà molto, specie sulla salute (sgrat!).
Ci sarà qualche rinnovo?
Il Training camp è sempre stato il momento scelto da Bob Quinn per annunciare i rinnovi “pesanti” e vedremo se anche quest’anno la tradizione sarà rispettata.
Il primo nome che viene in mente è il signore nella foto, Golden Tate lo YacKing, il re delle iarde guadagnate dopo il contatto.
Tate si è meritato sicuramente un contratto molto più ricco dell’attuale e spero che possa veder riconosciuto il suo valore nella città dove si è affermato (anche perchè vedercelo segnare contro mentre fa uno dei suoi versi mi darebbe decisamente uggia).
Non mi aspetto che Tate conceda uno sconto su quanto crede di valere, specie dopo i contratti che hanno fimato Brandin Cooks con i Rams e Jarvis Landry con i Browns, e onestamente non lo vorrei neanche: ogni giocatore di NFL ha il diritto/dovere di massimizzare i suoi introiti, visti i rischi, la durata media di una carriere e la scarsità di soldi garantiti nei contratti.
Spero che, però Bob Quinn riesca a spremere soldi per un giocatore così importante e affidabile.
Vedremo comunque cosa ci porteranno i prossimi giorni.
Ovviamente ci sono altre storie ed altri nomi da tenere d’occhio e farò il possibile per tenervi informati ma, intanto, segniamoci queste.
- io no. ↩



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