
Rubo un modo di dire che sarà noto a chi segue pure il basket per il commento della partita di ieri notte.
Domenica mattina avevo scritto che volevo vedere la squadra reagire, sbattersi magari non spararsi troppo nei piedi con altri quattro intercetti, vedere un pelo di intensità in più e cose così.
Sicuramente si è visto qualcosa, magari a sprazzi quindi bene.
Certo non benissimo perché i Lions non sono riusciti a tornare a casa con la vittoria in tasca contro dei niners non trascendentali ed ora li aspetta una serie di incontri con formazioni di prima fascia (si parte domenica notte con i i Patriots) ed un cammino in salita da far tremare i polsi (secondo una statistica presentata ad nauseam ma anche un po’ ad muzzum, solo il 13% delle squadre che partono 0-2 raggiungono i playoff).
La partita non è iniziata sotto i migliori auspici con Stafford che non ingrana ed i 49ers che marciano per il campo in scioltezza fino a che non avviene l’imprevedibile e la difesa mette a segno 2 sack consecutivi, costringendo i niners al field goal.
Dopo tante difficoltà ad arrivare al QB avversario, da non credere ai propri occhi.
Il drive successivo vede una discutibile pass interference su Slay prima che un errore di Christian Jones lasci in classica cover NONE K. Bourne che riceve tranquillo sulle tre.
Un paio di brevi drive dopo, Matthew Stafford tiene troppo la palla in faccia alle pressione e la perde a 21 iarde dalla proprio zona di meta; la difesa ancora una volta mostra di non starci e costringe al Field Goal San Francisco.
Il drive successivo parte bene ma Golden Tate è corto per la conversione; il tempo stringe Patricia non vuole usare un Time out mentre aspetta che i niners puntino (discutibile ma ci sta, al quel punto della partita se lo chiedete a me) e con un minuto a disposizione i Lions risalgono la corrente fino al FG che manda al riposo sul 13-10.
Ora al’inizio del terzo quarto, sul kickoff il contenimento dello special team collassa e Reed corre fino in endzone; il TD immediato è nullificato da una sua penalità ai danni di Newin Lawson (facemask) ma, partendo dalle 26 offensive, Jimmy G. ha stavolta poche difficoltà a connettersi con Brent Celeck per lo score.
Jamal Agnew si sbatte per un buon ritorno di kickoff ed il drive successivo è promettente grazie alle corse di Blount e Johnson ma due due brutte penalità offensive lo trasformano in uno ed un milione ed i Lions ripiegano sul calcio piazzato di Prater. 13-20 ci sarebbe partita, se non chè…
Se non che la difesa sulle corse ha un’implosione momentanea che consente ad un giocatore onesto ma non trascedentale come Breida di correre prima di 20 e poi di 66 iarde per lo score. 13-27 ed un solo quarto da giocare quando Stafford non riesce a connettersi con Marvin Jones sul profondo.
In aggiunta, Robbie Gould aggiunge 3 punti per il 10-30.
Ma i Lions, si sa ti fanno sempre soffrire fino in fondo.
Staffordo prova la scramble, viene spinto via sotto gli occhi di Blount che vede rosso, spintona l’avversario e si fa espellere portando ad un 3 e 17 preoccupante.
Ma, sia per la scossa di Blount o per altro motivo, Stafford pesca lo YACKing, Golden Tate, che trasforma un bel lancio a media distanza in sessantasette (67) iarde per poi seguira rapidamente con uno score per Marvin Jones.
Tre e fuori con sack annesso per i niners e sul punt Jamal Agnew azzeccherebbe il ritorno vincente ma due blocchi alle spalle azzerano il guadagno (lo odio, quando succede) e Stafford deve farsi tutto il campo prima di connettersi per 15 iarde con Michael Roberts che riporta i Lions sul 27-30.
I Lions avrebbero bisogno di un miracolo e lo trovano quando Tracy Walker intercetta Garoppolo e riporta la palla fino alle 10 dei Niners ma una chiamata tardiva, brutta e immotivata vanifica lo sforzo del rookie Safety.
Resta pochissimo tempo per Stafford e zero timeout per Stafford e due brutti di drop del solitamente affidabile Theo Riddick chiudono la partita.
Qui il boxscore.
Considerazioni veloci
Molto da dire ma poco tempo.
Lasciamo stare la direzione arbitrale (che pure ci è costata la partita) pure questa volta.
Ma le buone squadre non si mettono in condizione di dipendere dagli arbitri ed i Lions non sono stati una buona squadra.
Tuttavia ci sono stati dei segnali apprezzabili rispetto alla letargia della prima giornata, come voglia di lottare e di trovare qualcosa dove possibile.
In difesa, difendere la corsa è ancora un’utopia ed i breakdown improvvisi sono all’ordine del giorno, ci sarebbe bisogno che Davis (che pure è migliorato in copertura) leggesse meglio le varie situazioni e la gente mantenesse più disciplina nei gap.
Dispiace vedere Quin che pare più lento dello scorso anno mentre Tabor è il grande assente della secondaria.
Ma vedere sei sack senza Ansah in campo è stata un sorpresa.
In attacco, dopo i 5 intercetti di domenica scorso (conto anche Cassel) Stafford è stato molto più conservativo, specie sulle palle lunghe e si è visto quando ha la palla dove nessuno poteva arrivare; in più ha lasciato sul campo alcuni ricevitori liberi come di solito non fa (il che può esserci costato la partita).
Segnali incoraggianti dal gioco di corsa (ma ne vogliamo di più) e dalla linea offensiva (Kenny Wiggins sugli scudi, chi l’avrebbe detto?) ma tante, troppe pause.
E a proposito di pause… che succede agli special team? Possibile trasformarsi da cigno a papero in pochi mesi?
Molti pensano che la differenza la faccia l’assenza di Don Carey e sicuramente un ruolo lo gioca ma non vorrei che i Lions siano pure un po’ indietro come coaching.
Vabbè, prepariamoci a soffrire tanto ci siamo abituati… purtropppo.