Week 12: Regali fuori stagione (Bears 23 – Lions 16)

Come previsto, i Bears lasciano il Ford Field con la vittoria in mano ma la modalità ed il finale bruciano, bruciano eccome.

I Lions sono riusciti a stare in partita fino in fondo quando l’attacco, che tutti credevamo fosse il punto di forza della squadra, li ha brutalmente traditi con 2 intercetti, di cui un pick-6, in cinque minuti di gioco.

La partita era iniziata con la difesa sugli scudi per entrambe le formazioni, con scambi di drive rapidi in cui le squadre si sono trovate a lottare per la posizione in campo fino a che De’Shawn Shead provoca un fumble su Michael Burton recuperato e riportato fin sulle 40 avversarie da Jarrad Davis.

La posizione è buona anche per il balbettante attacco Lions che, pur senza tirare in ballo un solo ricevitore di ruolo, entra in endzone con LeGarrette Blount.

Il drive di risposta è lungo con Chase Daniel che dirige un assalto essenzialmente aereo, visto che le vie di terra sono ostruite da Snacks Harrison e A’Shawn Robinson e si ferma alle porte della redzone per facile Field Goal di Cody Parkey; l’attacco fetecchia ancora ed i Bears, grazie ad un bel ritorno di Tarik Cohen, sfruttano la posizione di campo favorevole e chiudono con un TD, assegnato malgrado una evidente pass interference offensiva.

Ma, si sa come vanno queste cose.

La conversione da due, scelta non si sa perché da Matt Nagy, non va nemmeno vicino alla trasformazione e si va al riposo sul 9-7 Bears.

Il secondo quarto vede un lungo predominio delle difese fino a che Matthew Stafford non scarica la prima (e forse unica) Big Play della serata pescando KennyG19 per 43 iarde. Alla big play seguono diverse corse di Blount nella gola della difesa, fino alla seconda meta per il veterano.
Matt Patricia decide di restituire il favore (anche qui, chissà poi perché) e va per la conversione da due, senza successo. 13-9.

Il drive successivo è un incubo per la difesa dei Lions: prima una penalità su Damon Harrison per Roughing the passer per un colpo alle ginocchia di Chase Daniels, poiRomeo Okwara cerca di svitare la testa di Daniels durante uno scramble come omaggio a Suh e becca altre 15 iarde il tutto coronato da un TD portato a casa da Tarik Cohen dalle 14 con addizionale realizzato per una volta.

La risposta dei Lions arriva sulle ali di Blount che corre come indemoniato e Kenny Golladay che è sempre disposto a sfruttare la sua notevole fisicita ma si arriva all’ultima iarda e, sul terzo e goal, per qualche motivo i Lions vanno con il backfield vuoto.

Per una volta che le corse funzionano, rinunciano anche a minacciarla la corsa. Disgustorama.

Ovviamente, ci si deve accontentare del Field Goal per tornare in parità.

Il drive successivo termina subito quando Matt Patricia e Paul Pasqualoni chiamano un blitz sul terzo down che porta mezza difesa (a partire da Glover Quin) al sack su Daniels.

Buon ritorno per TJ Jones, siamo sulle 41 e… patatrac.

L’ennesimo lancio corto di Stafford per Michael Roberts viene letto da tutto lo stadio, compreso Eddie Jackson che rompe la propria copertura nell’indifferenza sia del TE che del QB, salta davanti al primo e riporta direttamente in endzone.

23-16 per i Bears ma c’è ancora tempo ed il drive di risposta è promettente e arriva sulle 11 iarde (sempre Blount&Golladay powered) ma sul terzo e 10, il secondo disastro.

Prima Golladay non riesce a controllare una vera e propria legnata di Stafford poi, sul terzo tentavo, il QB ha le prime due letture coperte e lancia una palla per Michael Roberts sull’esterno ma il TE di Toledo corre malissimo la route senza impegno e con l’angolo sbagliato.
Non reagisce nemmeno quando Kyle Fuller lo spintona via (e sarebbe una DPI ma come dar torto agli arbitri se neanche al ricevitore frega qualcosa?) e si va a prendere il pallone in endzone.

Ora bisognerebbe negare il primo down ma la serata non è quella giusta e la difesa contro le corse di Detroit tira i remi in barca (anche se, secondo Mike Pereira, ci sarebbe stata un penalità contro i Bears a fine corsa ma tanto…) e la partita finisce.

Davvero un vero peccato.

L’attacco dei Lions è in evidente regressione, il tutto malgrado un gioco di corse finalmente funzionante anche in assenza di Kerryon Johnson ed una linea offensiva che riesce a limitare l’impatto di Mack e compagni grazie ad una buona preparazione (ho particolarmente gradito la tasca mobile sui passaggi lunghi).

Bisogna anche mettere in conto che Stafford affrontava la 3° difesa contro il passaggio mentre Daniels la 31° prima di scrivere che “Daniels ha fatto sfigurare Stafford” o altre amenità (che abbiamo già letto, infatti, sui soliti siti tricolori); io non voglio girare il dito nella piaga ma dobbiamo affidarci a Mike Ford (UDFA da South California) come titolare perché, per quanto inconstante e grezzo, almeno una pass deflection ogni tanto la fa.

Tuttavia, il piano di gioco timido scelto da Cooter per quanto sensato (far uscire la palla velocemente per negare il terrificante pass rush dei Bears) è stato:

  1. esagerato e figlio della sfiducia in una linea che, invece stava giocando bene.
  2. complicato da eseguire perché richiede a Stafford di essere perfetto nelle letture nel 100% dei casi
  3. prevedibile perché cercare regolarmente lo stesso passaggio nella stessa situazione è flirtare con il disastro e rendere l’intercetto solo una questione di tempo.
  4. dannoso perché nega uno dei tuoi vantaggi principali (il braccio del tuo QB)

Aggiungiamo altre scelte discutibili quanto meno (la conversione da due, la dannata formazione con quattro ricevitori sulla linea di meta sono le prime) e il perché una partita tirata sia finita male diventa evidente.

Ma la cosa che è stata più irritante, almeno per me, resta aver visto i Bears avere più fame e più voglia nell’ultimo quarto specie al confronto di quanto mostrato dall’Inqualificabile Roberts.

Tutto da buttare quindi?

A costo di sentirmi dire che sono sempre il solito, no.

La squadra bene o male ha lottato fino all’ultimo minuto, il che è già un bel segnale sempre.
Ma soprattutto entrambe le linee hanno giocato bene, con un apprezzamento particolare alla linea difensiva che ha completato un 180° gradi completo dalla completa porosità contro le corse ad un doppio quasi shutout di due degli attacchi su terra più temuti della NFL. Si segnala anche il ritorno in attività completo di Ziggy, finalmente incisivo

Purtroppo questo non vale per la secondaria che, tranne Slay, non è in grado di fermare gli avversari anche se qualche timido segnale positivo si è avuto con l’arrivo di Mike Ford (il che rende ancora più evidente quanto sia stato tremendo Teez Tabor).

In attacco, complimenti e scuse vanno in primis a Blount che, evidentemente, ha letto i giornali che lo davano per finito e ha risposto da par suo per poi passare alla linea di cui ho già detto ma di cui devo sottolineare ancora il lavoro svolto da Jeff Davidson e la sua unità, specie in assenza di TJ Lang. Davvero, un gioco di linea che a Detroit non si vedeva da un pezzo.

Per quanto la stagione sia precocemente invecchiata, migliorare nelle linee era una priorità e pare che gli effetti si vedano.

Ora, vedremo se il prossimo OC sarà in grado di sfruttare questi progressi ma per ora, sarà meglio affogarsi di mock draft.


Rispondi