Dietro la scelta di Bevell

Eravamo tutti in attesa della conferenza stampa di presentazione per Darrell Bevell, magari per avere lumi sul processo che aveva portato alla sua scelta ma, ormai, è chiaro che il front Office vuol rimandare al più tardi possibile gli incontri con la stampa, seguendo un copione ormai penosamente consueto.

Bob Quinn ha per lo meno avuto il garbo di commentare al riguardo durante un’intervista su una radio, senza peraltro dire molto di più di quello che già sapevamo: Bevell ha avuto un gran colloquio (mi pare il minimo), è adattabile ed in grado di adattare l’attacco settimana per settimana a seconda dell’avversario.

In più, ha un background vario, avendo avuto a che fare con diversi tipi di attacco nelle varie fermate della sua carriera.

Nulla di nuovo, fondamentalmente, e, quindi, per avere ulteriori informazioni, siamo costretti ha far riferimento ai cosiddetti insider, giornalisti di alto profilo nazionale con accessi privilegiati in tutte le squadre, anche quelle estremamente paranoiche come i Lions.

Uno dei meglio informati resta Albert Breer di Sport Illustrated, che ha preso il posto del venerabile Peter King nell’appuntamento settimanale con il Monday Morning Quarterback.

Nell’ultimo appuntamento prima del Super Bowl, Breer parla del processo usato da Patricia per identificare il suo nuovo coordinatore di attacco, spiegando che Matty P., invece di girare a caso per tutti i suoi contatti in rubrica, si è focalizzato su quegli allenatori che gli avevano dato problemi, anche durante la sua permanenza in New England.

Non solo Bevell ma pure Nathaniel Hackett rispondono a questo identikit e si può supporre che altri candidati siano stati, quietamente, contattati.

Sembra un processo logico ed interessante, specialmente opposto all’usuale “chiamo Tizio perché lo conosco e mi fido” che tanto temevo sarebbe stato applicato ed è un punto in più per Patricia nella circostanza.

In aggiunta, parlando più sotto di Jim Bob Cooter e degli alti e bassi che una carriera da allenatore in NFL, Breer nota come JBC fosse essenzialmente una reliquia della precedente gestione e che la distanza filosofica tra il vecchio ed il nuovo non si sia mai colmata, con i risultati visti (o meglio, subiti) durante l’ultima stagione, con l’importanza da dare al gioco di corsa come uno dei punti di frizione.

Vedremo se con un nuovo coordinatore scelto personalmente ed un intera off season, i problemi che hanno fatto pare un passo indietro all’attacco si risolveranno, altrimenti il microclima ad Allen Park sarà stranamente bollente rispetto al resto del Michigan di qui ad un anno.


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