Voci da Atlanta.

La settimana prima del super Bowl è estremamente intensa per il mondo del football con la stragrande maggioranza dei media concentrati in un solo luogo, assieme ad ex giocatori e fans in ogni dove.

Per tacere, ovviamente, dei coach e giocatori protagonisti della sfida che devono rispondere a qualsiasi domanda gli venga posta.

Che qualche domanda riguardi i Lions ed il loro primo anno nella gestione di Matty Matita è solo logico, in particolare visto che Patricia è stato fino allo scorso anno il fido luogotenente di Bill Belichick, per l’appunto ancora una volta tornato sul palcoscenico più importante dell’anno con i suoi Patriots.

Proprio il più grande allenatore nella storia del football per generale consenso ha ribadito la sua fiducia in Patricia:

“I’m here to talk about the Patriots and the Rams, and that’s what our job is this week is to get ready for the Rams. I think Matt’s a great coach, I think he does a great job. He did a great job for me. He’s very smart, he understands football, he’s an excellent teacher, but really I’m here to talk about the Rams.”

In pratica:

Sono qui per discutere dei Patriots e Rams ed il nostro lavoro questa settimana è prepararsi per i Rams. Penso che Matt sia un gran coach, penso che faccia un gran lavoro. Per me lo ha fatto. È molto intelligente, conosce il football, è un ottimo insegnante. Ma sono qui per parlare dei Rams.

Nell’articolo troverete anche l’opinione di Chris Simms e di Nate Burleson che conosce bene l’ambiente, avendo giocato per i Lions fino al 2013.

Entrambi sottolineano lo shock culturale portato da Patricia nell’organizzazione (Simms in particolare non si fa problemi a dire che si aspettava un record peggiore nel primo anno di gestione) .

Anche un altro esperto della Patriots way, l’ex-linebacker Willie MacGinest è andato giù duro in difesa di Patricia, rispondendo a chi gli chiedeva di perché Patricia non avesse avuto successo chiedendo a sua volta quale fosse la definizione di successo in questo caso.

La risposta del giornalista è stata “più vittorie” al che MacGinest ha risposto sarcastico se pensava di vedere i Lions al super Bowl quest’anno.

In pratica, anche secondo lui, la squadra non era pronta per un risultato importante (ed infatti le previsioni vedano il 7-9 come lo scenario più realistico) e il sistema che Quinn e Patricia stanno cercando di implementare richiede del tempo. Certo, Detroit non è il territorio ideale per lavorare in pace e far progetti a lunga scadenza, affamata com’è ma il ragionamento ha una sua logica, implacabile quanto spiacevole.

Arriviamo aBrian Billick, ex- coach vincente e ora analista, ha parlato della situazione di Matthew Stafford.

Secondo Billick, Stafford è un ottimo QB che avrebbe sicuramente mercato nella lega e che potrebbe giovarsi di un cambio di scenario.

Billick ragiona che i dieci anni già trascorsi cercando di fare cambiare passo alla squadra potrebbero essere alla fine un fardello troppo grosso per consentirgli di affrontare serenamente un futuro coi Lions.

Ora Bob Quinn e la logica dei numeri assicurano che questo scenario non è pensabile per il 2019 ed il 2020 è lontanissimo ma il paragone che Billick fa con Flacco è interessante. Vedremo se il 2019 scaccerà via questa ipotesi.

Terminiamo con Darrell Bevell, per il quale Luke Willson ha avuto parole di stima molto importanti. Willson ha avuto un primo anno per nulla soddisfacente ed è nel limbo ma ha lavorato a lungo a Seattle con Bevell e lo conosce bene, definendo il suo arrivo cime un “grosso, grosso arrivo” e lodandone precisione ed attenzione al dettaglio.

A fare ecco altre sue parole c’è anche Justin Forsett, brevemente con i Lions alcuni anni fa e prima in Seattle che in un video su effonde in complimenti per il suo vecchio OC.

Essendo Forsett passato a vita privata, non c’è da tenere in questo caso il conflitto di interesse.

E per adesso è tutto.


One thought on “Voci da Atlanta.

Rispondi