Note di offseason: ciao, Devin.

Qualcosa era nell’aria con il ritorno di John Bonamego nel ruolo di special team coach ma ieri abbiamo avuto l’ufficialità: Devin Fitzsimmons ha accettato l’incarico di ST coach e TE coach presso l’università di Vanderbilt.

Fitzsimmons ha avuto a lungo il posto di Special Team assistant coordinator e quest’anno, dopo il licenziamento di Joe Marciano, ha praticamente esercitato il ruolo di coordinatore ad interim, aiutando l’inversione di rotta della seconda parte di stagione.

Il suo lavoro viene ora riconosciuto dall’università di Nashville e lui, giustamente, ha accettato il miglioramento di carriera.

A questo punto dell’offseason si crea una nuova casella da riempire nello staff di Matt Matita.

Veniamo alla ricerca dei prossimi Lions: qui un interessante articolo del solito sospetto Erik Schlitt su cosa Bob Quinn sembri desiderare in un playmaker difensivo con alcuni nomi, tra cui un FA interessante: il CB dei Chiefs Steven Nelson, possibile Free agent a soli 26 anni.

Continuiamo con l’incombente Free agency e con un giocatore che fa salivare gli appassionati: Trey Flowers, il giovane EDGE che tanto ha impressionato durante la stagione.

Al netto di un numero di sack non particolarmente impressionante (7,5), il quarto giro del 2015 ha impressionato per motore, intelligenza e costanza.

Sempre al centro dell’azione sia nel combattere le corse che contro i passaggi, Flowers sarebbe ideale per i Lions e per un sacco di altri club.

Compresi i Patriots, che hanno molto interesse a tenerselo stretto, al punto che un insider stima nel 70% le probabilità di una sua permanenza in New England. E Questo malgrado la nota avversione di nonno Bill al franchise tag o allo strapagare ma Belichick di fronte ad un talento simile potrebbe fare facilmente un’eccezione.

Accordate aspettative e mock draft di conseguenza.

Terminiamo con una nota più tecnica, cioè l’eterna diatriba tra difesa 4-3 e difesa 3-4: già in precedenza ho scritto che, con la tendenza delle squadre a vivere nei pacchetti secondari (dal nickel in poi), e Matt Patricia durante l’incontro di alcuni giorni fa ha confermato il sentimento.

(Che poi l’argomento si evolve continuamente: costringere l’avversario ad usare la formazione base per evitare i sub package e dettare i match up è stata una tecnica usata anche nei playoff, ma il sentire comune oggi è questo).


Rispondi