
Ogni anno, i vari GM della lega devono sottoporsi alla obbligatoria1 conferenza stampa pre draft e oggi è stato il turno di Bob Quinn di mettersi sotto i riflettori.
Qui trovate la conferenza stampa in differita, messa gentilmente a disposizione dai ragazzi di PoD.
Per il resto un po’ di punti sparsi sulle cose che mi hanno colpito (o, in alternativa, hanno colpito i giornalisti presenti).
- Iniziamo col dire che Bob Quinn ha avuto una buona conferenza stampa, abbastanza rilassata, aperta e con diverse risate. L’unico momento un po’ teso è stato quando a qualcuno in sala si è messo a suonare il cellulare ed ha pure fatto diversi squilli. Perlomeno non era una brutta musichetta.
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Quinn ha affrontato l’argomento underclassemen, dicendo che è stato deluso dal fatto che molti giocatori abbiano deciso di affrontare il draft in anticipo in quanto che è possibile commettere degli errori di valutazione al loro riguardo. Aggiungo non richiesto che, spesso, l’anno aggiuntivo aiuta a impadronirsi di tecnica e ne migliora la valutazione tra i pro. Ma anche il rischio infortunio durante lo sfruttamento a costo zero effettuato dall’NCAA va valutato: se torni a scuola e poi ti frantumi un tendine d’Achille o peggio a fine stagione, rischi di perdere quello che spesso sarà l’unico contratto di un giocatore NFL.
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Sul lato difensivo della palla, in particolare nella linea sono presenti diversi giocatori undersized, di taglia inferiore allo standard delle squadre fino ad oggi. Non sono adatti a tutte le difese e a tutti gli allenatori ma si stanno ritagliando uno spazio grazie all’atletismo e alle storie di successo di giocatori come Aaron Donald. BQ non fa nomi ma vengono subito in mente Ed Oliver, Devin Bush e Brian Burns (uno qualsiasi di loro alla ottava mi farebbe pure contento).
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Riguardo un’altra posizione calda, cioè i TE (visto che dietro a Jesse James c’è praticamente il vuoto siderale) Quinn non ha escluso nulla commentando con il classico “ditemi chi ci sarà all’ottava e vi dirò se vale la pena”. Tuttavia in una domanda successiva gli è stato fatto notare che i fan non sarebbero entusiasti di spendere un pick così alto per un TE, specie dopo l’insuccesso di Ebron ma Quinn ha fatto capire una volta di più che la possibile reazione dei fans non è di suo interesse. E per fortuna: seguendo questa linea di ragionamento, i Lions avrebbero dovuto passare su Calvin Johnson perché gli ultimi ricevitori scelti subito prima di lui avevano fatto flop. In più, come ha notato ancora BQ, Ebron non era stato scelto da lui quindi non è che la cosa lo riguardi.
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Veniamo ad un capitolo particolarmente spinoso per me, visto che non sarei entusiasta dell’arrivo della terza OL al primo giro in quattro anni, la linea offensiva. Quinn ha specificato che il draft è ricco, specie e per fortuna nella parte interna della linea, e che si possono trovare giocatori in grado di contribuire dal primo al quinto giro. In più, Quinn ha posto ancora una volta l’accento sulla versatilità come un fattore importante: essere OG/OT o RT/LT o OG/C ha un valore, anche perché la domenica possono giocare solo 46 persone su 53 e quindi avere versatilità è un vantaggio.
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Un altro vantaggio è il saper contribuire agli special team, specie per i giocatori a fondo roster può essere un fattore dirimente.
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E, a proposito di special team, BQ si è guadagnato una sonora risata quando, parlando della sua aumentata esperienza come GM, ha raccontato che un suo cugino gli ha chiesto di draftare di nuovo un Long Snapper e che la sua risposta è stata “Probabilmente non lo farò”.
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Passiamo alla possibilità di effettuare trade in alto il primo giorno del draft: secondo Quinn i Lions non hanno abbastanza capitale da fare una mossa simile. Discorso diverso per la trade in basso che, per il giusto prezzo, sarebbe come già detto più che accettabile.
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Alla domanda sul perché sia stato così trasparente sul suo desiderio di effettuare una trade in basso, Bob The Builder ha risposto che “cercava solo di essere onesto”, beccandosi un’altra grossa risata della sala che non sembrava troppo convinta. A ragione, direi.
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Al riguardo, Bob Quinn ha detto di essere in territorio nuovo, dovendo scegliere nella top ten e che NON ha nessuna intenzione di trovarsi ancora in questa situazione. Né il prossimo anno né mai.
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A ribadire l’ovvio, il buon Bob ha ribadito che in pick alto guarda molto di più alla produzione sul campo che al potenziale fisico o gli altri tratti. Del resto, Decker, Davis e Ragnow cadono in questa matrice e non solo loro. Diamine, si potrebbe dire che anche Teez Tabor è in questo stile.
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Ultimo punto: Quinn ha sentito gli Stafford (Kelly si è operata ieri, un paio di giorni in terapia intensiva sono obbligatori e previsti) e non ha aggiornamenti da condividere per rispettare il desiderio di privacy degli stessi. Ha solo detto di non aver alterato i piani per il draft in nessun modo per questo motivo.
E questo è tutto. Nella mia esperienza, il 90% di quello che Quinn dice, per quanto vago, troverà una corrispondenza a posteriori nel draft ed un 10% sarà una finta per nascondere le proprie intenzioni su un certo argomento.
Il problema è sempre azzeccare il 10% da leggere al contrario.
Io, personalmente, ho una storia non particolarmente felice al riguardo ma ci provo sempre2 credo che, malgrado tutto il ragionamento fatto, non arriverà un TE alla 8 (peccato, perché sia Hockenson che Fant meriterebbero la spesa). Troppo tempo per svilupparlo rispetto alle necessità della squadra.
E un QB tipo il secondo giorno non mi stupirebbe del tutto (e non per la situazione personale di Stafford).
Sono invece abbastanza sicuro sul long snapper…
One Pride!
One thought on “Dalla conferenza stampa pre-draft: muoversi in alto, muoversi in basso, l’importanza delle dimensioni e tanto altro.”