Stamattina mi sono svegliato, ho acceso il telefono dopo colazione come faccio sempre e. come sempre, twitter mi ha segnalato un tweet lanciato mentre il telefono era spento.
Il mio pensiero è stato che l’infortunio di Luck era più grave del previsto (come già successo) e che sarebbe rientrato chissà quando, poi cercando ulteriori informazioni ho scoperto che Luck aveva deciso di ritirarsi con due settimane di anticipo rispetto all’inizio della stagione regolare e che i tifosi non l’avevano presa, così su due piedi, benissimo.
Un paio di minuti per analizzare la notizia e twitter mi è venuto nuovamente in aiuto per sintetizzare il mio stato d’animo:
(a proposito, qualcuno sa di che film si tratta? Lo so, deve essere famoso e sono un cane per non conoscerlo)
Cioè, effettivamente non sono rimasto scioccato come avrei dovuto. Aver passato l’esperienza di Megatron in presa diretta e aver visto l’impatto del ritiro di Barry Sanders sui tifosi Lions più anziani probabilmente ci aveva preparato (come base) un po’ e, sempre come tifoso Lions, ho qualche considerazione da fare su uno degli eventi più sorprendenti degli ultimi anni.
In primo luogo, sgombriamo il campo dai dubbi: Luck ha tutto il diritto di fare come ha fatto; ha 29 anni, ha lavorato sodo ed ha avuto un talento che lo ha portato al top nella sua professione. Se è arrivato ad un punto in cui il ciclo infortunio/riabilitazione/infortunio, unito a tutte le aspettative che noi tifosi gli riversiamo addosso, è troppo per lui fa bene, anzi benissimo a chiuderla qui.
Ha moglie e figli che meritano di avere un padre intero e non una larva rovinata dai colpi subiti in carriera.Ha un sacco di interessi (legge un sacco, per dirne una) e vuole portarli avanti e ne ha il diritto. Si è guadagnato (perché lo ha fatto) un sacco di soldi e, se vuole, può goderseli senza sensi di colpa. Davvero, trovo strano doverlo scrivere perché dovrebbe essere ovvio.
Le squadre tagliano, licenziano e rinegoziano a sfare, magari mandando al macero contratti con sette zeri e nessuno dice niente ma se un giocatore decide lui che è ora di dire basta, arrivano le polemiche ed i tizi che bruciano le magliette (fortunatamente me ne ricordo pochi per CJ).
Detto questo, una parte importante nel ritiro lo hanno avuto gli infortuni, una lista tremenda dovuta anche ad una quantità industriale di sack. Il che dovrebbe far apprezzare ancora di più Matthew Stafford
che ne ha subiti quasi 100 in più, giocando spesso con squadre che potevano ambire al massimo a vincere la coppa del nonno e con un entusiasmo spesso limitato dei suoi tifosi, che lo hanno accusato in ordine:
- di pensare solo alle statistiche
- di pensare solo alla sua streak di partite iniziate
- di pensare solo ai soldi
malgrado tutte le prove contrarie. A ciò, si sono aggiunti i problemi di salute di Kelly.
Ha già attraversato un rebuild (quasi due, dipende come considerate il 2016) ed è nel pieno di un terzo.
Avrebbe avuto tutti i diritti di mandare tutti a quel paese come Calvin ed, invece, è lì che studia l’ennesimo playbook diverso, giusto perché ama ancora troppo questo dannato giochino.
Davvero, non ci meritiamo Stafford.
(Ma del resto, che titolo abbiamo noi tifosi per credere di meritarci qualcosa? Paghiamo un po’ di soldi, magari buoni ma il nostro sedere non è mai realmente in pericolo. Ogni giocatore, invece viene pagato ma rischia davvero.)
Un altro punto più strettamente di gioco giocato: le linee offensive contano. Davvero. Luck (e Stafford specie fino all’arrivo di Bob Quinn) ha giocato per una squadra che non spendeva (o spendeva male) per questi ruoli e questo ne ha affrettato la fine carriera.
Avrete sicuramente visto il video in cui si sente Luck che fa i complimenti per i colpi ricevuti. Tutto molto bello (e psicologicamente utile contro i difensori, aggiungerei) ma ognuno di questi colpi, proprio ognuno, era un possibile infortunio, una tassa pagata in continuazione dal pòvero Andrew.
Alla fine, si è trovato a giocare con un rene lacerato e pisciare sangue durante le partite.
Se i Colts (e Ryan Grigson e Chuck Pagano) lo avessero protetto meglio, forse avremmo un video meno divertente ed un QB di primo livello ancora in attività.
Terza cosa: Luck (se non tornerà a giocare) si unisce ad una lunga lista di giocatori che avrebbe meritato la consacrazione del Super Bowl e non l’hanno ottenuta. La lista è lunghissima e Barry e Megatron ne fanno parte. Purtroppo (e per fortuna), il football è lo sport di squadra definitivo e non puoi vincere da solo. Nel calcio o nel basket, un singolo campione può mettersi sulle ali una squadra non eccezionale (penso a Maradona nel calcio o LeBron nel basket) ma il football con il suo roster immenso e la varietà di ruoli non lo permette.
Quarto: avrete letto che i Colts hanno già annunciato che non richiederanno ad Andrew Luck un penny dei soldi che gli deve e si parla di quasi 24 milioni, il che suscita confronti con il trattamento che i Lions hanno riservato ai suoi illustri ritirati. Premesso che, secondo me, i Lions hanno cannato fortemente a richiedere i soldi indietro a Barry e Calvin anche visto l’ammontare assai più limitato… premesso questo, le situazioni non sono poi soprapponibili: i Colts hanno uno spazio smisurato nel cap specie perché c’è una concreta possibilità che Luck possa, una volta allentata un po’ la pressione che sta subendo, possa tornare a giocare e, quindi, che possa convenire tenerselo buono. Chris Ballard è tutto fuorché stupido.
Il che mi porta ad un’ultima (o quasi) considerazione: io non scommetto ma se lo facessi, metterei qualcosa sui Colts alla postseason. Sia dopo il ritiro di Barry nel 1999 che dopo il ritiro di Megatron nel 2016, i Lions giunsero ai playoff (solo per esserne buttati subito fuori ma divago) e questi Colts sono meglio attrezzati dei Lions di allora.
Brisset era uno starter in pectore dal 2017 ed i Colts lo avevano tenuto in squadra proprio per la storia di infortuni subita da Luck, Reich è stato uno degli architetti del corsa ai playoff degli Eagles nel 2017 con Nick Foles al timone. Il roster è stato costruito con attenzione… Magari non andranno al Super Bowl ma io non li darei già per morti (se ci vincete grosso, ditemelo e vi passo il payapal Andrà tutto in cappellini e materiale per il blog).
Ultimissima cosa: vedere le immagini di Andrew Luck che annuncia il ritiro con quella faccia mi ha turbato. Spero davvero che la lontananza dal football gli possa restituire la serenità che gli spetta.
