A dispetto delle fosche previsioni dei più (compreso lo scrivente) dopo il deludente pareggio con i Cardinals ed il quasi collasso finale, l’attesa per la prima vittoria del 2019 è stata breve ed è arrivata ieri sera contro i Chargers in una partita tirate e zeppa di errori da ambo le parti, decisa nel quarto periodo da un paio di giocate chiave dei soliti noti.
Non è stata una partita pulita ma siamo ancora a settembre e le squadre stanno ancora cercando gli equilibri interni; gli americani non parlano di midseason form a caso. In più entrambe le contendenti erano reduci da due tirati supplementari la settimana precedente e questo non è mai un buon viatico per avere una partita da antologia del bel gioco.
Il primo quarto è segnato da due drive che mettono in mostra quello che i due attacchi potrebbero fare: i Chargers con Austin Ekeler e Kennan Allen macinano le loro 60 iarde per un TD su corsa a cui i Lions rispondono a loro volta con uno screen pass che Kerryon Johnson controlla con concentrazione prima di involarsi per 34 iarde.
E qui, il primo inghippo della serata con Matt Prater che canna l’extra point, complice uno snap non perfetto; passa pochissimo ed è il momento per un altro problema, ancora negli special team.
Jamal Agnew perde un altro fumble vicinissimo alla propria endzone e viene salvato da una rarissima penalità del team calciante che costringe a ripetere il calcio. Prudentemente, l’ex-All-Pro viene richiamato in panchina e sostituito da Danny Amendola.
Ma per gli special team non finisce qui con Prater non riesce a centrare un Field Goal dalle 40 (per lui, praticamente un passo) che costringe la difesa agli straordinari.
Prima del riposo, con i Chargers ridotti nelle loro dieci, i Lions non riescono ad evitare che un completo di 47 iarde per Mike Williams metta i Bolts sul 10-6.
Il primo drive del secondo tempo vede i Lions in attacco e termina con il primo intercetto di Matthew Stafford dopo 181 tentativi quando lo stesso prova a connettersi con Kenny Golladay in endzone. Il tiro c’è, ma c’è pure Chris Hayward che riesce a precedere Kenny G. sulla palla.
L’aggressività ha i suoi difetti ma la preferisco al giocare per non perdere.
Il drive successivo è da patema per i tifosi Lions: Los Angeles avanza senza troppi problemi, entra in endzone due volte solo per vedere i TD vanificati da due penalità, bussa alla porta quando la lotta tra Darius Slay e Kennan Allen vede prevalere quest’ultimo con una pass interference in end zone solo per vedersi forzare un fumble sulla linea di meta da Jalhani Tavai (che pick sprecato, gente!) che Devon Kennard recupera tipo cobra mannaro.
Il drive Lions non va da nessuna parte, mentre i Chargers vengono fermati da una difesa con il coltello tra i denti sulle 41 dove il punter/Kicker per una notte, Long sbaglia il field goal.
Il punteggio resta inchiodato sul 10-6 e Matthew Stafford prova ancora una volta ad essere aggressivo con una missilata per Marvinio sul primo e quindici. Secondo intercetto.
Ripensandoci, forse l’aggressività non sarà un filino troppa?
Driver di LA fotocopiato con arrivo sulle quarantuno abbastanza agevole prima dello stop su una rara ma quanto mai opportuna pressione della difesa e, incredibilmente, secondo Field Goal mancato da Long.
Terzo tentativo per Stafford e compagnia di muovere il tabellone: Kerryon Johnson, Kenny G e tutta la banda si portano sul 4 ed 1 sulle 35 offensive. Matty P. go for it e, sorpresa delle sorprese, è un lancio non una corsa.
Una specie di raggio laser staffordiano al 100% in mezzo ai numeri di Marvin Jones che incassa quattro iarde ed un momento clutch.
Alcuni secondi e Stafford spara un’altra bomba verso Kenny Golladay che è in uno contro uno ed usa il suo corpaccione per tagliare fuori il difensore e dare ai Lions il primo vantaggio della partita per 13-10 (stavolta Prater azzecca i pali).
Ci sono alcuni minuti sul cronometro e i Chargers non ci stanno: si portano sulle 23 molto rapidamente, prima che una incomprensibile (almeno per me) penalità di delay of game li rimandi indietro di 5 iarde.
Poi, dalle 28 Phillip Rivers cerca ancora il suo bersaglio favorito, Kennan Allen che aveva avuto buoni risultati contro Darius Slay in vari momenti. Del resto, Rivers vede Slay girato di spalle.
Solo che stavolta, Slay non è da solo ma ha l’aiuto di Tracy Walker (bella partita, la sua) all’interno il che lascia Slay libero di giocare la palla.
Intercetto e Big Play Slay.
Ci sarebbero alcuni minuti e la soluzione più semplice sarebbe correre tre volte e puntare ma un primo down congelerebbe la partita: detto fatto, sul terzo e cinque Bevell e Patrica vanno pesanti come formazione ma è una play action per Jesse James che ci mette del suo e prende il primo down.
Uno stadio intero esala di sollievo ed i Lions possono festeggiare negli spogliatoi.
Varie amenità
- Boxscore
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Slowlights! Yeah!
http://www.youtube.com/watch?v=OtzCYLMiNyM
- Avete presente quando Matt Patricia parlava della necessità di adeguarsi all’avversario anche in attacco? Oggi abbiamo ne avuto un assaggio: con Bosa e Ingram in città, ai TE è stato richiesto di fare essenzialmente i bloccatori e questo ha aiutato molto la linea offensiva a tenere Stafford pulito (0 sack subiti).
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L’attacco di corsa è ancora indietro ma la crescita di Ty Johnson fa sperare.
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La linea difensiva deve ancora entrare in forma, il pass rush è pessimo e Snacks sembra indietro. Ancora una volta, è colpa dell’aver avuto pochissimo tempo durante l’offseason. Trey Flowers sta ingranando ed è stato regolarmente raddoppiato durante la partita, vedremo quanto tempo ci metteranno per trovare coesione.
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Intercetto a parte, Slay ha avuto una giornata dura contro uno dei migliori nel suo ruolo. Tante ne ha date e tante ne ha prese ma con l’intercetto ha riso per ultimo.
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Qualcuno salvi il soldato Agnew! In più, Bonamego non sta tenendo fede alla fama con cui era arrivato (9 penalità ed ho visto solo una buona giocata). Queste cose ti costano le partite e vanno pulite subito.
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Continuo ad non capire come Patricia gestisce i timeout.
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A proposito, Patricia è arrivato in campo con un bastone con la testa di leone (comprato su Amazon), prima di passare alla stampella. Agevolo:
Non so se sembra più un cattivo di James Bond o un manager della WWE (tipo Mr. Fuji).
- Ogni squadra ha bisogno di qualcuno che faccia il lavoro sporco senza salire agli altari della cronaca. Per i Lions di avvio stagione questo qualcuno è Christian Jones.
Concludendo
Avete tutti i diritti di non essere soddisfatti del gioco espresso, di aver dubbi sul coaching staff e delle prospettive future. Nemmeno io sono convinto al 100%, ma proprio no.
Ma lo scorso anno di questi tempi eravamo 0-2 dopo essere stati sculacciati dai Jets; essere 1-0-1 è decisamente meglio (se fosse 2-0, sarebbe meglio ancora ma se i se ed i ma fossero pentole, tutto il mondo sarebbe una grande cucina1) e pure la qualità del gioco pare migliore.
Inoltre, non mi stancherò di sottolineare l’aspetto mentale di queste due prime partite. Domenica scorsa, i Lions si sono rifiutati di terminare l’implosione e sono riusciti a strappare il pareggio, questa settimana si sono rifiutati di perdere la lucidità malgrado gli errori e le penalità che si accumulavano e, dando fiducia ai loro uomini migliori, hanno trovato quelle giocate che gli hanno permesso di fare la differenza.
Uomini migliori, che si badi bene, avevano avuto le loro difficoltà (due intercetti per Stafford, la OPI di Golladay, le iarde concesse da Slay ad Allen) ma hanno avuto la forza di tirar fuori le loro risorse nel momento più importante.
Non sempre basterà ma, con solo due giornate giocate, permette di navigare il futuro prossimo con maggiore tranquillità. Fino alla prossima partita ed alle prossime montage russe.
One Pride!
- (c) Golden Tate. Indimenticabile. ↩

