Eccoci qui, con un po’ di analisi sulla trade shock di ieri sera con un po’ di take ed informazioni per aiutare a mettere le cose in contesto dopo la doccia fredda di ieri sera.
Iniziamo su un articolo che ho già segnalato sulla pagina FB: secondo Kent Lee Platte, analista nonchè inventore del RAS, la trade è sensata ma è stata fatta al momento sbagliato.
Secondo KLP, il gioco di Diggs era peggiorato rispetto al 2018 tanto che la sua prestazione era virtualmente indistinguibile da quella di Tavon Wilson e Will Harris (portando come prova la partita di GB e le statistiche avanzate di PFF) e che, con il mercato delle safety in risacca, Bob Quinn ha preferito puntare sulle alternative più economiche (vedi sotto) e recuperare quello che è possibile.
Anche KLP, però, ammette che come per la situazione tra Glover Quin e Tracy Walker, la trade improvvisa con così poche partite alla spalle sia uno shock per i tifosi e soprattutto per lo spogliatoio e che il gioco dei sostituiti non sia esaltante quanto non peggiore dell’ultimo Diggs.
Da notare che il malcontento nello spogliatoio sia più che una mera ipotesi per il secondo anno consecutivo e che Diggs, nel salutare e ringraziare tutti via istangram, abbia omesso coaching staff e dirigenza. (Vi ricorda qualcuno?)
Accennavo al valore economico della trade: sempre PoD, ci informa che il risparmio sul cap sarà molto relativo nel 2019 ma molto più accentuato nei prossimi due anni, quando i nuovi contratti del 2018 sono invece molto più onerosi negli anni successivi (se volete ulteriori speculazioni sul malcontento di Diggs nei confronti di qualcuno, dovrete leggervi l’articolo. Onestamente, mi sembrano un po’ tirate per i capelli).
Se invece volete informazioni su come questa mossa abbia senso sul campo, Erik Schlitt di Lionswire è, come al solito, qui per servirvi1 e dedica un lungo articolo sul ruolo tenuto dalle varie safety in campo in questa prima metà di stagione prima di andare al nocciolo della questione: il tackling. Nel 2019, Diggs è stato carente sotto questo punto di vista, mentre Harris è stato molto meglio.
Non posso e non voglio fare una cernita di tutti gli articoli in cui mettevo in evidenza quanta importanza diano Matt Barbonia e sodali (sotto impulso di BQ) a questo aspetto anche per i DB ed a tutti i livelli ma vi assicuro che ci sono.
Passiamo ad un paio di articoli dalla carta stampata, dai Beat writer in particolare: Dave Birkett che ci ricorda che, in ultima analisi, è stata una mossa d’affari anche se rischiosa e aggiunge le informazioni che ha avuto sulla volontà dei Lions di non voler gettare la stagione ma anzi di volersi potenziare alla deadline, in quanto vedono il calendario come favorevole.
Justin Rogers di Detroit News, invece, ci ricorda la dura realtà: un GM deve fare delle scelte indipendentemente dalla popolarità di un giocatore con i tifosi e nello spogliatoio, ed un front office che viene dalla scuola di NE farà scelte impopolari con ancora meno remore. Certo, mi viene da ricordare che, a differenza dei Patriots, qui nessuno ha vinto niente da un pezzo ma credo che non ci sia possibile dimenticarlo né per i lettori di né (tantomeno) ad Allen Park.
Ma terminiamo come meglio si può con un bell’highlight reel come Quandre Diggs si merita:
Grazie ancora di tutto il tuo impegno ed i tuoi colpi, Nino!
- davvero, Erik è un ottimo analisti ed un’ottima persona, sempre estremamente gentile in tutte le interazioni su Twitter anche con gli italiani che scrivono in inglese a volte approssimativo. ↩
