
In un certo, triste senso davvero non poteva andare meglio di così: i Lions non hanno mollato, si sono impegnati per Matty P. e hanno tuttavia portato a casa una sconfitta che migliora ulteriormente la posizione al draft.
In aggiunta, abbiamo anche un paio di decisioni arbitrali davvero indifendibili che ci consentono di indirizzare la frustrazione verso le zebre. Un ottimo risultato. Certo, se non si conta questo familiare saporaccio rimasto in bocca.
E dire che, nel primo tempo, il team tank si era preoccupato: il primo drive di David Blough era stato promettente con la palla mossa abbastanza agevolmente fino alla redzone ma si ferma con una iarda da guadagnare,trasformandosi in tre punti di Prater.
Il drive di risposta diventa un festival del tre e fuori fino a che Jamal Agnew riceve un punt corto, evita il primo uomo e si invola per il TD, diventando l’unico giocatore del 2020 ad avere sia un punt che un kickoff ritornato in meta. Siamo 10-0 e qualche tifoso Broncos potrebbe essere preoccupato ma non i tifosi Lions che conoscono la propria difesa.
Il drive di risposta, infatti, ottiene il noto effetto “coltello caldo nel burro” a cui siamo tanto assicurati: nessun terzo down, iarde perse a decine per tentativo ed una corsa finale di Royce Freeman per finire e riportare il tutto sul 10-7.
Il drive di risposta di Blough e compagnia non va oltre i tre giochi mentre l’attacco di Denver si fa strada fino alle 16 iarde prima che la spinta di Drew Lock si esaurisca. il Field Goal di MacManus manda al riposo in parità e con i soliti presagi negativi.
Il drive di inizio secondo tempo è simile a quello di chiusura: molto lungo ed articolato da parte dei Broncos, si ferma in piena redzone quando prima Slay poi Wilson difendono su Lindsay e costringono i Broncos a ripiegare sul piazzato.
Il successivo drive di Detroit mette in mostra quello che Bevell riesce a spremere con due corse convincenti di Kerryon e Bo, Amendola ed un TD tutto di volontà di quel giovane eccezionale che risponde al nome di Kenny Golladay. Un giocatore che continua a dare il massimo in ogni giocata, malgrado la situazione in cui si trova.
Purtroppo è l’ultimo acuto con la difesa (o quel che ne resta, perso anche Tavai) che costringe i Broncos ad dare il massimo ma non riesce a fermarli.
Prima Denver converte un quarto down e uno grazie ad un bel gioco in cui il fullback riceve e poi passa indietro al running back per guadagnare lo stretto necessario, poi Rich Sgangarello disegna un ottimo gioco in cui Lock finge di dare la palla al RB, lo segue per alcuni passi e, poi, solo quando è sicuro che Kennard seguirà Lindsay allunga la palla con uno shovel pass ad Hamilton che evita il tentativo di Tackle di Tavon Wilson per riportare in vantaggio i Broncos.
Con poco tempo sull’orologio, KennyG in doppia copertura non riesce a convertire il terzo down e sul punt seguente gli arbitri prendono la prima cantonata.
Steve Longa riceve un blocco quando è già fuori dal campo ed si trova ad investire il ritornatore (fuori dalla linea laterale anche lui) senza poter far nulla, gli arbitri dopo un lungo conciliabolo decidono che in fin dei conti, sticazzi e assegnano 15 iarde di penalità al povero Longa.
Patetico.
I tentativi di portare pressione oltre che infruttuosi diventano deleteri quando Lock riesce a connettersi malgrado i blitz e per la difesa, stanca e farcita di riserve, non c’è modo di fermare Lindsay che si invola rompendo blocchi per un TD da 16 iarde.
Sembrerebbe finita ma c’è ancora tempo per un altro orrore arbitrale: sul 4 e 12 nelle propria metà campo, David Blough lancia sotto pressione un pallone per Kenny Golladay che riceve la palla con grande concentrazione per il primo down della speranza. Incompleto.
Il replay mostra chiaramente che la presa è buona ma gli arbitri devono avere la pasta sul fuoco e confermano, malgrado tutte le prove e contro ogni logica, la decisione. Partita finita.
Non che queste due decisioni abbiano molta importanza nello schema delle cosa (la partita con 10 punti di scarto ed 1.45 sul cronometro era già morta, la penalità di Longa non è decisiva) ma testimoniano una volta di più come l’arbitraggio della NFL sia fuori controllo ed impedisca alle partite di svolgersi in maniera equa. Se una situazione fosse avvenuta in un match con implicazioni cosa sarebbe successo?
Lo sappiamo: una telefonata di scuse e passa la paura ma ugualmente bisogna sperare che ci siano cambiamenti importanti questa offseason, altrimenti la credibilità dello sport potrebbe iniziare a danneggiarsi.
Il punto sul draft
Perché è questo ormai che interessa giusto? Allora, allegria: i Lions sono alla terza scelta assoluta ed hanno la sicurezza matematica di pescare nella top cinque anche nel caso più sfavorevole (vittoria contro i Packers1 e sconfitta delle concorrenti; se Washington dovesse battere i Cowboys2 ed i Lions perdere contro i Packers, la scelta sarebbe la seconda assoluta.
Un po’ di cose.
- Il boxscore
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Miglioramenti da Blough che non solo non lancia intercetti ma gestisce la pressione molto meglio di domenica. Niente di trascendentale ma meglio per lui.
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66 iarde su 12 prese (più quanto ladrato nel finale) per Kenny G., per un massimo storico di 1118 iarde.
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La pressione per la difesa Lions ha un nome ed un cognome: Trey Flowers; per il resto, calma piatta. Purtroppo, il nostro non è riuscito a mettere a segno un sack, interrompendo la striscia di 6 partite ma non è certo colpa sua.
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Kerryon Johnson è rientrato con un vistoso tutore (scelta sua, Patricia gli aveva proposto di aspettare il 2020) ed è diventato subito il leader sulle corse con 42 iarde su solo 10 tentativi. Segnali di vita anche da Ty Johnson, per la prima volta.
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La linea offensiva ha lasciato sul campo 4 sack, con Tyrrel Crosby spesso lento sulla destra. Altra prova confortante di Decker, invece. Ragnow e Glasgow sono i soliti: ottimi.
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Slay contro Sutton difende come può ma, ovviamente, l’assenza di pass rush lo mette in condizioni di dover concedere qualcosa. Solo 3 snap per Amani O. rispetto a Melvin dà da pensare. Che aver confermato Patricia sia stato un errore.