Qualche nome dallo shrine Bowl.

Questa domenica si terrà il tradizionale East/West Shrine Bowl, tradizionale all star del college football la cui prima edizione risale al 1925.

Seppur non importante per i pro quanto il Senior Bowl che si terrà la prossima settimana, lo Shrine Bowl è una vetrina importante per quei prospetti che hanno potenziale ma sono grezzi oppure non hanno tutti i tratti ad un livello che la NFL desidererebbe ma che potrebbero dare un contributo.

In pratica, molti dei convocati diventeranno scelte al terzo giorno del draft di Aprile o UDFA di livello subito dopo e scovare giocatori utili a quel livello può fare la differenza durante la stagione quando gli infortuni iniziano ad accumularsi. E, ogni tanto, anche dai ranghi dello Shrine Bowl possono uscire personaggi del calibro di Jimmy Garoppolo (MVP nel 2014, scelto al secondo giro dai Patriots ed attuale starter nei 49ers; non sempre il colpo è così grosso ma Devon Kennard, Graham Glasgow, Zach Zenner, Newin Lawson e molti altri anno posto le prime pietre per la loro carriera in NFL proprio a St. Petersburg, Florida. I front office NFL riconoscono l’importanza di questa occasione e mandano gli scout al gran completo, se non anche il GM

Quest’anno dodici squadre hanno inviato il loro massimo responsabile a St. Petersburg e, come già segnalato, tra di loro c’è anche Bob Quinn, noto aficionado della manifestazione.

Qualche nome da segnalare in ordine sparso, scelti solamente a gusto personale:

  • Khalil Davis, DT, Nebraska. Probabilmente, l’uomo di linea più interessante presente, in odore di invito al Senior Bowl. È un 3-tech che potrebbe affiancare/sostituire Hand o Daniels per dare un po’ di spinta interna senza svenarsi o avere una riserva di qualità.

  • John Hightower, WR, Boise State. Ai Lions manca velocità nel reparto e Hightower potrebbe essere proprio quello che ordinato il dottore. Magari con un annetto di sviluppo dietro un giocatore esperto nello slot.

  • Auzoyah Alufohai, DL, West Georgia. Alcune cose sono innate: per esempio le dimensioni. Alufohai è un esemplare unico sotto questo aspetto (6,4 piedi, 320 libbre cioè: 193 cm per 145 kg) ed ha la capacità di usare la potenza fisica che ne deriva.

  • Alex Highsmith, EDGE, Charlotte. Se l’attuale gestione decidesse di non concentrarsi più sui requisiti fisici quanto sul gioco, Highsmith dovrebbe assicurarsi più di un’occhiata. È un pass rusher un po’ leggero ma con ottimo atletismo e buone mosse, indubbiamente in grado di avere un impatto anche al livello superiore. Anche lui in odore di Senior Bowl e stock in crescita.

  • Michael Onwenu, OG, Michigan. Volete una guardia e la volete giovane, giusto? E non volete spenderci troppo capitale su, tanto tra cinque anni la lascerete andare come le ultime due, vero? Quindi, perché non punture su un talento del Michigan agile e con un buon ancoraggio? Con un po’ di fortuna, sarà lì anche nel quarto giro (ma forse no). Il fatto che sia un talento locale sarebbe un bonus.

  • Bravvion Roy, IDL, Baylor. Sarà il caso di prepararsi ad una vita senza Snacks, forse già da quest’anno. PJ Johnson è già in rosa ma un altro nose tackle con misure ottime e la capacità di mangiarsi i raddoppi non farà certo male.

  • Tavien Feaster, RB, South Carolina. La classe dei RB è forte quindi perché investire forte quando potete trovare un buon RB nei giri bassissimi o addirittura UDFA? Feaster potrebbe avere a tutte le caratteristiche per essere un vice Kerryon Johnson, mi spiace un po’ per lui che un altro anno avrebbe avuto meno concorrenza.

Dovrei aggiungere un QB o un CB ma non ho trovato nessuno che mi colpisse particolarmente ed immagino che possa bastare per ora; se volete una copertura completa (anche per il resto della stagione del draft) vi consiglio the draft network, che è letteralmente zeppo di contenuti.