Ieri è iniziata la stagione della XFL, la nuova (l’ennesima) lega primaverile nonché la nuova incarnazione della lega che cercò di fare concorrenza alla NFL nel 2001.
Come la sua precedente incarnazione, la XFL 2020 è proprietà di Vince MacMahon che molti conosceranno in quanto proprietario anche dalla WWE, la più grande promotion di Wrestling professionistico americana e questo dovrebbe metterla al riparo dai problemi economici che hanno decretato la prematura fine della AAF lo scorso anno.
Al contrario la XFL ha una struttura molto solida, o almeno ci prova: il commissioner è Oliver Luck, padre di Andrew e soprattutto esperto uomo di management; secondo molti, lo stesso Andrew sta aiutando il padre dietro le quinte con l’organizzazione.
In più, la neonata lega ha attivamente impedito l’emorragia di talento verso la NFL, bloccando in almeno tre occasioni la migrazione dei propri QB verso la NFL secondo il ragionamento “se hai firmato, hai firmato”. Questo potrebbe nuocere sul lungo periodo ma permette agli staff di ragionare con un po’ di certezze in più.
Per mantenere alto l’interesse sono stati introdotti diversi cambiamenti nelle regole: per esempio, sono possibili tre tipi di conversione del touchdown da 1, 2 e 3 punti giocati rispettivamente dalle 1, 5 e 10 iarde ed è possibile lanciare la palla in avanti per due volte consecutive (ma bisogna essere sempre dietro lo scrimmage); i kickoff sono stati sistemati in maniera da scoraggiare i touchback pur essendo più sicuri (si può bloccare solo uno contro uno).
In più, l’orologio tra una giocata e l’altra è ridotto a 25 secondi contro i classici 45 e le prese sono valide come nei college: basta che un piede sia dentro il campo.
Tutti aspetti molto interessanti che aiutano a mantenere fresco il prodotto.
A questo si aggiunge un accesso continuo ai giocatori, agli allenatori e addirittura agli arbitri quasi al livello di un reality show: ieri sera durante la serata inaugurale i giornalisti a bordo campo sembravano particolarmente ansiosi di mettere un microfono sotto il naso a chiunque avesse commesso un errore, in maniera da ottenere reazioni più colorite, diciamo.
Sicuramente un’eredità dello stile MacMahon, che in alcuni momenti potrebbe far dubitare della genuinità di quello che stiamo vedendo (pare che microfoni e telecamere seguano le squadre negli spogliatoi mostrando i coach che spiegano gli aggiustamenti) ma sentire gli arbitri discutere in chiaro su una penalità e pensare a quello che succede in NFL, quando il loro giudizio sembra derivato dall’interpretazione condivisa dell’I-Ching… effettivamente fa impressione.
Il livello di gioco, se preso in quanto tale, pare sia soddisfacente, anche se la differenza di livello con la NFL è palese: del resto, i giocatori più importanti sono dei QB che hanno avuto una possibilità al livello superiore e non hanno superato il livello di backup (Landry Jones, Cardale Jones, il nostro vecchio amico Josh Johnson sono alcuni nomi); anche i coach hanno dei buoni nomi e, per una volta, i finanziamenti non dovrebbero essere un problema.
Le partite della neonata lega, che non ha nessuna intenzione di portare il cappello alla sorella maggiore almeno dichiaratamente, sono visibili in Italia tramite ESPN player per chi lo possiede (io no, il che spiega tutte le forme ipotetiche ed attenuative di questo articolo); altrimenti non dubito che finiranno su youtube in tempi rapidi.
Se vi interessa e siete già in astinenza, fatevi sotto.
