Note predraft: Una parte tecnica e una teorica

Il tempo che ci separa dal draft scorre, che ci convinca o no la scelta della NFL di tenerlo in condizioni atipiche ma nelle date fissate.

Le notizie organizzative tardano ad affluire, come conseguenza dell’incertezza della situazione; un paio di punti li mette Peter King nella sua colonna del lunedì:

  • Da memo di NFL, se anche una sola squadra non avrà accesso alle strutture, nessun’altra squadra lo avrà, in modo da mettere tutti sullo stesso piano. Pare estremamente improbabile, per non dire impossibile, che almeno una delle 32 squadre non sia sotto lockdown, quindi lo scenario più probabile è che le chiamate vengano effettuate dalla casa dei vari GM, in teleconferenza con il commissioner e con i loro sottoposti e coach.

  • Mentre stavo scrivendo questo articolo Tom Pellissero ha confermato che i club dovranno svolgere un draft completamente virtuale e che non potranno usare le loro sedi, che vengono chiuse a tempo indefinito.

https://twitter.com/TomPelissero/status/1247230356354367494

  • Anche il commissioner probabilmente sarà a casa; la trasmissione TV sarà probabilmente congiunta tra ESPN e NFL Network, il che è cosa buona. Ancora migliore, pare che il draft sarà associato ad un evento tipo Telethon in cui le squadre ed altre personalità potranno fare donazioni per l’emergenza e, nel frattempo, esortare gli spettatori a fare altrettanto. In questa maniera, la Lega potrebbe riuscire a centrare un brillante percorso netto tra le sue esigenze e quelle del momento storico.

Come dice un anonimo coinvolto nella preparazione:

This is obviously going to be a historic draft. It’ll never be forgotten, but hopefully it’ll never be repeated.

Sarà ovviamente un draft storico. Non sarà mai dimenticato ma si spera che non sarà mai ripetuto.

L’articolo tratta, inoltre, in maniera approfondita come i Colts stiano navigando queste acque incerte.
Molto interessante e con una citazione da ricordare in futuro, da parte del GM Chris Ballard:

“All 32 teams will play by the same rules, so that’s fine with us.”

Vinceranno, come sempre le organizzazioni migliori1.

Albert Breer nella [sua rubrica per SI] si occupa più decisamente dell’aspetto sportivo del draft.

La prima cosa interessante, venendo da un nome così inserito, è la lista dei primi 10/11 giocatori secondo lui che, però, non riserva sorprese: sono i tre QB (Burrow, Tua, Herbert), quattro difensori (Okudah, Simmons, Young e Brown) e i quattro OT (Mekhi Becton, Tristan Wirfs, Andrew Thomas e Jedrick Wills). A questi si aggiungono, secondo alcune squadre, Janwon Kinlaw (IDL) e i due ricevitore top (Jerry Jeudy e CeeDee Lamb).

Da notare che alcune fonti legate ai Lions, non Breer, speculano che il suddetto Kinlaw sia più alto sulla big board dei Lions di Derrick Brown. Vedremo: sicuramente i soldi spesi per Danny Shelton non fanno sembrare Brown una priorità.

  • Breer riporta che, secondo alcuni, Isaiah Simmons sarebbe, come prospetto, al livello di Chase Young una volta messo insieme, carattere, talento e impatto. La difesa che lo sfrutterebbe meglio? Una tipo Patriots, quindi Lions, Giants e Dolphins e che pescano in ordine inverso a questo nelle prime cinque posizioni sarebbero in pole). La sua posizione pare chiusa a Detroit ma vedremo.

  • Capitolo Tua: un sacco di team sono preoccupati della sua robustezza e ne hanno ben donde. Vedremo chi tenterà il colpo.

  • Sui Tackle, tenete d’occhio Andrew Thomas in caso di trade down. Fondamentalmente è un tackle destro, naturale: mettilo in quella posizione, fai scorrere Vaitai a Guardia (ti costa sempre due milioni meno di Glasgow) e la linea offensiva ha improvvisamente tutto un altro aspetto.

  • A proposito di Trade Down: al solito pare che siano più la domanda dell’offerta. Non solo i Lions ma anche i Jaguars ed i Raiders stanno cercando di trovare un partner. Se volete una consolazione qualora ciò non dovesse avvenire, negli ultimi anni i team che sono saliti hanno messo le mani su giocatori notevoli, quindi scegliere in alto non sarebbe un dramma.

  • Veniamo al reparto CB: secondo, Breer dopo Okudah ci sono diversi prospetti interessanti. Solo non pensate a CJ Henderson: come nota un altro articolo, dal punto di vista dei Lions, il suo totale disinteresse nel tackle lo rende assolutamente unfit per Patricia.

Può essere un peccato perché, per esempio, Gil Brandt, che di football se ne intende, mette Henderson molto vicino ad Okudah ma, effettivamente, il fit non c’è come non c’era per Greedy Williams lo scorso anno.

Lasciamo i lidi di Sport Illustrated e terminiamo con un’analisi dei RB disponibili, visti con la lente dei requisiti che Bob Quinn sembra ricercare nel ruolo.

E questo per una prima infornata ma ricordatevi che, di solito, il caos del draft non è del tutto prevedibile (vedasi Clenil Ferrel alla quarta lo scorso anno).


  1. tremiamo? Magari no. La Patriot way dovrebbe assicurare che almeno la due diligence sia fatta. 

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