Rassegna stampa: il giorno dopo il draft

Siamo al giorno dopo il draft e, mentre aspettiamo di vedere se qualche altro undrafted si aggiungerà, iniziano a piovere reazioni e commenti.

Quest’anno molti di questi vertono sull’inusuale setting casalingo che abbiamo vissuto a distanza, per colpa dell’emergenza Coronavirus. Sia gli addetti ai lavori che i commentatori sono rimasti colpiti da un draft che, lontano da pompa e lustrini, ha messo in primo piano le persone.

Jeff Seidel sulla Free Press dice:

But I have no idea how many of the Lions’ picks will work out. The only thing I know for certain is this: we got to see a different side of Quinn and head coach Matt Patricia, which made this draft so memorable and fascinating.

Non ho idea di quante prese dei Lions funzioneranno. L’unica cosa che so per certo è questa: abbiamo visto un’altro aspetto di Quinn e di Matt Patricia, il che ha reso questo draft così inusuale ed affascinante.

Patricia sat in front of his computer, and his kids — Dominic, Dante and Gia, who range between ages 4 and 9 — were basically hanging all over him. He beamed like, well, a dad hanging out with his kids.And after one pick, Quinn high-fived his son and hugged and kissed his daughter. It was just cool. It was way better than watching a war room. This felt like we were seeing into their lives. It felt intimate and unusual.

Patricia sedeva davanti al suo computer, ed i suoi ragazzi – Dominic, Dante e Gia, che hanno un’età compresa tra i 4 ed i nove anni- gli stavano praticamente addosso. Lui era raggiante, bè, come un padre assieme ai suoi figli. E dopo una presa, Quinn ha dato il cinque a suo figlio e baciato sua figlia. E’ stato solo bello. Era molto meglio che guardare una war room. Ti faceva sentire come se stessimo vedendo le loro vite. Dava una sensazione intima ed inusuale.

E Seidel elenca un sacco di momenti memorabili: Roger Goodel in maglietta (e visibilmente cotto) che spiega di “aver dovuto fare delle cose in casa, dopo aver messo qualche schermo per vedere come andava il draft”, Nike, il cane di Bill Belichick come facente funzione GM,casa Vrabel con i ragazzi vestiti da supereroi (quelli che non erano al bagno, ovvio) e tante altre piccole cose che ci hanno fatto sentire più vicini dirigenti e giocatori (tranne Kliff Kingsbury e la sua casina piccolina, ovvio).

Prendete questo articolo come rappresentante di una vasta platea di pezzi che esprimono sentimenti simili e che riconoscono che, malgrado gli scetticismi, la NFL ha fatto la scelta giusta con il draft.

Un altro aspetto di questo draft è che può essere che abbia insegnato alle squadre che lavorare di più non è sinonimo di lavorare meglio. Bob Quinn lo ha riconosciuto subito ma, secondo Ian Rapoport, il consenso su queste osservazioni è praticamente umanime.

This could be a good lesson for us to have a good balance in our lives in the offseason, knowing that the draft is critically important to what we do, but maybe we can tone down the hours and work smarter rather than longer, maybe do a few things virtually a day or two a week. It’s hard being a coach in this league, it’s hard being a scout in this league, it’s hard being a G.M. in this league when you’re away all the time or in the office all the time. If we can figure out a better work/life balance for the months of February, March and April, I’m all for it. So as the leader of the organization on the football-side of it, myself and Coach (Patricia), we’re going to look at it and see what we can do for our employees to make their lives a little better.

Questa può essere una buona lezione per noi di avere un buon bilanciamente nelle nostre vite in offseason, sapendo che il draft è di importanza critica per quello che facciamo, ma forse possiamo diminuire le ore e lavorare in modo più intelligente piuttosto che più a lungo, magari facendo un po’ di cose a distanza un giorno o due a settimana. Essere un allenatore in questa lega è duro, essere uno scout è duro, essere un GM è duro in questa lega quando sei via tutto il tempo o in ufficio tutto il tempo. Se possiamo trovare un migliore bilanciamente vita/lavoro per i mesi di Febbraio, Marzo, Aprile, mi va benisismo. Così come responsabili dell’organizzazione per le operazione riguardanti il football, io i l’allenatore (Patricia), ce ne occuperemo e vedremo cosa possiamo fare per i nostri collaboratori per rendere le loro vite un po’ migliori.

Veniamo al reparto voti. Tutti gli anni tutti scrivono che le valutazioni andranno fatte tra tre anni o, al minimo un anno, e poi tutti ci mettiamo a leggere gli snap grade di varie testate. Non so bene perché. In ogni caso, i ragazzi di Lionswire hanno un corposo roundup con citazioni della stampa nazionale.
Per una volta la media è elevata, anche su fonti di solito più tiepide sul lavoro di Quinn e compagnia: con un’eccezione, i voti si attestano in alto, con una prevalenza di A di cui non ho ricordanza.

A questi, aggiungo i voti dati da ·Alex Reno per Pride of Detroit, giusto per dimostrare che non sono l’unico a non gradire un RB al secondo giro. (Ma anche lui è molto positivo sulla classe tutta, non temete).

Sempre da PoD, Bob Quinn spiega i motivi dietro le nove selezione fatte (con un contributo di Matt Patricia parlando di Okudah).

Parlando di D’Andre Swift, BQ spiega l’importanza di avere RB multipli:

“I think we always need multiple backs. It’s a position where guys get hit. They take a pounding. So, we’ve just got to make sure we have good depth and guys that can go out there and make plays for us. D’Andre’s not going to carry the ball 35 times a game, we know that. We’re going to use our backs, we’re going to use all of them. That’s why we drafted D’Andre, he’s going to be part of that package.

Penso che avremo sempre bisogno di back multipli. Si tratta di una posizione dove i ragazzi vengono colpitoi. Vengono strapazzati. Così, dobbiamo esser sicuro che abbiamo una buona profondità egente che può andare in campo e far giocate per noi. D’Andre non porterà palla 35 volte a partita, lo sappiamo. Useremo i nostri (running) back, li useremo tutti. Questo è il motivo per cui abbiamo scelto D’Andre, lui farà parte di questo gruppo.

Altre informazioni interessanti sono in tutte le analisi vi segnalo:

  • Quinn parla di Okudah come di un “ragazzo davvero eccezionale” e molti beat reporter hanno avuto la stessa sensazione dalle loro interazioni.
  • Logan Stenberg è stato un pick non per una need, secondo Quinn ma dovuto al fatto di essere il miglior giocatore disponibile alla 121.
  • I problemi legali che Quintez Cephus ha avuto in precedenza sono dietro le spalle e i suoi coach universitari ne parlano benissimo dal punto di vista caratteriale.
  • Jason Huntley sarà in competizione diretta con Ty Johnson.
  • viene notata la traiettoria positiva di Jashon Cornell lo scorso anno.

In ogni caso, articolo estremamente informativo.

Terminiamo con un editoriale di Bob Wojnowski, uno dei decani dei media sportivi di Detroit, che tocca un po’ tutto il draft. Le sue conclusioni:

In the most-important draft of his five-year GM career, Quinn appeared to get a solid blend of value, talent and need. He didn’t reach as he has in the past, and after failing to trade down at No. 3, didn’t play it overly safe the rest of the way. It’s a fool’s errand to grade any team’s draft, especially the Lions’, but I liked most of what they did.

Nel draft più importante della sua carriera quinquennale come GM, Quinn sembra aver messo insieme una solida miscela di valore, talento e necessità. Non ha efettuato reach come in pasato, e dopo non essere riuscito a scambiare al terzo posto, non ha giocato troppo sul sicuro il resto del tempo. Sarebbe da passi dare un voto ai draft dei team, specie dei Lions ma mi è piaciuto la maggioranza di quello che ho visto.

Un sentimento che mi pare prevalente, il che è già un importante miglioramento rispetto al passato.


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