Uno sguardo all’offseason virtuale: Agnew all’attacco?

Da FMIA/NBC

Se questa fosse un’offseason normale, con l’inizio della fase 2 dell’offseason staremmo iniziando a vedere le prime immagini dei giocatori in azioni con i relativi commenti cautelativi tipo “Senza le protezioni non è che si capisca molto”, “Senza contatto non si può certo valutare un RB” e tutte il solito repertorio che ci segnala l’avvicinarsi della stagione.

Invece, essendo questo il 2020, l’offseason resta decisamente virtuale e Peter King dedica regolarmente un pezzo della sua colonna settimanale (sempre una lettura consigliate se vi piace questo sport) a come una squadra sta affrontando questi momenti. Questa settimana sotto i riflettori ci sono i Detroit Lions, ed in particolare i loro ricevitori capitanati dall’immarscescibile Robert Prince, con la squadra dal 2014.

La prima cosa che potete notare è la presenza nella stanza di Jamal Agnew a cui King si riferisce come “converted DB”. Agnew aveva già avuto alcune rep con l’attacco sia come gadget player che, contro Green Bay durante l’ultima partita del 2019, come ricevitore di emergenza ma questo potrebbe voler dire che, anche per i cospicui arrivi nella secondaria, gli sia stato proposto di cambiare lato della palla.
Non so se e come riuscirà l’eventuale trasformazione ma la sua velocità potrebbe essere più che benvenuta in attacco e in un corpus di ricevitori che non brilla sotto questo aspetto.

Per il resto, viene data la parola a Danny Amendola che non aggiunge molto a quello che sapevamo di già dalla sua ultima sessione con la stama. Il veterano, visto che le palestre nella sua zona hanno chiuso, ha creato una palestra domestica nel retro della casa di un amico. In più, fa Yoga e si allena con Baker Mayfield e Colt MacCoy che abitano vicino a lui in Texas. In più, ha raggiunto per quattro giorni **Matthew Stafford* con un volo privato (“molto sicuro”) per allenarsi.

La parola poi passa a Robert Prince stesso che spiega di aver deciso di “sovracomunicare” come gli è stato consigliato; Prince vorrebbe che i suoi ragazzi trovassero uno spazio in cui provare a correre le tracce ma sa che per alcuni giocatori (Golladay a L.A.) è logisticamente difficile.

Altra cosa che Patricia aveva chiesto ad inizio offseason ai vari position coach era di indicare ad ogni veterano un’area da migliorare (per Amendola, per esempio, è il gioco di piedi).

Per finire, King ha parlato con Matty Barba.

You’d think, with a 9-22-1 record in two years with the Lions and knowing the pressure’s on in year three, that Patricia would be all wound up by the coaching inconveniences of a coronavirus-plagued offseason. He’s not. In fact, four times in 30 minutes on Thursday, he emphasized the most important thing about this offseason—and in fact, this year as a whole—is his players and staff coming through it healthy. “Football’s important to all of us,” he said. “But I don’t want to see any of our people on ventilators.”

Pensereste che, con un recordo di 9-22-1 in due anni con i Lions e conoscendo la pressione del terzo anno, Patricia sia agitato per i problemi di allenamento di questa offeseason colpita dal Coronavirus. Non lo è. Infatti, quattro volte in trenta minuti questo giovedì, ha enfatizzato che la cosa più importante di questa offseason e, in generale, di tutto quest’anno, è che i suoi giocatore ed il suo staff ne escano sani. “Il Football è importante per tutti noi,” Ha detto. “Ma io non voglio vedere nesuno dei nostri in un ventilatore.”

Una delle caratteristiche che ci vennero presentate dai alcuni ex-Patriots quando arrivò Patricia era proprio la sua attenzione al benessere e alla salute dei suoi “ragazzi” e questo sta venendo fuori in queste condizioni. Non posso che apprezzare.

Al riguardo Patricia, ha pure reiterato l’apprezzamento per il contributo dato da Jarrad Davis e Matthew Stafford alla loro città adottiva in questi tempi difficili e mostrato comprensione per le difficoltà di alcuni giocatori a trovare modi e spazi in cui allenarsi.

Anche quest’anno pare sia stato un’occasione di crescita per Matty P., oltre gli X e 0:

The X’s and O’s are important, but more important are the caliber of people carrying out the duties drawn out as the X’s and the O’s

Gli X e 0 sono importanti, ma più importante è la qualitò delle persone che svolgono i compiti decisi come X e 0.

Per King che, di allenatori ne ha visti, è l’atteggiamento giusto per un coach che spesso è stato visto come rigido per affrontare una division dura.
Io presento senza commento. Ma spero abbia ragione.


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