Approfondimenti primaverili: Power on!

Diagram of football play on black chalkboard.

Come ho già accennato l’ultimo draft ed, in particolare, gli arrivi di D’Andre Swift e delle due guardie, Jonah Jackson e Logan Stenberg, nonché di Halapoulivaati Vaitai in free agency segnalano una svolta importante nella filosofia offensiva dei Lions, che non riguarda solo l’idea di diventare più fisici, idea che Quinn sta cercando di implementare efficacemente da quando è arrivato, ma un aspetto più prettamente tecnico del gioco di corsa.

Questi cambiamenti segnalano, infatti, la fine di un lento processo carsico in cui i Lions si sono trasformati da un team che usava molti concetti di outside zone (con Jeremiah Washburn nel 2014/15) ad un uno che si era decisamente volto all’inside zone, o almeno ci provava visti gli scarsi successi di Ron Prince. L’arrivo di Jeff Davidson aveva visto l’inserimento di alcuni concetti di power ma sempre bilanciati da una robusta quantità di inside zone, con dei risultati decisamente più incoraggianti sul campo.

Questi ultimi arrivi fanno pensare decisamente che la strada che Hank Fraley voglia percorrere, con la benedizione di Matt Patricia ed il supporto di Bob Quinn, sia quella del power running.

Quali sono le differenze? Quali sono i benefici?

Riguardo alle differenze persone più esperte di me consigliano di ricordare che, spesso, anche negli schemi a zona, di zona non c’è poi tantissima: se ti trovi un uomo in faccia, nel tuo gap1 lo blocchi e ciò capita spesso.

Quello che cambia è quando non lo trovi. La zona richiede che tu passi al secondo livello2 a bloccare il linebacker e che tu sia in grado di eseguire un sacco di movimenti laterali, anche coordinati con il proprio vicino visto che tutta la linea deve muoversi all’unisono per aprire i varchi.

Al contrario nel power, se non hai un blocco chiaro nel tuo gap, o aiuti l’uomo che hai accanto o aspetti lo stunt, la manovra della difesa che prevedi stia arrivando.

Per questa differenza tecnica, mentre nella zona si prediligono dei giocatori nimble, agili magari più piccoli ma atletici che siano in grado di occupare rapidamente il livello successivo e bloccare un difensore lontano da loro, nel power si prediligono giocatori che si piantano a terra e spingono.

Sumo wrestlers whose motion is more north/south. 5 guys making a wall, worrying about protecting their gap and/or focusing on a particular player.They are made to protect the quarterback3.

Lottatori di sumo il cui movimento è più nord/sud4. 5 uomini che fanno un muro, preoccupandosi di proteggere il loro gap e/o concentrandosi su un giocatore particolare. Sono fatti per proteggere il quarterback.

In questo quadro, la responsabilità più importante è del centro che dovrà più spesso che no coprire il varco della guardia impegnata nel pull.

Il pull è il concetto base del power ed è stato introdotto nel football… praticamente da sempre. Nel pull, la guardia fungerà da lead blocker per il RB. In questo caso, la guardia che funge da conducente (lead) è quella sullo stesso lato della corsa:

Spesso la guardia deputata è quella posta sul lato opposto rispetto a quello su cui la corsa dovrebbe svolgersi5.

La guardia destra eseguirà una manovra di pull, fornendo un Lead blocker al RB assueme al FullBack (cerchiato). Il Tackle deve prendersi il difensore di fronte a lui e possibilmente rallentare quello esterno. Questo secondo compito spesso non è prioritario per la distanza che il DE dovrebbe percorrere per avere un impatto nell’azione.

Al pull può unirsi un tight end, magari proveniente dal lato opposto, o perfino il tackle ma ciò è riservato ai tackle particolarmente mobili.

Al power fa da complemento il counter che è la stessa cosa ma in cui il Running Back fa un primo passo verso la direzione in cui la corsa non andrà in modo da costringere (o almeno si spera) i linebacker a scorrere nella direzione sbagliata.

Nella zona, qualsiasi zona, la caratteristica fondamentale di un linebacker è la visione: deve leggere i gap nella sequenza prevista e colpire immediatamente quello che si apre per arrivare nello spazio ed effettuare il cut in velocità.
Nel power, questa caratteristica resta importante6 ma deve essere affiancata dalla pazienza: il Running Back avanza circa fino alla linea di scrimmage dietro i Lead bloker, di solito la guardia ed il fullback (in questo caso, la guardia). Questa qui sotto è una situazione estremamente esplicativa di quello che si cerca in una power run.

Questo è quello a cui tende una power run. Il FB (cerchio) ha bloccato un difensore; la guardia in pull sta per abbattersi sul secondo. Gli altri difensori sono bloccati o stanno per esserlo.

A questo punto, invece di seguire uno schema predefinito, il running back decide quale gap colpire, a seconda di quale gap i suoi compagni stanno per aprire. Per questo, è necessaria pazienza e la capacità di fare un cut improvviso, quasi a freddo e mettersi in moto.

Il RB ha tre possibili soluzioni (le frecce) e deve decidere in una frazione di secondo la più indicata. Nel caso particolare, Gore andò sulla destra per un bel guadagno.
.

Altra caratteristica utile per i RB in un power scheme è quella di si sapersi assottigliare nel gap, come fa Frank Gore qui sopra in modo da poter offrire meno superficie disponibile agli avversari per il tackle e quella di operare cut multipli prima di giungere in campo aperto.

Cosa vuol dire per i Lions 2020?

Ci siete ancora tutti? Lo spero.

Ora, tre uomini di linea calzano a pennello con questo tipo di gioco: sia i tackle che il centro rispondono al mauler archetipico, quei giocatori magari dotati di una mobilità laterale limitata ma in grado di creare il push verticale (Nord/Sud) che il power running richiede. Anche se ad essere onesti, Frank Ragnow al centro può fare davvero di tutto senza problemi.
A loro si può aggiungere Logan Stenberg che viene da un’università come Kentucky che della corsa e della corsa power ha fatto una filosofia; Stenberg non ha forse la maturità e la tecnica per essere uno starter dal 2019 ma il suo profilo è inconfondibile.
Jonah Jackson è meno tipico ma la sua forza è la versatilità, oltre alla sua eccellenza nella pass protection, e non dovrebbe trovarenessun problema in uno schema tipo questo.

Veniamo ora alla ciliegina sulla torta: D’Andre Swift. Come sapete a caldo sono stato molto critico su questa scelta7 ma, in questo schema, Swift è particolarmente adatto in quanto è in grado di arrivare in posizione, scegliere un taglio e accellerare se può oppure fare un secondo taglio prima di prendere velocità.
Questa capacità di taglio multiplo la possiede pure anche Kerryon Johnson, mentre il terzo probabile ingrediente principale del backfield, Bo Scarbrough è più limitato ma può prendere iarde preziose in condizioni di down sul corto, semplicemente abbassando la spalla e spostando di un paio di passi il difensore avversario.

Ma come si mesce con l’attacco aereo?.

Bene, grazie.

Specie con la play action che piace a Bevell o sfruttando i TE per ricevere dopo un blocco veloce ma qui si aprirebbe un mondo. Limitiamoci a dire che uno schema power può essere usato con profitto da un passatore esperto e intelligente. Non faccio nomi.

E non finisce qui.

Uno degli aspetti più importanti da considerare del power running e dell’impatto che può avere sul potenziale offensivo dei Lions è psicologico8, per così dire:

Power and Counter are so effective because their very designs are forged from aggression. They’re deliberate melees built on double-team blocks, kick-out blocks, lead blocks, and down blocks, and preferably finished off by a running back who drops his shoulder and levels a defender or two before going down.

Power e Counter sono così efficaci perché il loro stesso design è fondato sull’aggressione. Sono scontri costruiti su blocchi raddoppiati, kick-out block, lead block e down block, e preferibilmente portati a termine da un running back che abbassa la spalla e mette a terra un difensore o due prima di venir atterrato.

Per una squadra il cui attacco degli ultimi quattro anni è sempre stato riassumibile nell’invocazione a Santo Stafford (negli anni ancora precedenti accoppiata con quella a San Megatron), investire pesantemente nel power running aiuta a definire un’identità vera, magari limitata ma per una volta reale: aggredisci su ogni down. Sposta il difensore in avanti e, se puoi, buttalo a terra e fanne un pancake.

La speranza, pensando a quello che Jim Schwartz fece quando provò ad instillare un sentimento simile in difesa, è che questo non porti ad una caterva di penalità e a problemi caratteriali (solo un nome: Suh. Gli ho voluto bene ma ne ha combinate più lui di Carlo in Francia) ma, secondo la dirigenza, evidentemente è un rischio che vale la pena correre, vista anche la selezione di Mr. Nasty Stenberg.

Per finire

Non è che l’argomento power running finisca qui: se volete approfondire, il che è sempre consigliato, potete fare riferimento agli articoli che ho citato qua e là come punti di partenza ma ce ne sarebbe per un’enciclopedia come testimoniano i “di solito” e “generalmente” di cui è disseminato l’articolo.
Questa è a malapena un’infarinatura per capire meglio l’indirizzo dato ai Lions 2020 da Patricia e Quinn.
Credo sia l’ultimo tentativo di Quinn di generare quella squadra fisica ed aggressiva che ha sempre perseguito fin dal suo arrivo ma che non è mai riuscito a mettere in campo, quello o la va o la spacca.

Funzionerà?

È tutto da vedere. Ma è un piano formulato e messo in pratica con coerenza fino in fondo, con congrui investimenti e rischi, come quello di di puntare su Vatai come Tackle ed in più il backlash subito per la decisione di non rifirmare Glasgow.

Di questo coraggio almeno, per adesso gli va dato atto.

Sul piano pratico, i pezzi sembrano esserci (probabilmente questa è una delle migliori O-line che Bevell abbia avuto a disposizione per tutta la sua carriera).
Implementare una simile transizione non sarà uno scherzo ma è necessario per avere una squadra competitiva questo autunno.


  1. Non sapete cosa è un gap? Eccovi un ottimo articolo in Italiano che introduce un concetto fondamentale nel football con il suo corrispettivo difensivo (le tech) senza essere pesante. 
  2. Primo livello: gli uomini di linea difensiva. Secondo livello: i linebacker . Terzo livello: la secondaria. 
  3. fonte: https://thetealzone.com/offensive-line-power-vs-zone-football-101-201/ 
  4. brevemente: L’asse Nord/sud è perpendicolare alla linea di scrimmage. I campi di football sono spesso disposti proprio in asse N/S. Est e ovest sono quindi i lati, letti usando l’asse N/S. 
  5. immagine da washington post. Leggere l’articolo richiede di selezionare l’accesso free al sito, se anche voi come me non avete l’abbonamento. 
  6. nessuno vuole vedere il proprio runner schiantarsi nella schiena del proprio centro. 
  7. e, ad onor del vero, penso ancora che un DL (Epenesa) sarebbe stato un valore migliore in senso assoluto. 
  8. https://grantland.com/the-triangle/2015-nfl-college-football-power-running-counter-running/ 

One thought on “Approfondimenti primaverili: Power on!

Rispondi