Note di training camp: parla il vecchio coach, parla il nuovo coach.

Di solito, Burleson ha la maglia dei Vikings appesa… vecchia lenza…

Ricordate Glover Quin, la nostra free safety dal 2013 al 2018 nonché il candidato di Darius Slay per la presidenza degli Stati Uniti?

Ritiratosi nel 2019, nella sua seconda carriera come podcaster ha ospitato spesso giocatori ex-Lions, con relative osservazioni abrasive sul passaggio tra Jim Caldwell e Matt Patricia.

Ora, va direttamente con il colpo grosso intervistando Jim Caldwell. L’intera intervista è di 70 minuti e non ho avuto tempo (nonché voglia di ascoltarla) ma PoD ha un comodo riassunto da cui vado ad estrarre.

  • in primis, siamo tutti contenti di sapere che nonno Jim sta bene. Ha avuto un problema di salute che lo scorso anno lo ha costretto a lasciare il ruolo di assistente HC che aveva con i Dolphins ma non ha richiesto operazioni, solo un cambiamento di routine e di dieta. Ora, coach è quasi tornato al peso forma e si sente benissimo. Molto bene.

  • finalmente abbiamo la risposta al perché Caldwell portasse due orologi per le partite: uno era il suo, con tutte le funzioni che gli servivano (tipo il barometro). Il secondo era un regalo di Martha Ford che lui si sentiva in dovere di portare quando giocava. Un mistero svelato.

  • Coach ha avuto la sensazione di non essere stato la prima scelta dei Lions nel 2014 e non era il solo. Come lui, non credo che la cosa abbia importanza, specie a questo punto.

  • Inoltre, JC è convinto che, se Bob Quinn ne avesse avuto la possibilità, sarebbe stato licenziato immediatamente nel 2016. A fargli guadagnare la riconferma fu l’impossibilità per BQ di assumere Matty P. nel 2016 (non era possibile avere un colloquio in tempo utile) e poi i risultati del 2016, con la conquista dei PO. Per full disclosure: anche io nel 2015 ero per il licenziamento di Caldwell, anzi ero convinto che non avrebbe dovuto finire la stagione quindi non ne sono stupito una verza.

  • Caldwell ritiene che molto sia pesata nella decisione del 2016, la persuasione dall’alto (leggasi i Ford e Martha in particolare). Può essere ma il calendario potrebbe avere un peso maggiore, come detto sopra. Patricia non sarebbe stato disponibile fino a Febbraio inoltrato per una prima intervista e, a quanto pare, Quinn ha sempre voluto Patricia1.

  • JC ha avuto un sacco di belle parole su come un allenatore non debba fare repulisti dei giocatori per portare i suoi ragazzi ma vincere con quello che ha a disposizione e senza alienarsi i giocatori di talento che ha in squadra perché sono rari a trovarsi. Tutto giusto ma anche lui che si portò dietro mezzi Ravens (quelli disponibili almeno) e tenne per motivi ignoti in campo Lewis invece di Whitehead per quasi tutto il 2015. O non fece nulla perché lo staff si alienasse così tanto Larry Warford da fargli dire che non avrebbe mai firmato con i Lions finché Ron Prince fosse stato l’allenatore della OL.

Non fraintendetemi: ho la massima stima di Coach Caldwell ed il lavoro che ha fatto è stato più che ammirabile, anche recuperare la fiducia di tanti dopo il disastroso 2015 non è da sottovalutare. Se me lo trovassi davanti, lo ringrazierei moltissimo e passerei a chiedergli un autografo sul cappellino o ovunque preferisce.

Solo, non giochiamo troppo al revisionismo: se si esclude il 2014, con una squadra zeppa di talento, gli altri anni sono stati mediocre/buono/sufficiente e con alcuni problemi (gioco della OL, gioco di corsa) cronici, malgrado gli investimenti. Molti tra i tifosi (e non solo) che, alla fine del 2017 chiedevano un cambio, ora fanno le verginelle e questo mi inquieta un po’.

Veniamo al coach attuale, l’assediato (per assenza di risultati) Matt Patricia.
Oggi il barbone è apparso allo show mattuttino di NFLN, Good Morning Football, ancora in distanziamento sociale.
Patricia ha mostrato l’usuale forma di offseason mostrata fin dal 2019, simpatico e pronto allo scherzo con la maglia dell’ex-Lions e ora conduttore Nate Burleson dietro la schiena ed, in più, una maglia con il nomedel giornalista Peter Schrager scritto a penna sul nastro adesivo, sostenendo di averla pronta per un misterioso ruolo dello stesso nel training camp.

Venendo alle cose più serie, Patricia ha parlato del bisogno di sostenere tutti i giocatori durante la scelta dell’opt out, perché sono situazioni difficili e che, per quanto si possa amare il football, c’è il benessere delle famiglie in gioco.
Per quanto si possa cercare di instillare comportamenti positivi, ha elaborato Patricia, queste scelte vanno sempre supportate, il coach ha anche raccontato di essersi trovato a parlare in albergo con un giocatore incerto sul da farsi e tutta la sua famiglia. Personalmente, detto giusto e raccontato con passione.

La squadra ha voluto tenere il roster a 90 uomini per vedere tutti i giocatori e dare a tutti una chance; il roster è stato diviso in due parti e poi ulteriormente in due, in modo da avere quattro gruppi di giocatori. La rosa è stata divisa in maniera casuale per diminuire ulteriormente l’eventuale impatto di positivi. L’atmosfera ad Allen Park è un po’ inusuale con i vari giocatori che vanno e vengono a tutte le ore mentre le sessioni teoriche sono tenute la sera, a distanza.

Oltre a Matthew Stafford, a Patricia è stato chiesto dei due rookie principali di quest’anno: Jeff Okudah e D’Andre Swift. In entrambi i casi, Patricia ha ricordato che tutti i rookie sono indietro rispetto ai programmi perché solo ora iniziano i primi workout, tuttavia ha notato la fame di informazioni di Okudah e l’importanza per Stafford di avere un altro Bulldog da Georgia in squadra.

Per finire, Patricia ha promesso che se la squadra dovesse andare fino in fondo, tornerà in trasmissione e gli darà sotto con l’ukulele in diretta. Cose per cui vivere.

Nella successiva chiamata via zoom con i giornalisti, Patricia ha aggiunto di aver parlato con una delle donne delle pulizie di Allen Park e di aver scoperto che questa aveva perso il marito per colpa del Covid-19 e questo l’ha molto colpito. Inoltre ha confermato che, nel caso non potesse allenare per colpa del covid 19, è pronto un piano di emergenza, che non è stato dettagliato (Ovvio).

  • Taylor Decker ha dichiarato di non aver aver ancora ricevuto proposte di estensione del contratto, dopo che i contatti preliminari si sono arenati per colpa del coronavirus. Spero che la cosa si risolva presto.

  • Pare che la lega voglia rivedere i protocolli covid dopo i problemi avuti con la situazione di Matthew Stafford, che hanno causato anche le ire di Kelly Stafford. Al solito, i Lions sono i primi a rimetterci per le regole pensate male.

  • I Lions hanno tagliato Daylon Mack che avevano recentemente acquisito da Baltimore via wire. Non è stata una lunga permanenza per il DT. Edit: pare che il problema sia stata una visita medica fallita. La procedura per gli innesti pare sia quattro giorni di test e poi le visite.

https://twitter.com/erikschlitt/status/1291843298672484352?s=20

Questo è tutto per ora.


  1. approccio discutibile ma ne ho scritto infinite volte. 

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