
So che è presto per parlare del futuro. Del resto, un cambio radicale prima del bye era praticamente impossibile dopo la vittoria in Arizona (che sembra già lontana un secolo) e non si è materializzato.
Del resto, con una striscia di partite vincibili a partire da Jacksonville, forse non è nemmeno il caso. Se, come è possibile (probabile), non il Barba non troverà il bandolo nemmeno contro questa mandata di avversari più alla portata rispetto ai Packers e ai Saints (lo so, erano acciaccati, lo so. Ma Drew Brees non è il massimo per una difesa che sta cercando di trovare fiato. E poi ho già detto che non trovo probabile che ci siano grossi miglioramenti) ne riparleremo diffusamente e a lungo, temo.
Al contrario, un po’ a sorpresa è giunta la notizia del licenziamento di Bill O’Brien dai Texans dove ricopriva il doppio ruolo di allenatore e di GM.
I Texans più ancora dei Lions avevano l’iniziato l’anno con un calendario proibitivo, dal far credere che la NFL avesse preso qualcosa sul personale: Chiefs, Ravens e Steelers.
I campioni, l’MVP 2019, un team decisamente irritato dopo un’annata sfortunata.
La sconfitta con i Vikings di domenica scorsa che ha permesso a Minnesota di schiodarsi dalle zero vittorie, per quanto condizionata da un TD negato nel finale, gli è stata fatale malgrado un palmares per cui i tifosi Lions farebbero parate: 4 vittorie in division e 2 vittorie ai playoff (di cui una con Brock Osweiler al centro) non sono una barzelletta.
Certo, l’inspiegabile crollo contro Kansas City nei playoff lo scorso anno aveva suscitato diverse perplessità come, del resto, tante decisioni a livello manageriale, culminate nella scelta di scambiare DeAndre Hopkins per un piatto di lenticchie.
Ma cosa ci importa a noi?
Bè, ci importano diverse cose: la prima è che il suo licenziamento apre i giochi per il prossimo ciclo di assunzioni dei coach e dei GM e lo apre in anticipo, visto che i licenziamenti alla quarta gionata sono rari come mosche bianche.
Per i coach specialmente, le squadre che vogliono cambiare allenatore devono agire in fretta o rischiare di essere scavalcate. E Detroit, secondo l’articolista e nelle nostre speranze, è una di queste. Questo perché i vari team cercano fin da ora di avere la priorità per un colloquio di lavoro con i candidati top a Gennaio.
That’s the cutthroat nature of the National Football League: Before you’re even fired, the team is making sure an option better than you exists and is interested.
È la natura spietata della National Football League: prima ancora che sia licenziato, la squadra si sta accertando che un’opzione migliore di te esista e sia interessata.
Purtroppo, i Lions non saranno probabilmente la prima scelta di nessuno: l’articolo che ho citato mette i Falcons (se terranno Thomas Dimitroff e pare possibile) al primo posto delle probabili preferenze dei Saleh e dei Bienemy.
Con l’incertezza sul GM (Quinn è sulla hot seat non meno di Matty Nostro), un QB bravo ma che non ha avuto successo in 12 anni, un reparto difensivo da sistemare e nessun ricevitore sotto contratto per il 2021 con l’esclusione di Quintez Chepus, non vedo i Lions come un lavoro molto desiderabile.
Probabilmente, sarà un rebuild e non ci sono nemmeno le mille luci di New York o il clima (e le tasse basse) della Florida a fare da attrattore, qualora (quando) si libererà.
Questo non è per nulla un game over: nel 2014, i tifosi Lions e non solo volevano ardentemente Ken Whisehunt che poi floppò violentemente in Tennessee mentre Jim Caldwell si rivelò un buon HC malgrado lo scetticismo.
Più recentemente, i Colts lasciati all’altare da Josh MacDaniels e con tutte le porte chiuse hanno pescato Frank Reich e non se la passano malissimo.
Non sto dicendo che andrà storta, sto solo dicendo che ci sono un sacco di coach bravi in giro anche fuori dei nomi noti e di non fossilizzarsi fin d’ora su quelli (io voglio Dave Toub dal 2015, per totale trasparenza. E, sì lo preferirei un sacco all’altro coordinatore di KC).
Un altro punto di interesse riguarda la cultura aziendale creata da O’Brien in Texas: i giocatori si sono lamentati di una cultura chiusa in cui nessuno cercava di mettersi in mostra e era scoraggiato mostrare leadership visto che tutto era accentrato sui coach. Un posto in cui era difficile essere felici di lavorare, perché se ti divertivi non stavi dando il massimo
Giocatori zittiti, i migliori ma ritenuti inadatti alla cultura ostracizzati e scambiati per essere sostituite da copie inferiori…
Chi mi ricorda?
Scusate, per un attimo ha avuto un flash.
In più, ci sono stati anche diversi scontri personali fino a che la situazione si è fatta intollerabile (si dice che O’Brien abbia scozzato in allenamento con l’icona JJ Watt. E ci sono diverse conferme) e la proprietà ha deciso di far saltare il banco.
Il che ci porta all’O’Brien GM e ai suoi errori: la trade per Tunsil senza accordarsi prima per un’estensione del contratto (praticamente dando tutto il vantaggio al giocatore), la scelta di lasciar andar via Clowney prima e scambiare DeAndre Hopkins poi hanno danneggiato fortemente i Texans che ora si trovano senza i primi due giri nel 2021 e senza alcuni dei loro migliori giocatori cresciuti internamente.
I Lions non hanno ancora preso una decisione su Bob Quinn ma qualora si arrivasse alla trade deadline con BQ ancora in sella ma con l’idea di cambiarlo più avanti, spero che i Ford abbiano la forza e l’attenzione di bannare alcune idee folli che un GM che vuol provare a salvarsi il posto potrebbe avere. Tipo, non so, un primo giro per un DT o scambiare Kenny Golladay per un microfono.
Un’ultima considerazione: Bill O’Brien era, fino ad oggi, considerato l’unica storia di successo tra i discepoli di Belichick. Il fatto che sia stato cannato così presto è, forse, molto più dovuto ai due ultimi anni disastrosi come GM (non che la proprietà abbia fatto molto per impedirgli di bearsi nelle lotte interne) che alle sue capacità come coach.
Del resto, anche molti giocatori attuali dei Texans ricordano che BOB ha creato una cultura dura ma in cui tutti erano ritenuti responsabili e che puntava all’eccellenza; in più ha ottenuto risultati anche con QB magari non eccelsi (Watson è un caso a sé).
Se un allenatore con una striscia di successi simili ed un record totale di 52-48 è stato giubilato dopo uno 0-4, perché un allenatore partito 1-3 con un record di 10-25-1 ed il record di rimonte subite ha ancora un posto?