
Chiariamo subito una cosa: mettere su 30 punti su una difesa disastrata come quella dei Lions è facile. Metterne 34 su quella dei Bears non lo è affatto.
Quindi, è solo da lodare l’energia messa in campo dall’attacco in blue ed argento nella prima partita e vittoria di Darrel Bevell, nonché l’adesione quasi completa al vecchio "piano Caldwell" riassumibile in "vedi di non farti staccare troppo e prega in un miracolo nel finale" che, evidentemente, è l’unico piano che sembra funzionale alla franchigia del Michigan e che ha l’effetto collaterale di rendere pure le partite più divertenti.
Se ci aggiungiamo che il miracolo è stato a due facce, prima con Matthew Stafford e i suoi raccattati amici sugli scudi e poi con la difesa a alzare la voce proprio al momento giusto, la vittoria col fiatone prende davvero un gusto particolare.
Che ci fossero stati dei cambiamenti non solo cosmetici dopo la partenza forzata del Barbaccia era subito chiaro, del resto. quando sotto di un field goal, Bevell prova a convertire aggressivo un quarto ed uno. Jamal Agnew viene seppellito senza riuscire ma è già un segnale.
La difesa non riesce a trovare risposte contro la corsa, che pure dovrebbe essere il tallone d’Achille dei Bears, ma complice l’assenza di Danny Shelton, Chicago macina e macina bene: alla fin della fiera saranno 3 i TD su corsa, uno in più di quanto finora racimolato in stagione, 2 per Montgomery ed uno per Patterson.
I Lions rispondono con il Matthew Stafford più aggressivo della stagione, anche forzatamente visto che non si riesce a guadagnare sui primi down e c’è spesso da convertire dei terzi e chilometro per non perdere troppo contatto. Grazie ad un TD di Adrian Peterson, corridore principale, poi il primo TD di Quintez Cephus in NFL su una pennellata di Stafford da 54 iarde su cui, però, il giovine ci mette molto del suo.
Malgrado questo, il groviera difensivo si fa sentire e si va al riposo sul 13-23.
Al rientro scambio prima scambio di punt, poi scambio di TD tra TE: prima Stafford pesca in endzone Jesse James (non facile) per i Lions, poi Cole Kmet si aggroviglia in endzone per ristabilire le distanze.
A questo punto, dovrebbe succedere il patatrac ed, infatti, succede: Matthew Stafford sotto pressione prova a lanciare per Jesse James lì vicino ma Bilal Nichols prima ci mette l’avambraccio e poi cattura la palla.
Sembra l’ora giusta per passare ad altro ed, invece, la difesa ingrana la marcia alta ed il drive scaturito dall’intercetto si trasforma in un tre e fuori, ma questo è solo un antipasto visto che il fenomeno si ripete immediatamente, con tanto di sack di Everson Griffen.
Tocca a Stafford mettere in piedi un drive da 96 iarde segnato da due primi down per Hockenson (in spolvero) e Amendola sempre molto clutch ed il tutto viene coronato da un bel passaggio per Marvin Jones. I Lions sono sotto di tre.
Ma sul cronometro restano circa due minuti, non molto e serve uno stop. Che arriva.
E che stop: sul terzo tentativo, Trubisky va per lanciare (ma perché poi?) e Romeo Okwara ci mette la manona per lo strip sack che John Penisini si affretta a ricoprire.
La palla torna ai Lions sulle sette e, al secondo tentativo, Adrian Peterson non sbaglia.
I Lions sono sopra di quattro, hanno un minuti e spicci da bruciare e non devono concedere un TD per vincere. Purtroppo notoriamente, la prevent defense non è la specialità. Anzi fa proprio schifo, come ricorda la brutta penalità di Jayron Kearse che aiuta i Bears a risalire fino quasi alle venti. Con una ventina di secondi Trubisky, al terzo tentativo, azzecca Allen Robinson sulla fascia che potrebbe chiudere il down ed uscire ma il forte ricevitore di Chicago non riesce a mantenere il controllo del corpo ed esce una iarda prima. Quarto ed uno con 16 secondi sul cronometro: palla a Montgomery per il down. Okwara viene chiuso sulla sinistra. Spunta il corpaccione di Kevin Strong, appena tornato in squadra questa settimana, che praticamente ingloba l’incolpevole RB in blue ed arancio prima di venir raggiunto da una massa indistinta di maglie bianche e blu. Lo spot viene misurato per sicurezza ma nemmeno è vicino alla iarda necessaria.
Stafford torna in campo per inginocchiarsi e chiudere la partita.
Commento.
Questa cosa di provare a segnare tutti i drive sembra interessante. Perché non ci abbiamo pensato prima? Perché Patricia voleva vincere a modo suo, con il controllo palla ed il gioco di corsa. Onestamente potrei anche rispettare una persona così ligia ai suoi principi ma preferisco qualcuno che mette i suoi giocatori nella condizioni di fare quello che gli riesce meglio.
Bevell ieri ha praticamente fatto proprio questo: dato briglia sciolta alla squadra, allenatori compresi, e questa lo ha ripagato dando il massimo fino all’ultimo secondo.
Se questo poteva essere sicuro per l’attacco dove il rapporto tra Bevell e Stafford era ben documentato, per gli altri reparti la cosa non era così certa.
Invece, il famoso buy-in c’è stato e si è visto in campo. Finalmente al sicuro da vecchi personalismi e schematismi, anche la difesa Lions, seppur devastata da infortuni, ha trovato nuova, relativa linfa mentre l’attacco ha fatto quello che si suppone dovrebbe cercar di far un attacco: segnare il più possibile. Gli special team hanno continuato la loro campagna "Brayden Coombs for president in 2024" senza alzare la testa.
Ovviamente, i Bears restano una squadra mediocre anche loro, in una brutta traiettoria con un playcalling, specie offensivo, sospetto ma con una quantità di talento di tutto rispetto, specie in difesa e proprio per questo, vedere i giocatore divertire e crederci per 60 minuti, fino al colpo gobbo finale, scaccia in un colpo i fantasmi della vecchia gestione.
Sicuramente ripetersi sarà dura visto che l’adrenalina dei cambiamenti non dura per sempre e che la prossima partita alla portata, almeno sulla carta, è il finale di stagione con i Vikings ma per lo meno sappiamo che questa dura parte finale non verrà affrontata con lo spirito degli agnelli condotti al macello ma che potrebbe scapparci la partita divertente o financo la sorpresa.
Il che, dopo questi quasi tre anni così tristi, pare già tanta roba.
Alcune cose.
- Box score
- https://www.youtube.com/watch?v=ZYsSxuGsasI
- https://www.youtube.com/watch?v=7LJP8KsNxcM (Special Kiss edition.)
- Quando togli a Stafford la dannata museruola: 27/42; 409 iarde; 9,6 distanza media, 3TD, 1INT, 85,6 QBR, 109,4Rating.
- Trubisky per un una volta non ce infila tre ma va sopra i 100 di passer rating: 26/34, 267 iarde, 7,9 distanza media, 1 TD, 1INT, 44,8 QBR, 108,3 di rating. Il che spiega anche perché il QBR sia migliore come statistica di riferimento.
- Quando lasci briglia sciolta a Bevell: spariti i dannati corri-corri-passa.
- Ho visto degli adattamenti difensivi nella seconda metà. Credevo la Lega li avesse vietati ai Lions ed invece era solo Patricia, pensa un po’ te.
- 116 iarde per Marvinio nelle sua veste di primo ricevitore causa inesistenza di alternative credibili, 88 per TJ Hockenson che, ma tu guarda, se gli tiri la palla magari la riceve pure. 63 e 62 per Cephus ed Amendola. 57 iarde corse da Peterson con due TD.
- Nota di merito in attacco: Matt Nelson, fino a due anni giocava in difesa, oggi da Tackle offensivo contribuisce in maniera fondamentale a tenere fuori Kalhil Mack dal tabellino.
- Nota di merito in difesa: Kevin Strong. Non ve lo ricorderete forse ma il primo Sack ottenuto da Strong avrebbe chiuso la partita di Green Bay lo scorso anno ma fu cancellato dalla penalità totalmente inventata contro Flowers che permise il Field Goal vincente. Vederlo chiudere una partita mi fa davvero piacere.
- Bevell a fine partita "Sono al settimo cielo, ho difficoltà a pensare chiaramente e devo elaborare tutte le emozioni". Davvero, sembra una persona per cui è facile tenere. Ad majora, quest’anno ed in futuro, ovunque la sorte lo conduca.