per nulla contrario a questo punto
Il cuore è un ingrediente fondamentale dello sport, quel dare il massimo fino alla fine e il non lasciare nulla di intentato di fronte alle difficoltà che magari sono anche una lezione di vita.
Certo, possono non bastare specie di fronte ad un avversario di talento superiore, più completo, agli infortuni che montano (Griffen sabato notte, i corner che vanno giù come birilli e la ciliegina finale di Stafford) e, magari, a qualche decisione arbitrale borderline.
Ma, in ogni caso, la squadra dal punto di vista agonistico è irriconoscibile rispetto a quella di solo alcune settimane fa. Ci si diverte a vederla, al netto dei limiti imposti dal roster e della situazione e fa sudare fino all’ultimo onside kick una green bay decisamente superiore, specie in difesa.
La partita resta in equilibrio per tutto il primo tempo: con i Lions che restano attaccati alla partita giostrando buoni drive che limitano il possesso palla avversario ma quando la palla torna in mano a Rodgers son dolori, prima con un touchdown rapidissimo per Davante Adams poi con un drive più articolato concluso da una ricezione bella, bella per Marquez-Scalding entrambe subite dal povero Amani Oruwariye che mette in mostra nel primo caso una tackling tecnique da rivedere ma viene punito oltre i suoi demeriti.
I drive Lions del primo puntano sui passaggi ma mostrano di sapersi affidare alla corsa quando serve: il primo viene coronato da un passaggio per TJ Hockeson da cortissima distanza mentre il secondo è una classica corsa centrale di D’Andre Swift che continua a muovere le gambe fino a che non si spinge in endzone.
I Lions potrebbero addirittura chiudere in vantaggio il primo tempo ma il drive che potrebbe portare Matt Prater a distanza utile si chiude quando Darnell Savage trova una corsia aperta nella linea d’attacco e mette a segno un sack su Stafford che preferisce prenderselo e non rischiare.
Il secondo tempo inizia con la palla in mano a GB: la difesa sembra forzare lo stop ma una bandierina galeotta in netto ritardo estende il drive e non c’è verso di far uscire Aaron Rodgers dal campo. Si parla di otto minuti e 46 secondi di drive(!), coronati da un classico scramble di Aaron Rodgers in endzone che mette fine alla sofferenza dei malcapitati difensori.
Il drive di risposta è un tre e fuori mentre i Packers si mangiano quasi altri otto minuti sull’orologio con un drive che termina con un TD per Robert Toyan che porta GB sopra di 14.
I Lions non si arrendono e ritrovano la strada per l’endzone ma prima una ricezione probabilmente buona per Marvin Jones viene dichiarata incompleta malgrado la challenge di Bevell, poi Stafford deve prendersi un primo down correndo e viene spalmato a terra da Kevin Clark che gli rovina praticamente addosso. Il numero 9 si rialza palesemente dolorante e riesce solo a completare l’handoff per Kerryon Johnson per accorciare a meno 7.
La difesa riesce, per una volta, a contenere l’esuberanza di Rodgers e compagni ad un semplice Field Goal che riporta la distanza a 10 punti.
Restano pochi minuti sull’orologio, poco più di due. Sul Kickoff Jamal Agnew (71 iarde) azzecca un ritorno da par suo ma, anche con il campo corto e sbattendosi non poco, Chase Daniel non riesce ad andare molto oltre e bisogna accontentarsi del piazzato.
È il momento dell’onside kick che ormai è quasi impossibile… e, infatti, alla seconda misurazione per pochi pollici il recupero di Miles Killebrew non viene considerato regolare. Finisce con i Lions sotto di 7 punti per 31 a 24.
Una sconfitta che fa male più per altro per il contorno di infortuni, specie Stafford ma anche il povero Roberts che male non stava facendo che per l’arbitraggio (tutto sommato abbiamo subito davvero di peggio) o per il risultato. Vista la differenza di valori in campo e la difesa priva di tanti titolari, si può parlare di una prestazione volitiva in cui i giocatori han sputato sangue, in qualche caso letteralmente, gli uni per gli altri e, direi, anche per i loro allenatori.
Realmente viene da chiedersi cosa sarebbe successo se, non dico a gennaio scorso ma almeno questo Settembre, fosse stato deciso di intraprendere un’altra strada per la panchina. Magari i risultati non sarebbero così diversi ma almeno non ci sarebbe stato così da vergognarsi o tanta voglia di spegnere e passare ad altro.
Non credo che Darrell Bevell possa essere un candidato credibile per il prossimo anno (anche se non sarei pregiudizialmente contrario), visto che è troppo legato al disastro Patricia e non ha molto tempo per solidificare la sua posizione ma sicuramente lui e altri nel roster si stanno sistemando un curriculum per il resto della Lega e non sono dispiaciuto per loro.
Ora, l’interrogativo più grande è la situazione di Stafford: il QB è noto per aver giocato con acciacchi più o meno forti (ricordo dopo una partita con i Vikings segnata dai soliti 7-8 sack che Golden Tate riferì che aveva appena il fiato per chiamare i giochi), quindi aver rinunciato a terminare la partita segnala davvero una situazione seria. Non ci sono notizie sul risultato dei raggi X a cui si è sottoposto ieri ma la sua stagione potrebbe essere finita, più anche di quella dei Lions.
Vi lascio giusto il box Score in chiusura.