Parliamo un attimo di destinazioni

Con la stagione ormai finita per i Lions, il dibattito si sposta logicamente su chi sarebbe il nome ideale per allenare i Lions nei prossimi anni (e, si spera, fare un lavoro migliore) nonché chi potrebbe fungere da miglior General Manager possibile; molte volte vengono ripetuti i nomi dei candidati di prima fascia (di solito, i coordinatori offensivi del momento con quelli difensivi subito dietro per gli head coach mentre per i GM la situazione è più confusa, visto che di solito, il tifoso medio non conosce molto dei front office e, diciamo, ci si fida).

Tuttavia è il caso di temperare un po’ gli entusiami prima di esagerare con i nomi perché… respiro profondo… Detroit non è affatto la destinazione più allettante sul mercato.

Anche senza aspettare altre aperture oltre a quelle previste (e c’è sempre un licenziamento a sorpresa), già da ora ci sono diverse franchigie che possono raccogliere più interesse.

Iniziamo a stabilire l’outlook dei Lions per il prossimo futuro:

  • Matthew Stafford ha avuto infortuni a raffica durante gli ultimi tre anni, due dei quali alla schiena (preoccupanti); inoltre, ha un contratto difficile da cedere nel 2021 ed un 2020 spaccato in due (con e senza Matty Patty).
  • Negli ultimi draft Bob The Builder ha privilegiato posizioni non prioritarie nella costruzione di un roster specie con le scelte più alte (TE, LB, RB), a scapito di altre (DE, EDGE). Non in senso assoluto ma vedere Brian Burns e Derrick Brown distruggere la nostra linea in Carolina dovrebbe far rizzare le orecchie
  • Non c’è un ricevitore sotto contratto per il 2021 tranne Quintez Chephus e Geronimo Allison (si può usare il transition tag o il franchise tag su Golladay eventualmente).
  • la difesa si è concentrata più su giocatori adatti allo schema che sul talento puro, il che vuol dire che è praticamente da rifondare.
  • Una storia di disfunzioni che non accenna a finire, vedasi l’affaire Coombs.
  • ben 5 (cinque) pick, grazie all’attività di Bob.

Quindi cosa possiamo usare per attirare un candidato.

  • una situazione di cap non tremenda come altrove (l’ultimo regalo di Bob Quinn)
  • la linea offensiva che non è pessima
  • un RB promettente, ma di RB promettenti ne trovi a mazzi tra gli UDFA.

Facciamo qualche una semplice comparazione con la (triste) concorrenza.

Partiamo dai Jets che non hanno licenziato Adam Gase ma lo faranno.

Ci sono diversi lati negativi:

  • La gestione Gase ha lasciato terra bruciata.
  • New York, che tende a bruciare gli allenatori.
  • Grossi buchi ad ogni livello del roster.
  • Una storia di disfunzioni che non accenna ha finire.

Ma un tot di positivi per un futuro HC:

  • GM stabile. Douglas è stato assunto un anno fa ed ha la posizione garantita per almeno un paio di anni. In più, è molto noto e rispettato dove conta.
  • 10 pick, di cui uno dei primi due (probabilmente il secondo) ed un ulteriore primo giro da Seattle.
  • Spazio notevole sotto il cap.
  • Un QB piazzabile sul mercato come Darnold, altrimenti un QB da mandare allo sbaraglio per l’ultimo anno del contratto per poi incassare un terzo giro compensativo.
  • New York, con l’interesse che la Grande Mela genera nei free agent.

Adesso passiamo ai Jaguars, probabilmente il meglio del 2021:

Lati Negativi:

  • ehmmmm… gli uragani?
  • Riprovo: sei nella stessa division con Titans e Colts.
  • Non mi viene in mente altro. Davvero.

In positivo invece:

  • 11 pick totali di cui 4 (quattro) nei primi 2 (due) giri.
  • A questo punto della fiera, la prima scelta assoluta, cioè Trevor Lawrence il cui talento è stato paragonato a Peyton Manning o Andrew Luck,
  • Un proprietario estremamente paziente, quasi come William Clay Ford, nei confronti di allenatore e GM.
  • Ottima situazione sotto il cap.
  • Investimento NULLO sul QB. Minshew come panchinaro gli costa 800.000$ dollari nel 2021.
  • Pesanti investimenti in difesa negli ultimi due anni: Josh Allen, CJ Henderson, Chaisson. Giocatori moderni che un DC può utilizzare in una difesa non pensata per il 1992.
  • In Florida non c’è tassa sul reddito, quindi i FA la guardano con interesse.

Restano i Falcons che hanno una situazione simile a Detroit:

Negativi?

  • situazione sotto il cap pessima, davvero.
  • Se non vuoi Matt Ryan per altri due anni, fai bene a scegliere un’altra destinazione.

Sul versante positivo:

  • Matt Ryan non ha subito infortuni negli ultimi anni.
  • Probabilmente, più talento di quanto puoi trovare a Detroit, specie in difesa.
  • Ambiente sano ed una proprietà attenta ma non impicciona.
  • nove pick nel 2021

Ad oggi, restano i Texans che forse sono la squadra più difficile da decifrare che hann come lato positivo De’Shaun Watson al centro per il prossimo futuro contro diversi lati negativi:

  • Non hanno un pick prima del terzo giro nel 2021, grazie a Bill O’Brien
  • Situazione societaria incerta.
  • Cap gestito malamente (sempre grazie a BoB).
  • Difesa che sta invecchiando e pure malino.

Poi si aggiungeranno probabilmente i Chargers che hanno il vantaggio di avere già un roster completo e Justin Herbert in California.

Questo senza considerare l’età media dei roster, la reputazione dei team nella lega ed altre cosucce e, soprattutto, il fatto che un coach deve essere selettivo nell’accettare un lavoro e un GM ancora di più.

Di solito, un allenatore capo ha due possibilità nella sua carriera: una come giovane promessa e una come retread, cavallo di ritorno. Un terzo tentativo è quasi inaudito e, di solito, riservato a allenatori vincenti che si ritirano alle proprie condizioni. Per i GM, la cosa è ancora più selettiva visto che hanno, di solito, solo una possibilità al massimo grado; persa quella bisogna adattarsi a lavorare come vice, se si è fortunati.

Per questo motivo, non tutti i candidati accettano tutti i lavori, basti pensare a Josh MacDaniels e al suo gran rifiuto con i Colts due anni fa. Ma senza arrivare a simili estremi, vari candidati tolgono il proprio nome dalla considerazione di questo o quel lavoro, più o meno pubblicamente. Tre anni fa, durante la ricerca dei Lions che portò all’arrivo di Patricia, fu Steve Wilks a dire di non essere interessato ad un colloquio perché tanto "era tutto già deciso" ma è usanza comune vedere nomi restare a bordo campo, specie quando si parla di allenatori di College (che prendono spesso di più e con più sicurezza sul lavoro all’università).

Per i GM, c’è anche da considerare che che le organizzazioni di appartenenza possono bloccare il colloquio (successe nel 2016 per Eliot Wolf con i Packers) o aver fatto firmare clausole che bloccano un particolare dirigente dal lasciare il suo posto (come nella telenovela Texans/Nick Caserio che è durata quasi due anni, se escludiamo un ritorno di fiamma). Questo se i dirigenti stessi non decidono avvisano direttamente di non essere interessati; per loro rifiutare le interviste è molto più comune.

Aggiungiamo i casi in cui il feeling, semplicemente non scatta: Zimmer e Arians hanno aspettato la loro chance per anni prima che un proprietario gli desse una possibilità, anche per la loro natura diretta e poco incline al far piacere al possibile boss.

In ultimo, Detroit è considerato il posto dove gli HC (e dirigenti) vanno a spiaggiarsi irrimediabilmente. Non a caso, nessun HC da Detroit ha mai ottenuto una nuova possibilità nella Lega (ci sono ancora alcune possibilità per Jim Caldwell e Jim Schwartz ma non tratterrei il fiato fossi in voi). Certo, c’è una nuova proprietà ma davvero, se foste voi a dover fare una decisione d’affari, sareste così propensi a scegliere questa destinazione invece di un altra?

Non è affatto detto, quindi, che i nomi che faranno saltare twitter arrivino a Detroit, nemmeno Saleh che, legami a parte, farebbe il suo stesso male a farsi chiudere in un angolo da stampa, fans e Richard Sherman prima di aver valutato tutte le alternative (e poi: buttarsi a capofitto su una DC di una squadra che non farà nemmeno i playoff sarebbe davvero SOL).

Ma non avere la prima scelta non è detto che sia un male e, per ricordarlo vi racconterò una storia: dopo il disastro di McDaniels, i Colts erano rimasti con il classico cerino in mano.

Tutti i nomi hot erano occupati, accasati o scartati, la figuretta fatta bruciava e scoraggiava altri candidati. Tuttavia, Chris Ballard e staff hanno fatto un respiro profondo, ripreso in mano qualche curriculum, fatto un paio di telefonate e sono finiti ad un tavolo a parlare con Frank Reich.

Reich ha preso in mano la squadra, confermato diversi coach che avevano accettato il lavoro pensando di finire con MacDaniels, si è rimboccato le maniche e sta andando molto bene: come HC è 24-18, malgrado il ritiro di Andrew Luck nel 2019 ed è testa a testa per il primo posto nella AFC South.

Doveva essere un hire di emergenza e sembra sempre più l’hire giusto.

Potrei fare lo stesso discorso per Joe Judge o Mike Tomlin (che, quando fu assunto, giova ricordare non se lo filava nessuno).

Viceversa, ricordate chi era considerato quasi unanimemente il nome più sicuro di quel ciclo?

Lo abbiamo visto fallire in diretta negli ultimi tre anni.

Era Matt Patricia.

Non sempre il candidato figo del momento è quello giusto, tantomeno il candidato garantito dal GM (e sappiamo ancora di chi parlo) è quello giusto. Neppure quello spinto a forza dalla stampa. (MatPat era tutte queste cose).

Sarà bene ricordarlo nei prossimi mesi quando saremo bombardati dalle reazioni immediate che sono, in questa fanbase, torce e forconi oppure canti di lode.

Teniamo un giusto profilo e valutiamo il processo.


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