
Di stamani il report che voleva l’intervista di Robert Saleh non particolarmente brillante, di questo pomeriggio il controreport di Dave Birkett secondo cui l’incontro con l’attuale coordinatore dei 49ers sarebbe andato bene con i Lions che avrebbero accolto bene il suo approccio ed il suo (ipotetico) staff.
Il buon Dave aggiunge in un altro tweet che la situazione non è chiara e che “se parli con cinque persone, senti cinque cose diverse”.
Praticamente, nessuno sa nulla di preciso e ciò credo sia bene, visto che i tre candidati top (Saleh, Lewis, Bevell) hanno tutti i loro meriti e vanno analizzati bene, senza lasciarsi condizionare dalla piazza.
In tutto questo, i lavori non sono affatto finiti: il think tank dei Lions deve ancora incontrarsi con Dan Campbell, attualmente ai Saints e forse il candidato meno attraente del mazzo (fino a che non lo sentite urlare a bordocampo, dove dà il meglio di sè).
Oggi inoltre è uscita per Mike Garafolo la notizia che i Lions hanno richiesto un incontro con Todd Bowles, attuale DC dei Tampa Bay Buccaneers.
Bowles è stato per tre anni HC ai Jets (2015-2018) dove è stato molto maltrattato solo per essere rivalutato in seguito, quando è stato chiaro quanto l’organizzazione fosse disfunzionale e quanto avesse dovuto tappare buchi. In questa veste, tutti i tifosi Lions lo ricorderanno come il coach che dette “il benvenuto nella NFL” a Matt Patricia con il 48-17 dell’esordio. Il suo lavoro a Tampa Bay, dove ha sistemato rapidamente e bene una difesa che era un colabrodo, lo ha riportato nel radar per una seconda opportunità da HC.
Oltre ad essere interessante in se, il suo arrivo nella lista dei candidati segnala che nulla è davvero deciso per la posizione. Se i Lions avessero già una mezza parola con un candidato in particolare (che sia Saleh o Lewis) o avessero delineato dei finalisti (vedi prima) non sprecherebbero tempo ad ampliare la lista dei papabili.
Se lo chiedete a me, ciò è cosa buona e giusta in quanto testimonia che davvero la corsa è aperta e si sta cercando, per una volta, il candidato migliore senza preconcetti.
One thought on “Controreport: tutto bene sul fronte Saleh. Più, un altro candidato.”