
Frase rubata a Rocky perché, davvero, perdere di un punto la prima partita di preseason di una gestione totalmente nuova non può far male.
La ricezione che ha messo i Bill’s di calciare il Field Goal vincente allo scadere è arrivata ai danni del povero Bobby Price, membro dello special team che ha iniziato la conversazione da safety a corner tipo 20 minuti prima dell’inizio della partita.
Avrebbe fatto più piacere vincere, certo, ma è bene concentrarsi su altri aspetti, piacevoli e non.
Il primo drive dell’attacco titolare è stato, decisamente, disastroso: un tre e fuori con subito un rischio di intercetto (droppato) ed un sack con mezza linea battuta sullo slancio (Penei Sewell compreso).
La difesa titolare con riserva, viste le molte assenze nella linea, mostrava grandi difficoltà a contenere le corse ma riusciva a limitare l’attacco capitanato dalla nostra nemesi, Mitchell Trubisky, ad un field goal.
Rientrati, si vedeva una certa tenuta psicologica di Jared Goff e compagnia, che tra un lancio ed una corsa, mettono insieme un drive di 18 giochi e 70 iarde che, malgrado un paio di fischi orridi, mettono Randy Bullock in condizione di pareggiare i giochi.
Punti alti del drive, una bella ricezione sulla linea di Tyrell Williams e lo scramble con cui Goff cerca di guadagnare il primo down, subito prima che il drive stalli. Quest’ultimo più per lo spirito che la per l’esecuzione o il risultato.
Esce Trubisky di lì a poco e viene sostituito da David Webb, che complice una pass interference di Robey-Coleman ed i problemi contro la corsa della linea, marcia per il gridiron fino ad un TD per Devin Singletary dalle sei iarde.
Il drive di risposta, guidato da Tim Boyle non va lontano, complice una linea di riserva davvero fuori fase e poco efficace. Dan Campbell ed Anthony Lynn provano a giocarsi il quarto e corto e mi va benissimo, anche se pure qui i risultati non sono all’altezza delle intenzioni.
Il campo corto viene sfruttato dai Bills per un altro Field Goal e si va al riposo sul 13-3.
Al rientro, le difese dominano sugli attacchi, come spesso succede a questo punto della preparazione; il povero Tim Boyle viene usato spesso come pignatta umana dai difensori e rischia di dover uscire prima di mettere a punto un altro lungo drive, che spesso si appoggia a Tom Kennedy. Da segnalare, David Mills che converte un 4 ed uno di forza e lo trasforma in un guadagno di 20 iarde. Una penalità di Dan Skipper (chop block) mostra tutta la fragilità della linea d’attacco dietro ai titolari e costringe i Lions a ripiegare sul solito Bullock, automatico da queste distanze.
Entra Jake Fromm al centro per i Bills ma con pochi risultati sulle prime; per i Lions è il momento di David Blough che mostra ancora una volta di avere coraggio da vendere, rischiando intercetti e guadagnando pass interference.
Segue il momento cenerentola quando Craig Reynolds in squadra da ventiquattro ore, tanto che deve presentarsi nello huddle ai compagni, sfrutta un bel blocco di David Jennigs, WR di terza fascia ma decisamente volenteroso e mette in mostra quella che forse è la qualità più importante per un RB: la visione.
Sfrutta il corridoio e arriva al pilone per il primo TD della sua carriera, sia pure in preseason.
Altra decisione che mi piace: Campbell va per i due punti, cercando il sorpasso.
Ovviamente, niente di fatto ma questo è lo spirito giusto per una squadra giovane che vuole crescere.
Siamo 12-13 a favore dei Bills e Julian Okwara spegne un altro drive con un sack che mostra il suo potenziale atletico.
Malgrado la linea ballerina che concede hit e sack a ripetizione, Blough mette a segno il passaggio più lungo della serata per i ragazzi da Allen Park con un 29 iarde per Tom Kennedy che vuole diventare davvero Amendola 2.0.
Il drive si ferma ancora una volta per la pressione avversaria e Bullock mette a segno il terzo piazzato della serata, che lo rimette anche in pole per il posto in stagione.
E torniamo all’inizio dell’articolo con la ricezione concessa da Bobby Price su Stevenson per 42 iarde che consente, in ultima analisi, ai Bills di tornare a casa per una vittoria per un punto.
Ma non fa male, se non un po’ nell’orgoglio.
Note sparse
- Boxscore da tanto tempo.
- Highlitghs ufficiali
- Lo scriverò fino alla nausea ma questo che stiamo vedendo non è il prodotto finito. E non lo sarà nemmeno all’inizio della stagione: quest’anno la priorità è creare un nucleo giovane sul quale costruire, sia tra i giocatori che tra gli allenatori. Per questo trovo molto confortanti i rischi che DC e soci si sono presi durante la partita. Servono alla staff e servono ai giocatori.
- Non è detto che l’aggressività si trasformerà in un sacco di passaggi profondi, anzi. Probabilmente, l’avanzare a piccoli passi del secondo drive sarà una costante, almeno fino a che non si forma più chimica tra i vari giocatori. E l’asticella della fiducia di Goff tornerà a segnare il pieno.
- In attacco, la profondità della linea allarma non da oggi. L’infortunio di Evan Boehm non aiuta.
- In difesa, segnali positivi da Julian Okwara come specialista nella pass rush e a patto che non gli si chieda di difendere contro la corsa; esordio breve ma significativo di Derrick Barnes; la secondaria non è andata poi malissimo, specie nei primissimi minuti ma aspettiamo la controprova perché potrebbe essere un prodotto dalla capacità dei Bills di trovare iarde sul terreno.
- A proposito di ciò e premesso che Kevin Strong sta avendo un (altro) bellissimo Agosto, si spera che con Brockers, Hand e Williams lo spettacolo sia più confortante.
- Non preoccupatevi troppo di quanto sopra visto che è solo preseason; se volete scolpire qualche busto per Canton, Ohio o etichettare un giocatore come bust liberi di farlo ma la preseason non conta per un motivo: è la preseason.
Entro Martedì i Lions devono effettuare i primi 5 tagli del roster per portarlo ad 85 uomini. Vedremo chi verrà scremato ma non credo si tratterà di giovani con potenziale.