Recap 4/2021: La sagra degli errori blu (Lions 14 – Bears 24).

Direi che abbiamo ormai chiaro il leit motif dell’annata. Primi tempi pessimi e secondi tempi più moderati. Purtroppo, pare che le partite durino ancora quattro quarti e che non possano ottenere grossi risultati giocando in questo modo.

Specialmente se riesci a non andare a referto per tutto il primo tempo malgrado essere arrivato tre volte in redzone. Il fatto che non riuscire a segnare sia stato fondamentalmente dovuto ad una raffica di errori e coincidenze da far paura aggiunge decisamente pepe alla situazione.

La difesa, purtroppo, ha dei problemi evidenti e sembra la secondaria una infarcita, a causa degli infortuni, di giocatori con problemi e UDFA che stanno imparando a gestire la propria posizione. Ed è proprio così. Oltre al povero Will Harris, opportunamente panchinato ma sempre presente quando gli altri guadagnano un tot, il povero Bobby Price ha lasciato diverse ricezioni lunghissime per problemi di comunicazione o quello che vuoi.

Non a caso, i primi due drive dei Bears hanno affondato come il proverbiale coltello caldo nel burro, permettendo a David Montgomery (infortunato nel finale, peccato è un piacere vederlo giocare contro qualcun altro) e a Justin Fields di fare il bello ed il cattivo tempo. Fields in particolare non ha infiammato lo scoreboard ma ha giocato in maniera estremamente efficiente centrando i suoi bersagli profondi quando gli era richiesto.

I Lions hanno provato a rispondere subito, guidati soprattutto dalle corse di Jamaal Williams (realmente sempre una nota positiva) ma il primo drive si è piantato dopo un rischio di intercetto, quando Jared Goff si è avvicinato per cambiare le protezioni e Frank Ragnow gli ha snappato la palla praticamente nelle spalle. Fumble recuperato dai Bears ed altro drive veloce, concluso dal secondo TD di Montgomery.

La risposta è un drive contrassegnato da un raro lancio lungo di Goff per Quintez Cephus che sembra promettere qualcosa di buono ma sul 4 e cinque (sarò sempre a favore di giocarlo in quella situazione) i Lions vanno incomprensibilmente in empty backfield e Goff non riesce a connettersi nemmeno un po’.

La difesa forza un tre e fuori e l’attacco riprende a macinare tra corse e passaggi corti (visto che sui lunghi il buon Jared è ancora molto incerto. Ma preferisco un passaggio lungo ad un intercetto, sarò all’antica). Purtroppo per i Lions, ancora una volta il disastro li aspetta alle porte dell’end zone: Robert Quinn batte la protezione, causa un classico strip sack e la palla carambola indietro per venire recuperata da Khalil Mack. I Bears sono in fondo alla propria metà campo ed il tempo stringe ma risalgono fino a che Jalen Reeves Maybin non deflette una palla che viene intercettata da Amani Oruwariye (seconda settimana con intercetto consecutiva per lui). Si va al riposo sul 14-0 ma sembra di essere a meno 30.

Si riparte con un drive Lions che non va da nessuna parte mentre quello Bears mette ancora una volta in evidenza quanto la secondaria di Detroit sia porosa. Sei giocate e meno di tre minuti per andare sul 21 a zero.

Fortunatamente in questi casi, di solito gli avversari tolgono un po’ il piede dal gas ed i ragazzi di DC ne possono approfittare: un punt con una brutta penalità per fallo sul ritornatore (che il giocatore Bears festeggia come se fosse una cosa ganza. Complimenti.) da una buona posizione di campo per Goff e soci che scacciano il fantasma dell’endzone con un bel gioco per Kalif Raymond che finta lo sweep solo per tornare sui suoi passi e sfruttare la sua velocità.

I Bears si mangiano un sacco di tempo sull’orologio per finire un FG quando la difesa rizza la testa sulle proprie quindici e Jared Goff, malgrado un sack ed alcune incertezze, avanza veloce grazie alla sua armata brancaleone di ricevitori, prima di concludere per un secondo TD per il Kalif dalle 25 (primo TD da oltre la redzone se non erro per i Lions 2021).

La pressione dei Lions alla fine si fa sentire un po’ su Justin Fields ed i Lions hanno ancora la palla per provare a ridurre ulteriormente il distacco. Goff si sbatte, provando a sfruttare un free play e recuperando e correndo per sette iarde su un proprio fumble causato da Tashaun Gipson ma sul quarto ed uno, Campbell decide di giocarsela ancora. Si torna nello shotgun e Goff ha un bersaglio libero in Amon-Ra Saint Brown ma il passaggio è un po’ lungo e la release di Brown un po’ ritardata.

La palla torna ai Bears e si resta 14-27.

Del resto, non si può sperare di passarla liscia dopo tanti errori gravi. La penna blu non perdona.

Presto qualche considerazione più approfondita ma la morale principale è questa. Per ripulire il tutto, a tutti i livelli servirà tempo.

Solo un paio di brutte notizie: Romeo Okwara ha subito un infortunio al tendine di Achille. Al 99, 9% stagione finita per lui. Frank Ragnow ha lasciato il campo e si parla di un infortunio al dito del piede, prognosi incerta. Onestamente, prima i Bears lasciano il Soldier Field ed il suo campo assassino e meglio sarà per tutti.


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