Al solito e secondo tradizione, la partita tra Falcons e Lions è starà decisa dopo un lungo testa a testa che si è concluso in prossimità dei tre zeri sul cronometro.
In ossequio ad una informale alternanza del crepacuore, stavolta ad avere la meglio sono stati i Falcons, dopo aver sprecato l’opportunità lo scorso anno, segnando un TD di troppo e dando l’opportunità ad uno degli ultimi good ole Stafford’s comeback.
Stavolta, invece, ha chiuso il tentativo di rimonta di Detroit l’intercetto subito da Tim Boyle su un lancio così brutto ma talmente brutto da finire immediatamente nell’Olimpo dei lanci brutti.
Ma tutto sommato, l’amaro è stemperato dalla consapevolezza che con un roster già decimato, il quarterback titolare a casa con il Covid, gli infortuni che colpiscono anche durante la partita stessa, in questa situazione riuscire ad restare in partita fino all’ultimo minuto contro un avversario praticamente a piena forza è già più di quanto era lecito attendersi.
(E le due vittorie già in saccoccia aiutano, chiaramente)
Invece, complice un reparto difensivo che ha una freccia solidamente in su ed un attacco davvero basato sui punti di forza dei giocatori disponibili, Detroit ha quasi completato un comeback notevole il che testimonia la crescita della squadra, sia in campo che nello staff con Dan Campbell che prendendo sempre più confidenza con l’arte di chiamare i giochi per sposarla con la sua filosofia, appunto quella di sfruttare il materiale disponibile al massimo, anche quando il medesimo sarebbe nella practice squad di buona parte della NFL.
Sicuramente, lui come tutto lo staff ha ancora margini di crescita e ci sono critiche possibili. Prendiamo la scelta di calciare il field goal con la squadra sotto di sette punti non è corretta secondo la semplice analitica, certo. Ma è utile considerare che DC l’ha fatto, perché secondo la sua conoscenza del football e dell’avversario, aveva la sensazione che i Falcons sarebbero stati conservativi provando tre corse, che la difesa avrebbe retto e che la sua squadra avrebbe avuto un’altra occasione per vincerla.
E, grazie al fumble causato da Jalen Reeves-Maybin, la sua fiducia è stata ripagata e sono mancate solo due iarde al gran finale.
Sicuramente un peccato, e come The Man ha detto, possiamo sperare che il pessimo sapore che la giornata ha lasciato non sia dimenticato da chi sarà a Detroit nei prossimi anni.
Perché magari ci sarà qualcosa di più in gioco che il semplice onore.
-
In questo caso, poi, la sconfitta assicura un pick nella top five al prossimo draft, con ampie possibilità di top tre, visto il calendario. I giocatori hanno tutto il diritto di non apprezzare la sconfitta competitiva ma se si impara e si resta in buona posizione, non dispiace.
-
Spiace per Tim Boyle, sicuramente più a suo agio che contro i Browns ma sempre un po’ fuori bersaglio (in particolare, zero chimica con Josh Reynolds) e che spiega essenzialmente che la preseason non dimostra nulla. Può festeggiare un passaggio da TD in NFL ma, onestamente, la posizione avrebbe bisogno di un upgrade in primavera. Non mi illudo che arrivi, se non dal draft. In ogni caso, è bello e istruttivo vedere come la tifoseria locale è passata rapidamente da "Goff è un buffone" a "Torna presto, Jared". Miracoli festivi.
-
Nuova prestazione dominante della linea offensiva, alla faccia di chi fa le scelte per il Pro-Bowl. Molto del gioco di corsa, senza togliere ai RB, nasce qui.
-
Amon-Ra St. Brown mette su record su record da rookie con altre 91 iarde guadagnate e un TD ottenuto proprio di grinta. Il suo futuro è luminoso ma non crediate che non serva aiuto ulteriore e qualificato (leggasi: pick 28 o quale che sarà dai Rams. Al minimo, secondo giro).
-
Per la difesa che posso dire su un’unità in cui il CB1 è Will Harris alla seconda prova come corner ma riesce a concedere solo 20 punti? C’è da dire che la scelta di prediligere drive lunghi per tener lì la partita, ha aiutato ma in ogni caso, le gaffe difensive sono rare e distanziate. Se ci trovassimo in un’altra situazione simile a quella con i Ravens o i Vikins primo incontro, non credo proprio che riuscirebbero ad arrivare in raggio da field goal.
-
Interessante, diciamo, la linea difensiva con tre sack nel primo drive e poi più niente. Secondo sack stagionale per Alim McNeil il che è buono, mentre continua il preoccupante basso profilo di Levi Onwunzurike. Buono il contenimento contro le corse.
-
JRM si sta meritando una riconferma con aumento di stipendio e la possibilità di competere nel 2022.
-
Continua la stagione perfetta di Riley Patterson.
-
La cosa peggiore di domenica sono gli infortuni che continuano a salire. Stavolta, stagione presumibilmente finita per Jason Cabinda e Shane Zylstra, entrambi con problemi al ginocchio.
Domenica ci sono i Seahawks affamati di rivincita dopo una stagione sfuggita di mano e che potrebbe preludere (prelude) a grandi cambiamenti. Vedremo se gli possiamo dare ulteriori dispiaceri.
