
La partita contro Seattle è andata come si prevedeva: i Seahawks volevano congedarsi dal pubblico di casa con una prestazione maiuscola, anche visti i possibili cambiamenti che si prevedono per la franchigia.
Complici dei Lions fortemente rimaneggiati a causa degli infortuni e della Covid List, ci sono riusciti e hanno messo insieme un canto del cigno decisamente soddisfacente per la gestione Carroll/Wilson.
Non che i Lions non abbiano provato a rendergli la vita difficile ma, dopo un primo drive bloccato con un tre e fuori ed un buon drive di risposta fermato sul quarto ed uno (challenge decisamente inutile di Dan Campbell da segnalare), i Seahawks hanno saputo sfruttare il talento dei propri ricevitori, ben superiore alle attuali capacità dei corner che li fronteggiavano.
In particolare, vedere il povero Will Harris cercare di contenere DK Metkalf (mamma mia, il primo TD di Metkalf) o Ifeatu Melifonwu che prova a rincorrere Tyler Lockett ha fatto un po’ tenerezza. A questo va aggiunta la presenza di un sacco di rimpiazzi con evidenti problemi nei tackle (mamma mia, il TD di Rashad Penny) che hanno permesso a Seattle di fare il bello ed il cattivo tempo, andando a punti in nove (9) drive consecutivi.
Una strage.
L’attacco ci ha messo un po’ (troppo?) ad entrare in partita, complice l’imprecisione cronica di Tim Boyle ed una linea più traballante del solito. Aggiungiamo il fatto che due ricevitori titolari su tre erano fuori gioco e che, complice la partenza a razzo dei Seahawks, il gioco di corsa non era un’opzione e non ci si possono aspettare miracoli.
A meno che la palla non capiti in mano ad un certo giovanotto che si chiama come un dio egizio.
Eh sì, non sarà davvero una divinità ma un paio di miracoli Amon Ra St. Brown li ha compiuti davvero, compreso il primo TD di 26 iarde direttamente dal backfield.
Alla fine, per lui 111 iarde, 8 ricezioni più 2 corse con 23 iarde di totale (l TD di cui sopra ed un reverse terminato in un tackle for loss).
Dopo il secondo TD e con la partita già praticamente decisa, il buon Dan Campbella ha provato come d’uso tutte le cartucce disponibili, compresa una conversione da due ed un immediato onside kick recuperato.
Il drive breve ha i suoi problemi ma viene concluso da un TD di Taylorone Decker (il secondo in carriera), dopo che Matt Nelson non era riuscito a sua volta a ricevere alcuni giochi prima.
La partita a questo punto è un quasi incredibile 38-22 quasi alla fine del terzo periodo ma fermare Russel Wilson e compagnia pare impossibile: il TD di Metkalf ristabilisce le distanze ancora. I Lions rispondono con Jamaal Williams che segna di forza e determinazione ma il secondo onside kick non viene recuperato per un soffio ed è praticamente tutto in archivio, anche se Seattle si accontenta del Field Goal.
Segue un brutto meltdown di Boyle nel tentativo di fare qualcosa (entrambi particolarmente orridi) che portano ad un field goal prima e, poi, a Russell Wilson che chiude la partita inginocchiandosi sulla iarda di distanza dall’ennesimo score.
I Lions si prendono questa briscola di cinquanta punti ed i tifosi possono "festeggiare" la certezza di un pick tra i primi due questo Aprile.
Considerazioni a caso
Anche stavolta, il male è poco malgrado una certa tristezza per l’essersi subito cacciati in un buco da cui era impossibile uscire. Praticamente la partita aveva uno strano sapore di preaseason, quando i tuoi avversari giocano la prima squadra e tu cerchi ugualmente di valutare i tuoi.
In questo senso, ci sono segnali incoraggianti nello spirito della squadra ed in alcune prestazioni individuali: St. Brown a parte, KahDarel Hodge ha avuto un buona partita e mi spiace un po’ che non abbia segnato il suo primo TD della carriera (chissà quando ne riavrà l’occasione). AJ Parker continua a giocare come se avesse più centimetri ed esperienza del consentito e Austin Bryant (4,5 sack in stagione) continua a cementare la sua posizione di improbabile elemento nella rotazione di squadra. Jamaal Williams è sempre affidabilissimo. Tommy Kraemer sembra una guardia affidabile.
Del resto, questo anno era considerato anche da noi tifosi come una necessaria, fosca parentesi in cui quel che arriva è tutto grasso che cola e in cui si può gioire anche per un 2-13-1 o perché l’attacco mostra una certa creatività o, soprattutto, perché dopo anni in cui al primo errore la squadra si sfaldava, si vede la voglia di lottare e di non mollare mai. Una voglia, che al di là dei nomi, si può sperare diventi la cifra della squadra futura.
Il prossimo anno, non sarà più sufficiente e ci vorranno diverse vittorie in più per soddisfare il palato ma quest’anno… va bene anche così.
Al punto che vi metto pure le Highlights ed il tabellino.
Ma ritenetevi avvertiti: domenica prossima non sarò tanto di bocca buona. Le feste sono finite ed i Packers restano i Packers.
(E, per favore, questa primavera date un’occhiata ai QB di riserva disponibile. Grazie.)