Note dai Bowl 2022, partendo dal Senior Bowl (e oltre)

Il championship weekend è andato in archivio e ci sarebbe un sacco da scrivere sull’argomento e su una nostra vecchia conoscenza che si sta togliendo scimmia dopo scimmia dal groppone ma preferisco rimandare, magari al post Super Bowl perché basta distrarsi un attimo che le cose diventano ingestibili (e, magari, il magone diventa difficile da gestire).

Partiamo quindi dal Senior Bowl: gli allenamenti veri e propri inizieranno oggi e con questi le oscillazioni di rito nella valutazione dei prospetti (ma di questo parleremo nei prossimi giorni presumibilmente). Sicuramente, è una settimana importante visto che non capita tutti i giorni di lavorare a stretto contatto con alcuni dei prospetti top dell’annata ma non bisogna essere troppo legati a quello che avverrà in questa settimana e stravolgere le proprie valutazioni predraft o le proprie metodologie. Brad Holmes è consapevole del pericolo e, secondo le sue parole, è intenzionato ad evitare questa particolare secca.

"What we have to be mindful of when we finish up the week is, you can’t just be anchored on those players that were in the Senior Bowl and the players that were not there, we can’t look at those players in a different light because we didn’t spend all week with them. I’m big on avoiding anchors. We gotta stick to our process all the way through the draft.

Quello di cui dobbiamo essere consapevoli quando finirà questa settimana è, non puoi restare bloccati a quei giocatori che hanno preso parte al Senior Bowl e io giocatori che non sono qui, non possiamo considerarli in una luce differenti perché non ci abbiamo passato insieme tutta la settimana. Do molta importanza ad evitare questi blocchi. Dobbiamo seguire il nostro processo verso il draft.

Onestamente, lo trovo un discorso coerente con il background di Holmes: i LA Rams sono noti per usare molto scouting remoto e molta fiducia nei dati, oltre che nella classica interazione personale e Holmes sembra intenzionato a importare questo approccio in Michigan. Per i Rams i risultati sono noti: malgrado la penuria di scelte ai giri alti, molti contributor sono arrivati dai giri inferiori del draft, diventando parti solide della squadra, se non star a loro volta (avete sentito nominare [Cooper Kupp]8https://www.pro-football-reference.com/players/K/KuppCo00.htm) recentemente?).

Possiamo solo sperare che questo approccio, adattato alle diverse esigenze delle due squadre porti a buoni risultati anche nel midwest.

Continuando a parlare delle dichiarazioni rilasciate da Brad Holmes ad apertura della settimana, il GM dei Lions ha spiegato di apprezzare molto la classe di QB messa insieme dal buon Jim Nagy (nato e cresciuto in Michigan come fan dei Lions, se avete visto il video linkato pochi giorni fa), soprattutto perché tutti loro hanno dovuto affrontare dei problemi: Sam Howella ha dovuto reagire a delle avversità. Sam Howell ha visto sparire buona parte dei suoi skill player, Malik Willis ha dovuto cambiare università e così via.

Ancora non un’osservazione peregrina visto che, spesso, i prospetti passano da organizzazioni al top nel loro ambiente universitario ad altre molto più sgarrupate tra i professionisti e saper affrontare tempi di magra può venire comodo (avviso che vale anche per i coach).

Parlando di QB e di misure, la storia di ieri è stata la scelta di Kenny Pickett di non farsi misurare le mani per poi ridimensionare la connessione tra dimensione delle mani e fumble. Probabilmente ha ragione lui ma dopo aver visto Jared Goff perdere nove fumble di cui solo tre recuperati, avrei qualche remora a scegliere altissimo un QB con la mani più piccole di lui.

Certo, come dice lui ha giocato a Pittsburgh quindi conosce il cattivo tempo ma i due guanti che usa mi danno vibrazioni di Teddy.

  • Visto che le liste piacciono a tutti, dieci prospetti che potrebbero interessare i Lions (c’è Mallik Willis, tra i QB ma vi consiglio di tenere d’occhio Kerby Joseph o qualsiasi altra Safety di rango, in previsione che i Lions facciano la cosa più sensata e non scelgano Kyle Hamilton alla due).

  • Dallo Shrine Bowl arrivano invece i primi riser, nel caso particolare il TE di Maryland Chigoziem “Chig” Okonkwo. Vista la debolezza dei Lions nella posizione dietro TJ, è il caso di rizzare le orecchie, anche se si parla di TE/ricevitore. Ma se arriva al terzo giorno.

  • A questo è il caso di aggiungere un compendio di chi sale e chi scende in cui vi invito a notare Isaih Pacheco di cui avevo già parlato nonché il CB Kyler McMichael da North Carolina che potrebbe entrare in gioco qualora i Lions aspettassero a rinforzare la secondaria. Per il resto della lista, un occhio va tenuto sempre sui ricevitori perché la classe è bella profonda e non è detto che prima sia meglio, anche se non possiamo aspettarci un Amon-Ra ogni anno (oppure sì?)


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