
La stagione 2021 è definitivamente finita negli archivi. Tra meno di due settimane inizierà la combine e saremmo travolti dal turbine delle voci sulla free agency e quant’altro. Approfittiamone per un alcune riflessione generali su quello che questa stagione ha lasciato in generale e cosa possiamo trasporre in prospettiva Lions
Jimmy e Joe
Che non sono Jimmy Garoppolo e Joe Burrow, quanto i protagonisti di un celebre detto della NFL "It’s Jimmy and Joe, not X’s and O’s". In pratica, ad un certo punto a decidere sono i giocatori più che gli schemi.
Può sembrare esagerato visto che il football americano è stato spesso descritto come una specie di partita di scacchi con pedine umane, il che è parte del suo fascino. Ma le pedine di questa partita hanno ciascuno le loro caratteristiche e, a parità di condizioni, queste fanno la differenza.
Prendiamo la corsa dei Rams: McVay è sicuramente un signor allenatore, eccezionalmente dotato (ha una memoria tremenda per i giochi), con un passione per il suo lavoro che rasenta l’ossessione ed in grado di gestire tutti gli aspetti di una squadra (si dice che abbia più che possa parlare di difesa da pari con i coordinatori, il che è inusuale).
Tuttavia, prima della finale di NFC, c’era nei circoli dei bene informati la sensazione che il suo gemello diverso, Kyle Shananan, lo avesse lasciato indietro in più di un’occasione come puro coaching, adattando meglio lo schema che entrambi avevano ereditato da Shananan padre (articolo linkato consigliatissimo, sappiatelo).
E anche in quella partita, non è che le cose siano andate molto diversamente. I Rams hanno potuto trionfare perché, alla fine, avevano il talento (al centro e non solo) per fare delle giocate che i niners semplicemente non potevano.
La stessa storia si è ripetuta sul palcoscenico più grande di tutti: il talento difensivo dei Rams è stato straripante contro una linea dei Bengals, a voler essere gentili, mediocre. L’attacco ha perso OBJ e non ha mai avuto un vero gioco di corsa ma la difesa di Cincinnati non è stata in grado di contenere l’asse Matthew Stafford-Cooper Kupp quando più gli sarebbe servito. Troppo talento per un journeyman come Eli Apple.
Per i Lions, questo cosa vuol dire? In primis che la scelta di avere un culture guy come Dan Campbell in panchina potrebbe portare dividendi, visto che uno dei suoi pilastri è mettere i suoi playmaker nella condizione di, bè, make a play.
In seconda battuta, che è meglio accumulare talento a tutti i livelli (specialmente via draft) che riempire le caselline delle need. Specialmente se hai tutti i buchi a roster dei Lions 2021.
Il che ci porta al punto 2.
Il trucco meno vantaggioso della storia
Per anni, dal 2011 in pratica, la narrazione dominante è stata quella che avere un QB nel suo primo contratto era il vantaggio competitivo definitivo perché, grazie al risparmio che ti consente rispetto ad un veterano puoi rinforzare il resto della squadra e puntare in alto. Troverete un sacco di gente che continua a spergiurare che è vero.
E forse lo è ma se e solo se il QB al primo contratto è un QB ottimo, eccezionale. Questo perché se è solo buono magari puoi fare un run ma, vedasi i Rams del 2018, rischi che non sia sufficiente e di dover estendere un QB buono ma forse non eccezionale (vedasi sempre i Rams e con tanto rispetto per Jared Goff)?
Oppure puoi trovarti direttamente con uno dei tanti Jameis Winston o Marcus Mariota (o Jake Locker o Blaine Gabbert) che abbiamo visto sui campi in questi anni e dover ripartire da zero in pochi anni (Mitchell Trubisky).
C’è un vantaggio nell’avere spazio per investire ma dovendo scegliere dove spendere non è meglio farlo in quella che è la posizione più importante del gioco, cioè il QB cercando di ottenere i servigi di qualcuno che possa elevare i giocatori attorno a lui.
A Buccaneers e Rams è andata più che bene tanto da far parlare dell’inizio dell’era dei QB mercenari.
Certo, non sarà sempre possibile, per una franchigia, andare a caccia del futuro MVP e la strada preferita resterà costruire dall’interno.
Ma, nel divisional di quest’anno, solo un QB era nel suo primo contratto (Burrow). Qualcosa vorrà pur dire.
Probabilmente che è meglio pagare un buon QB che risparmiare sulla posizione.
Per i Lions, questo trasla facilmente nel classico "scegli un QB perché sei convinto, non perché hai la seconda scelta assoluta e quando ti ricapita". È possibile, se non probabile, che Brad Holmes e Dan Campbell (ma più il primo) abbiano messo gli occhi su qualcuno al Senior Bowl o altrove ma può anche essere che nessuno li abbia convinti al punto da spendere un secondo o un trentaduesimo con tutti gli altri buchi da riempire.
A questo punto dell’anno, le nostre preferenze personali hanno pochissimo peso.
Avere una buona offensive line è un lusso.
Ormai sembra assodato: è più facile costruire una buona DL che una buona OL.
I motivi per cui il gioco di linea offensiva stenta così tanto sono noti e riguardano la diffusione degli attacchi air raid al college (che richiedono un gioco molto diverso da quello nella NFL) e dalla difficoltà di far crescere i giocatori in un ruolo che richiede snap su snap per sviluppare tecnica personale e chimica di gruppo quando i periodi di allenamento diventano mano a mano più ridotti.
(Le tecniche difensive sono più individuali anche a livello universitario ed è, in aggiunta, più semplice proiettare i prospetti).
Quindi, avere una buona OL può facilmente dare un vantaggio competitivo sia nel gioco di corsa che più in generale, visto che un QB protetto è un QB felice (e pure sano).
Quest’anno la linea dei Lions è stata buona e ha avuto infortuni di ogni tipo, se il prossimo anno i Big Three resteranno sani, non importa chi sarà al centro ma l’attacco sarà su un altro livello.
Gli ibridi RB/WR sono la nuova moda.
Tutti vogliono scoprire il prossimo Deebo Samuel. Non che il ruolo di ricevitore/corridore sia una novità assoluta (la rinascita di Cordarelle Patterson è qui a ricordarcelo) ma in una lega fotocopia come la NFL è impossibile non guardare al successo del giocatore dei Niners e dire "ne voglio uno anche io".
Come per la RPO dopo il SB delle Eagles, i sosia di Sean Mcvay nel 2018 e la classe QB del 2021, aspettatevi un sacco di comparazioni con Deebo nei vari draft profile e nelle scelte di questo Aprile mentre tutti cercano di entrare nel loop. Ma state attenti che, spesso, si finisce per scambiare pirite per ora. Fino a che non è troppo tardi.
A Detroit servono nuovi innesti nel reparto e probabilmente qualcuno nel solco arriverà, speriamo che sia quello giusto.
Ovviamente, queste considerazioni sono poco esaustive e molto food for toughts, un modo per stimolare pensieri e dibattito. In attesa che i motori del 2022 si scaldino.