Free agency fase 1: Molta cultura e molta (troppa?) pazienza

La prima fase della free agency si avvia alla conclusione e, per i tifosi Lions, la sensazione è inusuale.

Siamo stati abituati negli ultimi anni a molta più azione di quella che abbiamo visto in questi giorni; praticamente abbiamo avuto un tot di rinnovi (alcuni dei quali un po’ curiosi) ed un solo arrivo esterno. Stavo per scrivere "praticamente" poi ho controllato: dopo più di quattro giorni dall’inizio delle contrattazioni, DJ Chark è l’unico giocatore che non era con la squadra nel 2021.

Precisazione doverosa: non credo e sicuramente spero che non sarà così alla fin della fiera. Ci sono ancora un sacco di situazione da chiarire e le usuali pulizie di primavera da parte delle squadre impegnate a pulire dei contratti pesanti, spesso risalenti proprio a qualche free agency fa, che immettono talento a costo basso nel pool di candidati disponibili.

Ma, per adesso, la situazione è questa e ci dice alcune cose: la prima è che davvero il clima sta cambiando.

Detroit non è (ancora?) una destinazione hot di mercato ma non ha troppe difficoltà a tenere i propri giocatori, anche quelli che avrebbero possibilità altrove ed è merito del lavoro fatto non solo da Dan Campbell e soci ma pure dal front office della società.

Il caso più esemplificativo è quello di Tracy Walker che, per sua stessa ammissione, ha stoppato il suo agente che gli chiedeva cosa fare di fronte all’interessamento di altre squadre per tornare a Detroit ed occuparsi delle faccende che ha in sospeso lì.

Walker è stato scelto al draft da Detroit nel 2018 ed in questi anni ha visto una solo risultato con i Lions: il quarto posto nella NFC North.

Avrebbe tutto il diritto di essersi rotto le scatoline e di scegliere l’offerta migliore o di dire chiaramente che per restare vuole essere strapagato ed invece… Non che il suo nuovo contratto faccia schifo. Anzi, è un buon contratto. Ma Walker avrebbe potuto ottenere cifre simili, se non migliori altrove magari in un ambiente più vincente, climaticamente più piacevole, con minori tasse o una combinazione di questi ed altri fattori.

Un discorso simile si potrebbe fare anche per Charles Harris (anche qui, un biennale così poteva trovarlo agevolmente), Josh Reynolds ed, in misura minore, anche per Kalif Raymond.

Questo è importante perché non puoi costruire tramite il draft se i giocatori che scegli prendono la porta alla prima occasione cantando "Dreaming California" o "New York, New York."

Il che ci porta ad un altro punto importante da chiarire sui rinnovi e sul loro perché: non ha senso puntare su dei contratti prove-it, se non hai intenzione di premiare chi davvero ha proved something, chi si è meritato sul campo minuti, rinnovo ed un aumento.

Giocatori come tutti i nomi che ho fatto sopra e che cercavano di rilanciare la loro carriera (anche Walker dopo il trattamento subito da Patricia). Hanno ripagato la fiducia che gli era stata data, magari demolendo percezioni ed aspettative. Non avrebbe molto senso lasciarli andare altrove per sostituirli con altri che potrebbero avere meno successo.

Storia dal passato che aiuta, spero, a chiarire il mio punto di vista. Ricordate Andre Roberts?

Fu un pezzo integrale della folle e divertente stagione del 2016. Mise a segno due TD su punt return, uno su kickoff e si DISTINSE pure come possession receiver. Nel 2017, fu lasciato andare e in questi anni ha messo in carniere: 3 pro bowl, una convocazione in prima squadra da All Pro e quattro alternate all-pro consecutive compreso il 2021. In questi due anni lo avrete visto tutti come ritornatore per i Buffalo Bills.

Forse era meglio premiarlo con un contratto migliore e non cercare di risparmiare sulla posizione.

Che poi se almeno fossero contratti fuori standard… Presi singolarmente sono buoni o nella media.

Discorso simile si potrebbe fare per la totale immobilità della secondaria: ci sono tanti (troppi?) punti interrogativi ma è difficile intervenire su un’unità che tutto sommato ha superato le aspettative facendo giocare un misto di rookie sconosciuti e gente fuori posizione. Non senza grossi investimenti per nomi impossibili da discutere.

Un altro effetto collaterale della cultura che Campbell e Holmes hanno iniziato a costruire: i Lions iniziano ad interessare a chi è disposto a scommettere su sé stesso e sulla cultura che sta venendo costruita. Lo abbiamo visto ieri durante la presentazione di DJ Chark che ha spiegato di aver lasciato sul tavolo dei contratti pluriennali per venire a Detroit.

Oltre a stima, rispetto ed altro il motivo evidente è la possibilità di capitalizzare una buona annata (che ci auguriamo tutti) subito in un terzo contratto, davvero da WR1 e non da giovine che forse può farlo. Contratto che potrebbe portare lontano da Detroit ma forse anche no.

Ovviamente, molti dei rinnovi che abbiamo visto hanno dato da pensare: non è che i Lions sono soddisfatti del livello di talento di un core che lo scorso anno è finito 3-13-1?

C’è da sperare che non sia così, altrimenti ci aspetterebbe un 2022 tristemente simile al 2021.

Molto probabilmente Holmes sta usando la free agency e le conferme per avere già disponibile un team funzionale e con una base già rodata, su cui gli allenatori potranno innestare al draft e altri arrivi in free Agency (speriamo) senza troppi patemi.

Inoltre, avere veterani dovrebbe aiutare a non forzare posizioni al draft.

Un discorso a parte va fatto sulla discutibile scelta di riportare sia Tim Boyle che David Blough nella stanza dei quarterback. Non ha molto senso da un punto di vista puramente di gioco e non migliora la situazione di un punto sensibile della squadra.

Quello che credo faccia è accendere un segnale visibile da chilometri che dice agli altri front office: "Siamo soddisfatti dei nostri QB e della nostra OL. Se ne volete qualcosa alla due tipo Mallik Willis o Evan Neal, siamo qui per parlare."

I biscotti, se vogliono, li porto io.

Sicuramente, da tifosi avremmo tutti preferito una metà marzo più movimentata, specie in ingresso ma cerchiamo di trovare conforto nel vecchio assioma secondo cui nessuno ha mai vinto il campionato in primavera.

E iniziamo a contare i giorni verso il draft.


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