Rapporto dalle OTA: parte seconda

Ed eccoci alla quinta OTA del 2022 nonché la seconda aperta alla stampa e, come vedete sopra, ad un piccolo drappello di abbonati che hanno potuto assistere ed interagire con i giocatori.

Ci sono molte cose da dire che conto di recuperare ed approfondire a stretto giro ma iniziamo con quello che rimbalza dal campo (scuse se mancano i Link ma ho poco tempo per sistemarli tutti).

Iniziamo con un rapido conto dei presenti: praticamente, per quanto gli allenamenti siano volontari tutti i giocatori sono presenti in qualche forma ad Allen Park con l’unica eccezione di Joe Penisini. Anche oggi, TJ Hockenson era tra gli assenti: la scorsa settimana era un stata un’indisposizione, questa volta non è stato chiaro il motivo ma terrei un occhio sulla situazione.

Continuano i progressi di Jeff Okudah che praticamente ha partecipato a quasi tutta la seduta, con l’esclusione del lavoro undici contro undici. Ho intenzione di approfondire la situazione ed il percorso del Jèfe a stretto giro, se la palpebra resta su nei prossimi giorni, ma il recupero fisico non sembra essere in discussione. Ora l’accento è da mettere sulla condizione mentale dopo due anni davvero duri per lui.

Jared Goff continua ad apparire più fiducioso ed in controllo dell’attacco, in contrasto con lo scorso anno, in particolare cerca più spesso la palla in profondità e ha messo in mostra la sua fiducia in Josh Reynolds, cercandolo spesso e nelle situazioni più complicate tipo sul quarto ed uno. (Anche Reynolds meriterebbe un articolo tutto per sè, che non so se riuscirò a scrivere in tempo utile).

Vi sblocco un ricordo (scherzo): Trinity Benson.

Il giovane per cui i Lions avevano scambiato un paio di pick lo scorso anno e che era stato largamente ignorato nel 2021 sta avendo un buon inizio di 2022. Niente da strapparsi i capelli ma sta crescendo e potrebbe farsi spazio in un reparto molto affollato.

In difesa, un altro nome che sembrava arrivato al capolinea e che sta sfruttando il cambio di schema è Jashon Cornell che è decisamente più a suo agio nella 4-3 attuale. Il che mi fa chiedere perché sia stato scelto da una squadra che essenzialmente giocava solo 3-4 in quel periodo ma i misteri della Patriots Way resteranno tali. E va bene così, in ultima analisi.

Passiamo all’usuale focus su Aidan Hutchinson: scrivevo la scorsa settimana che non sarebbe rimasto a lungo ad affrontare le seconde linee (pena la distruzione dell’autostima della stesse) ed, infatti, è già passato ad avere drill contro i titolari, i quali si stanno dimostrando una sfida più tosta (anche se Hutchinson ha già mostrato di poter spostare Hal Vatai, cosa che proprio facile non è). Cosa da tenere presente: Hutchinson non sta venendo utilizzato solo come EDGE ma anche più all’interno come 3T o 4i. I come intrigante, direi.

Kerby Joseph sta mostrando il fiuto per la palla che lo ha reso appetibile nel terzo giro: ieri intercetto ai danni di Tim Boyle (a proposito: i QB di riserva dei Lions continuano a far pietà) e molti momenti in cui è in prossimità del pallone al momento giusto. Se DeShon Eliot resta sano, un set con tre safety diventa decisamente una prospettiva più gradevole.

A tal proposito, Will Harris sembra aver digerito molto bene lo spostamento dirimpetto ad Amani O. e, probabilmente, aveva ragione Jeff Risdon quando predicava un suo spostamento già subito il draft. In ogni caso, probabilmente dopo il rientro di Okudah e Jacobs, il suo ruolo potrebbe essere di prima riserva per tutti gli spot. Per il posto di nickel da seguire la lotta tra AJ Parker,

(Tra parentesi, Okudah non verrà spostato a safety a breve e probabilmente non lo sarà mai. Molto bene perché, ad oggi, non sembra proprio il suo ruolo).

Ultima nota, poi siete liberi di scorrere gli articoli linkati per un quadro più completo se volete: un mesetto fa, ho scherzato sulla possibilità di acquistare una maglietta di Chris Board. Se i primi report sono accurati, potrei aver colpito nel segno visto che il giovane neoacquisto sta guadagnando spazio nella rotazione tra i LB.

E ricordiamoci che l’ottimismo di Giugno non ha mai danneggiato nessuno.

One Pride!


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