Inside the Den 4: Il livello si alza

Precisiamo: il livello del titolo non è riferito solo alla produzione messa in piedi dal reparto Media dei Lions, anche se ogni volta sembrano che riescano a mettere insieme un lavoro migliore del precedente ma anche a quanto mostrato da Holmes, Campbell e tutto il gruppo di scouting durante il video che vi riporto, ancora, qui.

Per i punti di colore aspettiamo un attimo e parliamo di punti più importanti.

Una delle cose che saltano all’occhio è che i Lions erano molto, molto preparati. Non solo Holmes dichiara tranquillamente che era pronto sia per uno scenario in cui i Jacksonville sceglievano (come poi hanno fatto) Travon Walker sia per uno in cui avessero scelto Aidan Hutchinson ma avevano già pronte varie trade nel range delle scelte tra dieci e quindici circa e per un giocatore specifico, Jameson Williams come è stato reso chiaro dai pirotecnici festeggiamenti quando i Saints scelgono Chris Olave alla undici (13:52 e seguito).

(Tra parentesi, Olave potrà usare questo video come motivazione prima di giocare con i Lions. Non lo biasimerei).

Anche qui, dopo il primo momento di eccitazione, Brad Holmes vola al telefono e chiude la trattativa senza nessuna esitazione e senza alcuna tensione.

A tal proposito, si può dire che Holmes sta mostrando una capacità di "leggere" il draft davvero importante. Non solo ha azzeccato il range a cui avrebbe dovuto puntare per assicurarsi Williams ma ha anche portato a casa altri due giocatori che i Lions volevano in Paschal e Kerby Joseph senza farsi prendere la mano per un altro trade up quando si avvicinavano alla loro scelta ed erano sempre disponibili.

Perché sappiamo che erano interessati a loro? Bè, al netto del fatto che un prodotto organico alla squadra come questo non farà mai nulla per mettere in cattiva luce l’attuale dirigenza ma farà di tutti per sottolineare la loro bravura, Holmes e Campbell sono spesso mostrati con il famoso foglietto scritto (22:30, 31:50) alcuni giorni prima mentre si meravigliano entrambi di come la loro previsione sembri avverarsi. In più, ci sono le reazioni dei presenti.

Per esempio, quando i Colts fanno trade up davanti ai Lions con il palese obbiettivo di una safety e selezionano Nick Cross, il direttore del personale Lance Newmark non può fare a meno di mostrare la sua soddisfazione (33:25). (Tra parentesi, i Colts hanno evidentemente cercato di checchinare i Lions ma… le due squadre avevano bersagli diversi).

Altro aspetto che viene ripetuto continuamente è che i Lions cercano "football players"

You are a Football player. We love football players here, man (Dan Campbell, un sacco di volte)

giocatori che amano il gioco, che danno il massimo e che hanno mostrato quella mentalità, già al college. Un buon esempio è Jameson Williams di cui ci viene mostrato una parte del colloquio alla combine in cui gli viene chiesto, in relazione all’impegno da lui mostrato pure negli special team, risponde "No, non credo. Io sono così. Guardate anche il film di Ohio State".

Passiamo ad un ultimo punto generico: lo sforzo collaborativo sembra totale globale. Non solo tra Holmes e Campbell ma anche con gli altri pezzi grossi del front office. Per Newmark ho scritto sopra, mentre il momento in cui i Lions decidono di puntare su James Mitchell è significativo. Si parte da 38:30, prima Holmes chiede un parere a Ray Agnew che gli indica Mitchell come miglior prospetto nel quadro, poi a John Dorsey che Mitchell è praticamente l’unico altro TE buono del mazzo a quel punto (probabilmente un altro bersaglio era appena sparito) per poi procedere su quella direzione.

La collegialità delle decisioni è sempre stata uno dei cardini della nuova gestione ed il video la mette in mostra non solo in questi momenti ma anche nell’ampio spazio concesso a coach, dirigenti e scout che hanno la possibilità di parlare dei giocatori per i quali si erano spesi durante il processo di preparazione al draft.

Ed ora, signori e signore, è il momento dell’immancabile elenco puntato:

  • Oltre a Sheila Hamp, nella war room c’è stato posto anche per Martha Firestone Ford, sempre al pezzo.

  • Irresistibile Antwan Randle El che si precipita nella sala per informare, dopo la trade per Williams, che "per oggi non vi darò più fastidio" (18:30).

  • Gli spezzoni dalla combine sono forse la cosa più interessante, visto che mostrano come si costruiscono alcuni rapporti e aprono una finestra su una parte del processo che era sempre rimasta nell’ombra.

  • Bellissimi i video di reazione dei vari draftee. Il meglio resta quello di Kerby Joseph, secondo me.

  • Malcolm Rodriguez era ad un funerale al momento della chiamata (43.05). Giornata dolceamara per lui.

  • Da notare il coinvolgimento massiccio dello special team coordinator Dave Fipp nelle scelte più basse. Visto che la loro strada per il roster passa per gli special team, sembra una cosa saggia.

  • L’usuale lancio di oggetti da parte di un eccitatissimo Brad Holmes quando Jameson Williams risulta dosponibile è seguito da un esilarante "Avevo promesso di non farlo più, giusto?" (15:10)

  • Una nota malpensante: praticamente ci vengono fatte sentire tutte le varie telefonate di Sheila Hamp con i primi pick, tranne proprio quella con Jamo. Non sto dicendo che ci sia qualcosa sotto, ma non posso fare a meno di notare.

  • Malgrado la soddisfazione per Hutch, il caos che si crea quando i Saints scelgono Olave liberando Jameson Williams è davvero indescrivibile.

  • Stavolta viene dato molto più spazio alle prime scelte rispetto allo scorso anno e non c’è nulla sugli UDFA. Il clima diciamo, è diverso.

  • Più si vede questa dirigenza all’opera, più viene da sperare che sia la volta buona.

Se vi ho fato venire voglia di riguardare il video, anche meglio.


One thought on “Inside the Den 4: Il livello si alza

Rispondi