Conosci i tuoi Lions: Alex Karras

Oggi facciamo la conoscenza con qualcuno che potreste conoscere di già, anche se in altra veste.

Perché Alex Karras, oltre che giocatore di football di primissimo piano, è diventato dopo la conclusione della sua carriera sul gridiron un pro-wrestler, commentatore e presentatore televisivo nonché attore brillante di buon successo.

Partiamo da quello che ha fatto sul campo, proprio per iniziare: Karras ha giocato per tutta la carriera a Detroit, dal 1958 al 1970 fornendo ai Lions un perno insostituibile nella linea difensiva (che allora andava sotto il soprannome dei fearsome foursome, i terribili quattro) e un vero e proprio ironman che perse solo una partita per infortunio durante tutto questo tempo; durante la sua carriera Karras mise a segno 100 sack (ufficiosi, visto la NFL codardamente rifiuta di ampliare la statistica a prima del 1982, per quanto i dati siano ormai sicuri) con 4 intercetti.

A mostrare il suo livello sul terreno di gioco, ci sono 4 Pro bowl, 3 convocazioni come All-Pro e 5 cinque come Alternate All-Pro; in più, è stato nominato nel team NFL della decade per i fantastici anni ’60.

Nel 1963, Karras e Paul Hornhung furono sospesi dal commissioner Pete Rozelle per aver scommesso su partite che avrebbero disputato e dovette saltare la stagione.

Karras accettò la punizione senza grossi patemi, almeno apparenti, vista anche la sua personalità e passò l’anno come Pro Wrestler prima di tornare in campo ed aver la possibilità di rifiutare se indicare testa o croce al lancio della mometina prima dell’inizio di una gara perché "Mi spiace. Non mi è permesso scommettere".

Tuttavia, lo stigma della sospensione lo terrà lontano dalla Hall Of Fame fino al 2020 quando il nome di Karras entrò, giustamente, a Canton con la classe che festeggia il centenario della NFL.

Sul campo, Karras è sempre stato un professionista fantastico ed un vero leader nonché una macchina da sack con un’agilità ed un’intelligenza senza pari; un vero terrore per i QB, (un po’ come Suh, li detestava tutti compreso il proprio e li irrideva dicendo che "bevevano latte") ed un giocatore dalla fama di sporco ma decisamente tosto che incarnava alla perfezione lo stile e lo spirito dei Lions di quel periodo.

Fuori dal campo, Karras era una persona completamente diversa e non per scherzo: aveva imparato a divertirsi e a godersi la vita da Bobby Lane (altro nome che fate bene a segnarvi per il futuro) da cui aveva appreso anche la capacità di divertirsi la notte del sabato senza che questo influisse sulla sua prestazione della domenica (spesso arrivava in campo alticcio); in più aveva una personalità totalmente strabordante come dimostrato dall’aneddoto precedente e da altri mille: la sua descrizione della sua esperienza al draft (decimo assoluto) é questa:

I made a collect call to the Lions after they drafted me and they wouldt’n accept it.

Feci una chiamata a carico dei Lions dopo che mi avevano scelto al draft e loro non l’accettarono.

Dopo la sfortunata sconfitta ai playoff del 1970 per 5-0 contro i Cowboys (la partita di post season con il più basso punteggio della storia), Karras si infortunò ed i Lions lo tagliarono concludendo la sua esperienza come giocatore di football.

In breve tempo, Karras intraprese una carriera di attore che lo portò a lavorare con Mel Brooks in "Mezzogiorno e mezzo di fuoco" ("blazing Saddles")

per poi passare ad apparizioni al Saturday Night Live, pubblicità fino al ruolo del padre nella sitcom anni 80 "Webster", solo per citarne alcune.

Karras morirà nel 2012, dopo una lunga lotta contro la demenza dovuta ai suoi trascorsi sul campo. Il suo rimpianto come giocatore era quello di di non essere entrato nella HOF ma soprattutto la certezza che non sarebbe mai accaduto (vedi il Link) per la sua sospensione, come spesso diceva ai suoi familiari.

Ma la posizione della NFL sulle scommesse si è ammorbidita (decisamente) ed il tempo permette di vedere le cose con più equilibrio. Per fortuna, il merito e l’impatto di Karras sono stati alla fine riconosciuti.


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