
In questi giorni è uscito un podcast della serie the pivot, i cui ospiti sono ex-giocatori NFL centrato sui Lions ed in particolare su Jared Goff.
Sicuramente è una visione molto interessante ed aiuta a conoscere meglio il QB dei Lions (almeno per il 2021 e 2022) ed il ritratto che viene fuori è di una persona molto facile da apprezzare, con la risata facile e diverse priorità al posto giusto.
(Non cerco le citazioni perché non sono bravo con le clip, scusate e apprezzate le parafrasi.)
Goff parla per esempio dell’importanza del bilanciamento carriera/lavoro, spiegando che non puoi essere troppo ondivago per i risultati ottenuti quando hai una vita (famiglia, amore e quant’altro) così soddisfacente ma che ugualmente sente dentro quel fuoco, quel desiderio di dare il massimo per sé e per gli altri.
Fuoco che è stato stimolato dall’aver perso il Super Bowl. Dopo essere arrivato così vicino, tornarci è il desiderio maggiore che si possa avere. Arrivi lì pensando tutto per il tempo che non potresti avere un’altra possibilità, poi giochi. Ti matura e vuoi davvero tornare lì, il che è l’effetto positivo di essere preso a calci nel culo al Super Bowl (parole sue).
Riguardo il Super Bowl vinto da Los Angeles subito dopo la sua partenza, Goff non può far a meno di essere contento per gente come Andre Withworth che inseguiva questo risultato da anni e gli altri giocatori.
Poi si parla del rapporto con i social media e del fatto che non ha dubbi che chi lavora con lui sappia con chi ha a che fare davvero mentre non gli importa di chi è all’esterno; spiega che non può permettere di far coincidere la sua percezione di successo con il numero di partite vinte quanto con il dare il massimo per sé e per i suoi compagni.
In questo senso, Goff vorrebbe essere ricordato come un leader che ha dato il massimo sempre e che ha aiutato gli altri a migliorare, ad elevare il proprio gioco, il che probabilmente è il massimo che un QB possa chiedere a se stesso.
Si parla poi del rapporto di con Dan Campbell, con Ben Johnson e degli input sullo schema e della differenza tra il giocare a LA e a Detroit.
Tutto interessante e da sentire, in attesa della prima puntata di Hard Knocks (se ne parla nel podcast, ovvio) che uscirà ad ore.