Recap rapido 3/22: Blackout (Lions 24 – Vikings 28)

Da tifosi Lions non avremo in bacheca una vasta collezione di trofei ma per sconfitte rimediate all’ultimo momento nelle maniere più improbabili, su quello non ci batte nessuno.

Al novero possiamo aggiungere la partita di ieri, rovinata nel quarto periodo da un totale corto circuito del coaching staff, e in particolare di Dan Campbell, improvvisamente regredito al manuale del football per negati e incapace di stabilire quando essere aggressivi e quando no spesso invertendo i cavi come gli scienziati pazzi con risultati risibili (se non sei emotivamente coinvolto).

E dire che tutto era iniziato sotto i migliori auspici con l’attacco in palla e la difesa che sembrava reggere il colpo. Anche dopo che i Vikings avevano rimontato sul 14 pari, Jared Goff e soci hanno mostrato di saper fare il proprio lavoro mettendo insieme più di un drive decente, permettendo a Detroit di entrare nel quarto periodo sopra di 10 punti.

Poi il blackout totale.

Il Fumble perso da Dalvin Cook in ottima posizione di campo non viene concretizzato; dopo il terzo TD dei Vikings con cui Alexander Mattison taglia il vantaggio a tre punti, Jared Goff e compagnia viaggiano fino alle trenta avversarie.

Invece di provare un field goal tutto sommato fattibile, Campbell prova la conversione del quarto down che non arriva nemmeno vicina al marker.

I Vikings però non sembrano interessati a vincere e nemmeno a muovere la palla in assenza di bandierine ed il drive di risposta stalla per down sulle 47.

Alè, direte voi. Ci siamo.

Invece, i Lions si incaponiscono con delle corse centrali talmente prevedibili che ho controllato che non fosse tornato Jim Caldwell a chiamare i giochi. Nemmeno un holding che estende il drive serve a qualcosa, solo l’ultima corsa di Williams (gran partita la sua) mette a segno qualche iarda ma non chiude il down.

Con ancora un quarto e quattro da giocare, Campbell non si sa bene cosa pensi per non giocarselo stavolta ma per decidere di mandare in campo Austin Seibert per un calcio che sarebbe il suo record personale. Questo dopo che il medesimo aveva già cannato un più facile 48 iarde.

Il risultato è quello che tutti, tranne lo staff dei Lions, aveva previsto dal principio: palla lontano dai pali e posizione di campo fantastica per i Vikings per arrivare al calcio del pareggio. Peccato che non sia nemmeno necessario: bastano due coperture mancate a Kirk Cousins per servire a KJ Osborn la palla del 28 a 24.

Il drive di risposta dei Lions, con soli 45 secondi sul cronometro, serve solo a sporcare le statistiche di Jared Goff con un intercetto ma se i problemi fossero questi…

Ora, Dan Campbell si è reso immediatamente conto della <censura> che ha fatto e di aver danneggiato la sua squadra al punto da costare la prima vittoria esterna ai suoi ragazzi.

Non ha analizzato di preciso il processo ma ha spiegato di rimpiangere amaramente la decisione; personalmente penso che molto sia dovuto alla relativa novità della situazione per lui (gestire un vantaggio per tutto un quarto non è una cosa che è capitata spesso lo scorso anno) ma, in ogni caso, è imperdonabile un tale livello di impreparazione e di confusione in un momento così importante.

Certo, nessuno nasce imparato e pure Bill Belichick ha avuto un esonero all’attivo prima di diventare Bill Belichick e uno spettacolo del genere lo abbiamo subito a fasi alterne anche nelle ultime gestioni ma, proprio per questo, eviterei volentieri una reprise.

In aggiunta, una parte di me si chiede se lo spogliatoio dovrà affrontare una crisi di fiducia nei confronti del suo leader dopo questa debacle, visto che ha predicato attenzione al dettaglio, eliminazione degli errori e poi si trova dalla parte sbagliata della barricata al momento clou. Credo che l’autocritica immediata aiuti molto ma vedremo.

Per il resto, ci possiamo portare via diversi aspetti positivi: in primis, l’attacco resta estremamente performante e Jared Goff ha avuto un’altra giornata ottima, che non deve andare persa nel disastro finale. Al di là della linea statistica, già buona Goff appare rigenerato pieno di fiducia in se stesso e nella linea e nei suoi compagni in generale. Si prende dei rischi con la consapevolezza che, quando andrà male, il suo destino non sarà la crocefissione in sala mensa quanto un’altra occasione per tornare in corsa. Non dico da ora che possa essere il famoso QB del futuro ma si sta giocando al massimo le sue chance e nessuno dovrebbe poter chiedere di più.

Altra buone prestazione in attacco è stata quella di Jamaal Williams. A parte la quarta pelvica, cosa davvero di cattivo gusto e giustamente penalizzata. Tre pelviche vanno bene ma la quarta… quando mai!

In generale, dalla parte offensiva le cose viaggiano e si può pensare che la squadra possa restare in linea di galleggiamento grazie a Goff e soci più sì che no.

Molto più preoccupante la situazione in difesa. Al di là dell’infortunio di Walker con relative ingiurie verso il destino cinico e baro e della semplice conta degli stop, molte cose sono da registrare.

L’attacco dei Vikings non era propriamente in stato di grazia, con Cousins molto impreciso ed un generale stato di inquietudine eppure i Lions non sono riusciti per due volte a difendere un vantaggio a due cifre.

La difesa contro le corse è stata porosa ed il povero Amani O. è stato decisamente sovrastato da Adam Thielen, beccandosi una generosa quantità di bandierine. Tutte giustificate purtroppo.

Impalpabile il pass rush, con Hucthinson e Harris contenuti più si che no.

I breakdown difensivi finali sono stati tipici di problemi di comunicazione ed è preoccupante che siano capitati ad un titolare con una certa esperienza come Mike Huges e non ad un novellino come Bobby Price nel 2021. Jerry Jacobs non può tornare troppo presto.

Le note liete sono Jeff Okudah (anche ieri ottimo contro Justin Jefferson seppure spesso con l’aiuto di una safety in raddoppio) e DeShon Eliott, molto efficace in supporto.

Per gli special, Austin Seibert: la giornataccia è stata pessima per i kicker ma proprio per questo era importante vedere se sarebbe stato all’altezza del calcio della vita. Test non superato purtroppo e 2/4 non è una statistica confortante per la sua sicurezza lavorativa.

Concludendo: i Vikings hanno fatto il possibile per regalarci la partita tra field goal sbagliati, posizioni di campo concesse, fumble e altri disastri.

Spesso MCDC ha ricordato ai suoi quanto sia difficile vincere in NFL e proprio, per questo, tutti ma per primo lui devono imparare a capitalizzare su queste occasioni quando si presentano.

Altrimenti non ci sarà carisma che tenga e dei frutti di questo rebuild beneficerà qualcun altro. Ma ricordate che questi sono discorsi prematuri del lunedì sera. Il focus deve essere saldamente sulla prossima partita.

Come sempre, box score e Highlight per i forti di cuore e stomaco.


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