Bye 2022: Quanto siamo indietro?

Jared Goff e Dan Campbell

Siamo nella settimana del bye e, quindi, spettatori più o meno interessati delle altrui vicende mentre ad Allen Park fervono i lavori per una nuova (ennesima?) ripartenza, dopo un 1-4 che ha gelato gli entusiasmi estivi specie dopo che Bill Belichick ci ha messo sopra il carico da undici, randellando Dan Campbell e compagnia per 29 a zero.

Sicuramente, nello spogliatoio masticano amaro e probabilmente stanno cercando di mettere insieme i pezzi per cambiare marcia, come lo scorso anno, uscendo dal bye come gioco e come risultati.

Onestamente, ho approfittato di questi giorni per schiarirmi un attimo la testa e chiedermi cosa mi stessi aspettando e perché fossi così di umore cupo a fine partita di domenica scora e oltre.

Del resto, ho passato tutta l’estate a fare il pompiere sui facili entusiasmi di coloro che agitano previsioni rosee e creano entusiasmi prefabbricati con il solo scopo di incassare il click due volte, prima con l’hot take della settimana (o del mese o dell’anno) e poi speculando sulla delusione per un evento impossibile che era dato per probabile e non si è verificato.

Certo, molto è stato anche l’hype che ci aveva messo addosso (scusate il plurale) Hard Knocks, suggerendo un ambiente sano, competitivo e facendo volare alti i nostri cuori.

Ahinoi, è facile dimenticare come la televisione sia uno specchio deformante e la distanza tra reality e realtà sia vasta da guadare.

Le prime prestazioni sul filo ci hanno fatto dimenticare che sapevamo già che l’attacco poteva essere terribilmente buono e la difesa semplicemente terribile.

In più c’è stata un sfilza di infortuni prima e dopo l’inizio della stagione che hanno colpito duramente alcune parti importanti di un team che, a metà di un rebuild, non è ancora così profondo da poter sopperire in corsa a tanti cambiamenti senza perdere in competitività.

Quindi perché siamo così irritati?

Fondamentalmente perché siamo consapevoli che, se DC non avesse avuto un brutto caso di rincoglionimento alla fine della partita con i Vikings, se la difesa non avesse avuto la peggiore prestazione delle ultime stagioni contro i Seahawks, se l’attacco non fosse imploso su se stesso per le magie di Bill Belichick la scorsa settimana quando la difesa , se… se… se… staremo qui a raccontarci tutti una storia diversa.

Invece, le cose sono andate nella peggiore delle combinazioni possibili e i ricordi delle varie dichiarazioni estive hanno solo gettato sale sulle ferite. Ed ora il calendario peggiora molto, il che diminuisce ulteriormente la possibilità di avere una stagione decente e ci consente solo di ambire (di nuovo) ad una (ennesima) scelta alta al prossimo draft (o magari due, se i Rams continuano a stentare).

Giusto?

Forse, onestamente.

Forse siamo un po’ troppo pessimisti.

Malgrado i problemi, questa squadra ha mostrato di poter tenere il passo anche con l’unica squadra ancora imbattuta della NFL e con la division leader della NFC North. Resta lo sconforto delle occasioni buttate ma, come devono migliorare i giocatori devono farlo gli allenatori, forse anche di più.

E migliorare quando hai un roster ancora giovane ed in via di definizione vuol dire anche non essere attaccati alle proprie convinzioni e preferenze, cercando di privilegiare quello che funziona ad essere brutali. Vuoi essere aggressivo? Ok, ma se esageri devi essere tu, head coach, il primo a rendersene conto e a (cercare di) trovare un giusto mezzo tra il finale dei Vikings e ed il finale di primo tempo con i Patriots.

Questo vale doppio per la difesa che ha ancora talmente tanti buchi (e ne abbiamo parlato ad nauseam in off season) che Aaron Glenn dovrebbe sostituire la sua preferenza di Aaron Glenn per una difesa ad uomo che blitzi in favore di una difesa abborracciata che però non faccia ridere i polli, anche se questo vuol dire aiuti e zona e un approccio più bend, don’t break . Il prossimo anno, sperabilmente, un’altra infornata di talento in difesa dovrebbe aiutare.

(Momento di pausa/rant: Al che, se vi propongono un tema di dibattito del tipo "I Lions avrebbero dovuto scegliere un giocatore difensivo o due rispetto a Jameson Williams" vi invito cordialmente a diffidare del solito articolo fatto per portare un po’ di pubblicità in cassa quando ancora non abbiamo visto Jamo giocare un singolo down come ampiamente annunciato questa estate. Poi se volete approfondiamo ma se volete criticare Holmes il materiale non manca dalla gestione dilettantesca di una posizione chiave come il place kicker ai casini combinati sui QB di riserva, sul poco interesse per la secondaria con uno schema che mette l’accento sui playmaker là dietro).

Ma se i miglioramenti arrivano e, forse soprattutto, se tutte le componenti girano in maniera decente e senza catastrofi (tipo il primo tempo contro i Commanders), con 12 partite ancora da affrontare c’è ancora lo spazio per un incremento notevole nei risultati rispetto al 2021.

Certo, magari non i playoff ma quelli erano sempre stati (e restano) un sogno di quelli in cui speri ma su cui non puoi fare conto.

L’importante anche quest’anno sarà vedere ancora una volta il turnaround dopo il bye, subito contro i Cowboys la prossima settimana.

C’è il tempo per preparare la partita, ci saranno rientri e deve esserci la voglia.

Se questo team va verso giorni migliori, la strada va imboccata con decisione ma solo dopo esserci accertati che sia quella giusta.

Contiamo su DC e soci perché questo avvenga.


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