Considerazioni post-Bears: la strada prosegue.

Su Justin Fields/Tutti insiem! (sull'aria degli spazzacamini di Mary Poppins).

Rapidamente, chiudiamo la decima giornata perché sennò finisce che iniziamo a credere davvero di essere in corsa per i playoff (inserite: mora.playoffs_question_mark.gif).

Che differenza possono fare due partite di division vinte al cardiopalmo, danno l’idea che il viaggio che stiamo facendo oltre che interessante possa anche essere fruttuoso e che il percorso stia andando a parare da qualche parte sia tra sobbalzi e battute d’arresto.

Ma iniziamo con quello che dovrebbe diventare un nuovo appuntamento settimanale, come un barometro ma per Jared Goff.

Il Goffometro segna: Deciso rialzo

Arrivato dopo una prestazione incolore ma vincente il buon Jared si prende le sue soddisfazioni. Sarà pure mobile come un gatto di marmo [cit. da Donato] ma è efficiente dietro una linea offensiva davvero ispirata e sparge la palla con competenza malgrado i limiti del suo comparto ricevitori (vedi sotto).

È pure fortunato quando l’intercetto in redzone viene cancellato da una delle mille (inserite: ingegner_cane.gif) penalità contro i Bears. Ed essere fortunati non guasta mai, almeno se diamo retta a Napoleone.

Ma la cosa che spinge più su del solito la sua quotazione è la reazione all’essere spintonato (?) fuori dal campo. La sua, quando manda agevolmente a meretrici mezza difesa Bears e quella della linea d’attacco che lo vede evidentemente come un leader da proteggere, anche se magari noi non ce ne accorgiamo dagli spalti.

Fired up Jared Goff è piacevole vedere, però.

Dare il massimo al momento giusto.

Lo ha detto pure HCDC nei festeggiamenti che ci sono un sacco di cose da sistemare, di errori da correggere e cose da capire.

(Per esempio, come mai all’inizio della ripresa la squadra viene regolarmente sostituita da Ryan Goslin nel ruolo di Jared Goff ed un gruppo di comparse per poi tornare in campo dopo quindici minuti? Ma temo che nemmeno la signora in giallo potrebbe risolvere il mistero. Confidiamo in Dan Campbell).

Tuttavia, sia domenica scorsa che questa domenica la squadra sta subendo per larghi tratti solo per venire fuori improvvisamente "clutch", come dicono di là, nel momento in cui c’è più necessità.

La scorsa settimana parlavamo degli stop in redzone, stavolta sugli scudi c’è il pick six di Okudah che cambiato l’inerzia della partita e gli stop del quarto periodo, in particolare nell’ultimo stand contro Fields e compagnia.

Questa capacità non finirà nelle next gen stats ma spesso si ritrova nella colonna delle vittorie. Con squadre così giovani, vale pure doppio.

Problemi di sviluppo

Li abbiamo visti anche ieri, specie in difesa.

E sicuramente ci sarà da assistere ad altri mille errori di crescita (ieri disastroso Kerby Joseph sul secondo TD di Kmet, per esempio) ma vi invito fino ad ora, smaltita l’arrabbiatura immediata, a considerare sempre la traiettoria.

Come detto sopra, vi sono mille problemi anche e forse soprattutto di personale.

Buggs e Kominsky stanno giocando tantissimo e già questo è un segnale della debolezza del roster.

Gli infortuni vogliono dire che la chimica di alcuni reparti va reinventata in corsa il che acuisce i problemi di comunicazione (vedasi l’assenza di DeShon Elliott domenica).

Però, onore al merito, ha anche riapertura la partita proprio quando serviva di più e forzando gli stop fondamentali.

Non ottimo ma si cresce.

I tre piccoli

Chi segue il basket avrà ben presente il concetto di "quintetto piccolo", in cui una squadra rinuncia ai lunghi per aumentare velocità e capacità al tiro o per altri vantaggi pratici.

(Che poi questi "piccoli" sono più che in grado di mangiare la pappa in capo al sottoscritto ma divago.)

Vista la penuria di ricevitori causa infortuni i Lions si stanno trovando a giocare con una versione NFL del medesimo, schierando tre ricevitori sotto gli 1,85 (ARSB, 1,78 l’affidabile Kennedy, 173 "er" Kalif Raymond).

Con quelli che in condizioni normali sarebbero visti come tre candidati per lo slot, Ben Johnson sta imbastendo (e Jared "parafulmine" Goff sta dirigendo sul campo) un attacco funzionale nella NFL odierna.

Non è affatto scontato.

Dategli pure tutte le attenuanti del caso e pure le generiche ma non è per nulla automatico.

Sono davvero curioso di vedere come potrebbe inserirsi Jameson Williams in questo attacco. Speriamo di scoprirlo presto.

considerazioni rapide.

  • Ottime notizie sul fronte disciplinare, con solo due penalità per 15 iarde. Confrontato la disastro Bears, anche stupefacente.

  • Sempre su questo fronte, stupefacente vedere diverse chiamate borderline andare nella direzione dei Lions. Consideratelo un caso eccezionale e non parliamone più.

  • Spero che il front office faccia la cosa giusta e rinnovi Jamaal Williams. La cosa giusta in campo e fuori.

  • Se volete iniziare a preoccuparvi per DeAndre Swift, fate pure ma secondo me è ancora prematuro.

  • Jarrad Davis in campo non avrà spaccato il mondo ma si è reso utile quanti possibile per i termini di impiego.

  • I problemi di gestione del cronometro di Dan Campbell alla fine del primo tempo sono stati evidenti. Ma non ne fanno un allenatore scarso. Molto sensate un sacco di decisioni, a partire dal non giocare il primo quarto tentativo fino al giocare il secondo quarto tentativo (questo indipendentemente dai risultati). Approvato anche la decisione di non forzare fake punt in giro.

  • Justin Fields sarà un problema per i prossimi anni, SE continuerà ad evolvere come passatore. 175 iarde e 60% di completi non sono un gran viatico per affrontare le squadre più toste della NFL. Invece temo che quanto visto in questo serie di partite sia, più o meno, il suo massimo (anche se potrei sbagliarmi).

Prossima fermata: la grande mela.


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