Considerazioni 15/22: Vittoria di squadra nella grande Mela. (Lions 20-Jets 17)

Decisamente non è stata una partita spettacolare. Oserei dire che non è stata nemmeno una bella partita.

Spesso succede quando la pista in palio per entrambi i contendenti è alta e le squadre non sono poi così abituate a lottare per qualcosa di tangibile a questo punto dell’anno.

Anzi, diciamo che non ci sono abituate per nulla vista la recente storia di Jets e Lions e pure la gioventù di entrambi i roster pensati in estate più con un occhio al futuro che ad un’eventuale corsa ai playoff.

Tutti fattori che, combinati, fanno sì che una partita possa essere vibrante, tesa, emozionante ma raramente bella.

E infatti, complici pure le condizioni atmosferiche, la partita si è trasformata in una sequenza di punt e drive più o meno abortito.

È estremamente notevole che in una situazione in cui il punto di forza dei Lions, l’attacco ad orologeria orchestrato da Ben Johnson, è stato tenuto in scacco per 58 minuti, le altri componenti della squadra abbiano tenuto in piedi la baracca.

Prima il punt return del Kalif Raymond, propiziato da uno stand difensivo che aveva murato i Jets sulle proprie 2.

Poi l’intercetto di Jerry Jacobs ai danni di Zach Wilson che ha consentito di mettere tre punti sul tabellone.

Certo, ci sono tante cose da sistemare: in primis, le penalità.

Qualcuna è stata decisamente discutibile, altre, specie in difesa, più che giustificate.

Anche la secondaria avrà bisogno di una bella registrata (e di investimenti questa off season) ma è il caso di apprezzare quanto un buon pass rush ed una difesa ermetica sulle corse possano rendere meno problematica la gestione di una partita.

Altra cosa che rende più semplice gestire le situazioni è la calma, mostrata anche in un attacco dove si preferisce evitare di fare errori marchiati e fidarsi degli altri reparti che provare a fare gli eroi e regalare palla agli avversari.

In ogni caso, una seconda vittoria in ambiente ostile, come clima, mettendo in campo tante caratteristiche inusuali per questa franchigia (calma, pazienza e mentalità davvero operaia) è molto importante per l’ottica del progetto tutto ma anche per le prospettive dell’anno in corso.

L’ennesima magia schematica di Johnson, eseguita alla perfezione da Goff su un quarto e uno da dar tremare i polsi ci consegna una delle vittorie più improbabili e mantiene la squadra in rotta per uno dei comeback stagionali più incredibili degli ultimi anni.

Tra parentesi, Brockolone Wright aveva appena cannato una ricezione per un potenziale primo down e di più nello stesso drive.

Esitazioni da parte di Goff a servirlo? Zero.

Appropriato che sotto le luci della grande Mela l’avventura continui.

il Goffometro segna: Affidabile

Una delle critiche che più spesso ho sentito rivolgere a Goff durante la permanenza in California era che il suo essere incostante. O faceva una gran partita o lanciava fior di intercetti.

Questa è stata realmente una prestazione che va contro questa narrativa. Al netto di un passaggio intercettabile, il buon Jared ha preso quello che la difesa avversaria gli ha concesso (poco, in verità), preferendo lanciare la palla fuori campo che giocare Hero Ball contro una secondaria di quel livello.

In questo modo, non solo ha portato a sei le partite senza turnover da parte sua (unico nella NFL) ma ha evitato di regalare punti facili agli avversari che, in una gara così tirata, avrebbero potuto spostare facilmente l’inerzia della partita.

Malgrado il freno a mano tirato e la generale sensazione di una giornata no per l’attacco, Goff ha lanciato 252 iarde contro i Jets, seconda prestazione stagionale contro una difesa così tignosa.

C’è ancora la questione della chimica con Jameson Williams ma arriverà.

la difesa contro le corse serve.

Lo so, ogni anno la stampa specializzata celebra la morte del gioco di corsa e della sua controparte, la run Defense.

E ogni anno, la notizia della loro dipartita risulta esagerata.

Nella seconda parte di stagione, la capacità dei Lions di controllare la linea di scrimmage, è risultata fondamentale per costringere l’attacco avversario in situazioni di terzo e lungo da cui far scattare il pass rush.

Viceversa, l’attacco Dan Johnson (© Nick Baumgardner) funziona meglio quando arrivi ad terzo e ragionevole (quarto se necessario) e puoi tenere l’avversario nel dubbio su cosa farai per convertire.

(Anche qui il TD di Wright è un ottimo esempio: play action e TE che scivola dietro la linea dopo aver fintato il blocco.)

Quando devi convertire in continuazione tre e lungo, come ieri, il ritmo si perde e l’attacco stalla.

Per la difesa Lions, la linea tutta e non solo Hutchinson stanno trovando un’ottima coesione contro le corse, limitando ieri i Jets a 50 iarde nette.

E questo grazie al contributo di tutta la squadra, LB in testa.

spunti rapidi

  • primo ritorno di TD in carriera per Kalif Raymond, proprio contro la squadra che lo tagliò per un classico Muffed punt. Bel momento per lui che in questi due anni si è davvero battuto (e sbattuto) per sopperire agli infortuni del reparto dando sempre il 100%. Game ball meritata.

  • James Houston continua ad essere un problema per gli attacchi altrui. Quarto sack in altrettante partite, con record NFL eguagliato.

Una classe che si preannuncia importante, quella del 2022.

  • Mark Badgley è affidabile ma farlo calciare all’aperto, al Met Life, dalle 54 è parsa una crudeltà. Che poteva costare la partita.

  • Se Campbell avesse gestito i timeout finali come ha fatto Saleh tutta la stampa e parecchi tifosi vorrebbero il suo scalpo.

  • Ricevitore top per i Lions:ARSB. 7 ricezioni su 10 per 76 iarde. Non mle visti gli avversari.

  • rivedibili alcune chiamate in redzone. Anche arbitrali.

  • Edit: Mi stavo dimenticando il ritorno di Romeo. Er Mejo del Colosseo Okwara ci regala due sack per celebrare il suo ritorno in azione.

  • Box Score

  • Highlights

  • Spogliatoio post partita

  • Slowlights.

Bella abitudine, eh?


Rispondi