Considerazioni 16/22: Botte di Natale (Lions 23-Panthers 34)

Che non sarebbe stata una partita facile lo avevo anticipato e questo malgrado gli ubriachi profeti di Kook-aid blu che si trovano spesso su internet. Malgrado le sei vinte su sette degli ultimi due mesi e la debolezza della NFC South, i Panthers non erano affatto allo sbando ed i Lions non si erano trasformati improvvisamente una contender per questo Febbraio.

Certo, nemmeno io mi potevo aspettare una regressione così marcata.

Invece, complice un coaching staff che ha fatto un lavoro superbo, Carolina era incredibilmente preparata ad affrontare non solo le tendenze mostrate dai Lions su entrambi i lati della palla ma anche gli eventuali correttivi che sarebbero stati implementati.

Dopo alcune buone prestazioni contro le corse, anche (soprattutto?) per delle condizioni ambientali pessime, i Lions sono stati surclassati dagli avversari dal punto di vista fisico, concedendo 320 iarde su terra agli avversari e permettendo alla squadra di Steve Wilks di stabilire il nuovo record di franchigia al riguardo.

Si poteva sperare che il primo, orrendo, drive fosse un’aberrazione con le sue sei corse per coprire 75 iarde e relativi touchdown ma invece è stato solo l’araldo del disastro con tutta la difesa che sembrava essersi dimenticata di come si effettua un tackle.

Pessima serata per tutti con Okudah che viene panchinato per Mike Huges perché dopo aver fatto da LB aggiunto per queste settimane contro il gioco di corsa veniva costantemente grigliato sia su quel fronte che in copertura.

In attacco, totale sparizione del gioco di corse (troppo macchinoso per essere efficace? Hank Fraley sta esagerando? ) con Jared Goff come lead rusher per 14 iarde totali, una cosa che non si vedeva dalla disfatta con i Vikings nel 2015.

Va bene che finire sotto di 21 a 7 nel primo tempo non è una ricetta ideale per un attacco bilanciato ma anche quando ci sarebbe stata la possibilità non ha girato un tubo con la tanto incensata linea d’attcco dei Lions bullizzata a piacimento dal front seven avversario.

(E questo senza considerare lo snap botchato brutalmente dal fresco Pro Bowler Frank Ragnow. Son cose che succedono ma che preferimmo non vedere. Frankone per primo).

Avevo cercato di mettere in evidenza le similitudini tra le due squadre mentre scrivevo la preview ma, a posteriore, le Panthers hanno totalmente rubato ai Lions l’identità di squadra fisica ed intensa, colpendoli violentemente in faccia dal fischio di di inizio e continuando a farlo senza dargli la possibilità di uscire dall’angolo fino al fischio finale.

Un brutto campanello di allarme per Dan Campbell ed i suoi uomini che devono ritrovare questa identità urgentemente perché, altrimenti, questo finale di stagione potrebbe trasformarsi da un trionfo miracoloso ad una trita rimasticatura dei soliti luoghi comuni sui Lions che non sanno concludere.

Sicuramente sbagliato, forse ingeneroso ma, in un momento in cui si ragiona solo per superlativi, il passaggio social dall’Osanna al crucifige è troppo breve. Anche sotto le feste.

Il Goffometro segna: lieve calo

Questo crollo non è certo tutta colpa del buon Jared Goff che ha messo a segno un paio di bombe importanti, refertato l’ennesima (a questo punto) prestazione da oltre le 300 iarde e puretre TD.

Ma pesa la sparizione dell’attacco con quattro tre e fuori consecutivi a cavallo tra il primo ed il secondo tempo, quando muovere un po’ la palla per permettere alla difesa di riordinare le idee avrebbe fatto davvero comodo.

Ovviamente, anche poter muovere la palla su terra avrebbe fatto comodo.

Ovviamente, servirebbe che il tuo centro non se ne uscisse con uno snap così terribile.

Ovviamente, non una prestazione terribile, anzi volenterosa.

Da apprezzare il fatto che fin dai primi segnali di implosione, J.G. si sia sbracciato e abbia cercato di spronare i compagni di reparto, nonché velocizzare le operazioni.

Ma tutto considerato, quando la partita chiama il tuo QB dovrebbe rispondere, non sparire fino a che non è troppo tardi.

un brutto fine settimana

Come saprete, i risultati della settimana non hanno favorito per nulla i Lions.

I Packers hanno vinto con i Dolphins mantenendo vive le loro ambizioni per la post season.

Restano alcune speranze per arrivare ai playoff ma sono molto ridotte a questo punto e potrebbero richiedere uno showdown al Lambeau Field abbastanza spaventevole per noi tifosi, troppo traumatizzati in questi anni.

I Rams hanno malmenato i Broncos spostando verso l’ottava posizione la pick che i Lions otterranno questo Aprile.

Ricordate solo che, vada come vada in queste due settimane, l’annata è già positiva e abbiamo visto progressi tangibili sotto vari pronti.

Ora, sotto con i Bears.

varie

  • Shane Zylstra mette a referto i tre TD dei Lions ed è uno dei pochi con qualcosa da festeggiare.

  • Prima partita con bottino sopra le 100 iarde per DJ Chark, ARSB batte il record di Calvin Johnson come ricevitore più veloce a raggiungere le 1000 iarde per la franchigia.

  • In compenso, un solo bersaglio per Jameson Williams che, per di più, mette like ad un tweet invoca più palloni per lui. Capisco il sentimento, specie sabato scorso, ma i segnali di ebollizione da un giocatore che è stato scelto dodicesimo dopo trade up sono un filo inquietanti.

  • Si interrompe la striscia di partite con almeno un turnover a favore dei Lions. Poco sorprendente la mancanza di sack visto che l’attacco di corsa di Carolina ha fatto il bello ed il cattivo tempo.

  • Pessimo esordio da titolare per Ifeatu Melifonwu letteralmente a spasso durante il primo TD dei Panthers e tragicamente lento in altre circostanze. Non molto promettente per un terzo giro.

  • per quel che vale, solidi gli special team. La truppa di Dave Fipp era l’unico reparto preparato, a quel che si è visto.

  • una impreparazione così notevole è un brutto riflesso sui coach, a partire da DC che si è assunto subito la responsabilità ma questo vale anche per gli altri position coach e coordinatori. Vedremo quale reazione ci sarà la prossima settimana.

  • box score


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