
Siamo quindi giunti alla vigilia del Super Bowl LVII, che si svolgerà domani notte a Glendale, Arizona (praticamente, Phoenix) e vedrà in campo le Philadelphia Eagles contro i Kansas City Chiefs.
Per eventuali neofiti della NFL capitati qui per caso, vi consiglio di leggere l’ottimo primer che trovate su qui e che Huddle Magazine ha messo a disposizione di chi è interessato ma non ha assolutamente esperienza di football americano.
Giusto per chi fosse interessato solo agli orari della diretta televisiva, ricordo che si parte alle 00.30 teoriche, visto che tra inno nazionale con sorvolo, lancio della monetina con ex-presidente, varie ed eventuali ci vuole sempre quel quarto d’ora in più. DAZN avrà la diretta con commento in italiano, in contemporanea trasmissione in chiaro su Rai Due. Chi è allergico al commento in italiano, può ripiegare sul GamePass (sperando di avere quest’opportunità anche in futuro).
Reiterando il mio totale disinteresse per l’halftime show che andrebbe abolito ieri, parliamo un attimo della partita, visto che si preannuncia un Super Bowl interessante con un sacco di chiavi di lettura.
Si parte da quella generazionale con il completamento del cambio della guardia a QB, con i quarter back "storici" ormai tutti ritirati e la lega saldamente nelle mani di giocatori giovani o giovanissimi (Mahomes ci sembra un vecchio amico ma ha solo 27 anni); c’è quella razziale con la prima volta di due QB di colore sul palcoscenico più importante d’america.
C’è la differenza d’età gigantesca tra i due capo allenatori con Andy Reid (65 anni) per i Chiefs e Nick Sirianni (42), con lo scarto più grande mai registrato.
Ci sono storie personali e quant’altro che troverete in giro.
Io essendo me, vi propongo l’angolo della costruzione della squadra visto che Eagles e Chiefs hanno costruito due roster vincenti in maniera molto diversa.
I Chiefs hanno costruito intorno al marziano Mahomes con la convinzione che, con lui al centro e Reid al timone, non fossero necessari investimenti pesanti sugli skill Player offensivi: non hanno esitato a spedire Tyrek Hill e le sue sparate a Miami e firmare un paio di giocatori buoni ma non eccelsi (Juju Smith-Schuster, Marquez Valdez-Scalding. Deve esserci qualcosa nel trattino che piace a Brett Veach).
I risultati parlano da soli e Mahomes è stato ancora oltre il top nella sua posizione.
In tutto questo la difesa di Steve Spagnuolo si limita a giocare il secondo violino di classe o il bassista carismatico o l’Hayato Jin (link per i giovini) che dir si voglia. Gira bene e piazza la zampata quando serve.
(Tra parentesi, il buon Spagns ha già vinto tre Super Bowl, con due franchigie diverse. Sicuramente, meriterebbe più credito.)
Le Eagles sono costruite in maniera decisamente diversa: sfruttando il contratto molto, molto favorevole di Jalen Hurts si sono riempiti di talento in tutti i settori con Howie Roseman che non si è fatto scrupolo di comprare e vendere giocatori per restare sulla cresta dell’onda.
Del resto, è noto che il telefono delle Eagles non si ferma mai e che non lascia mai niente di intentato.
Ha portato AJ Brown a Philly via trade ed ha aiutato decisamente a sbloccare tutto il potenziale di Jalen Hurts, oltre a fornire un fenomenale uno-due con Devonta Smith (giocatore su cui avevo dubbi. Non fidatevi di me per il draft, eh).
Han rafforzato la difesa contro le corse a metà annata aggiungendo Ndamukong Suh che era in attesa dell’opportunità giusta sul divano.
In pratica, ha costruito un roster potente attorno ad un QB versatile ed un allenatore giovane ed innovativo (vedasi l’incredibile successo dello sneak Eagles-style($$), mossa che spero sia resa illegale rapidamente visto che una percentuale di successo del 100% vuol dire che è un bug).
Non date retta a chi dice le Eagles hanno avuto la strada spianata, stiamo parlando di due squadre eccellenti. Del resto, era noto che la AFC era più competitiva della NFC e Philadelphia non poteva fare di più che battere gli avversari che si è trovata di fronte, nei playoff e durante la stagione regolare ma, tuttavia, le Eagles sono sembrate la squadra più competitiva della conference per lunghi tratti della stagione.
I Chiefs sono alla quinta finale di conference consecutiva, con tre apparizioni al Super Bowl in quattro anni. Non credo servano ulteriori conferme sulla potenza della squadra del Missouri.
In ogni caso, questo Super Bowl ci dovrebbe ricordare una semplice verità che si applica alla NFL ma non solo: non esiste un solo modo per vincere.
Si può costruire una squadra all in investendo pesantemente in free agency o affidarsi ad un talento trascendente oppure puntare su un roster forte attorno ad un QB con contratto da rookie.
Oppure una difesa dominante, supportata da un attacco incentrato sulle corse ed il timing.
Oppure limitarsi a subissare gli avversari con caterve di punti. Blitzare a nastro o puntare su un front seven dominante. O sulla secondaria.
Ci sono molte strade che ti possono portare al traguardo, se percorse bene.
Pronostico.
Da bravo esponente della scuola "il Football americano è lo sport collettivo più collettivo di tutti" non posso che dare la preferenza alle Eagles.
Migliore OL in assoluto ed in rapporto all DL avversaria, più armi per il QB ed un gioco di corsa più vario.
Non prevedo certo un blowout ma una partita equilibrata che sarà decisa da poche azioni fondamentali o anche da poche chiamate arbitrali "pesanti".
(Da un certo punto di vista, speriamo che gli arbitri facciano un bel casino grosso nel momento più importante di tutti. Sarebbe un ottimo modo per sbloccare una situazione che si sta incancrenendo).
Chiefs 24 – Eagles 28