
Mentre le luci si spengono sulla combine, la settimana è stata anche l’occasione per i membri dello staff per fare rete non solo tra loro, scambiandosi pareri e conoscenze, ma anche con i giornalisti ed i media, offrendo motivazioni sul perché delle loro scelte professionali e della loro filosofia.
Per i Lions, uno dei coach più osservati è stato sicuramente Ben Johnson. Il coordinatore offensivo ha avuto una imprevista (ma benvenuta) crescita nel suo nuovo ruolo e si è imposto all’attenzione della NFL, avendo la possibilità di competere per tre posti come HC prima di decidere di restare a Detroit nella stessa veste dello scorso anno.
Johnson ha avuto l’occasione di approfondire con diversi giornalisti del dungeon of doom, per dirla con nonno Jim, e di spiegare cosa lo abbia spinto a questa scelta un po’ (decisamente) controcorrente.
In due parole, BJ, non sta dando per scontato di avere la stessa opportunità in futuro (chiedere a Jim Bob Cooter e a Teryl Austin quanto sia passeggero l’interesse delle franchigie NFL) ma, anche dopo aver discusso con sua moglie, ha deciso di restare a Detroit dove si trova benissimo e fa parte di uno staff che apprezza in modo da provare a vincere a Detroit.
> I love Dan Campbell, I’ve known him for a long time. I believe in the direction of this organization. And so that truly was the biggest drawing point for me to come back, was what we have here, what we’re building here, is something I want to be a part of. I’ve been a part of a number of losing seasons in my 11 years in the NFL
(Questa è la prima stagione in 10 anni che Johnson chiude l’anno con un record positivo, per dare un’idea di quanto sia difficile vincere in NFL).
Johnson ha avuto un po’ di amaro in bocca per la conclusione dello scorso anno con i playoff mancati per un soffio (ricordate: non importa quanto ci teniate: giocatori, coach e dirigenti ci tengono più di voi. NDR) e vuole sfondare quella porta ed avere il suo biglietto per il ballo. Contiamo su di lui.
Un nuovo arrivo che la stampa locale ha avuto modo di conoscere in questi giorni è l’ex-Colts Scottie Montgomery che ha preso il posto come RB coach/assistente HC. Montgomery ha avuto un sacco di esperienze ad un sacco di livelli: è stato OC e HC all’università, assistente HC, WR coach e RB sia nelle High School che al colllege che nei professionisti.
Una versatilità molto importante per lo staff dei Lions che potrebbe metterlo in lizza per essere, eventualmente, il successore proprio di Ben Johnson.
Montgomery ha avuto modo di parlare con la stampa, dettagliando la forza attrattiva di Detroit e della sua area industriale per le famiglie del sud degli Stati Uniti.
> Growing up in the south, especially when you grew up in the working south as an African American, you made it when you made it to Detroit. Because all the images that we had from Detroit were families — and not making this about minority or non-minority, but African-American families that were together, that were led by a mother and a father, and everybody was dressed so nice. The hats that my family members used to come back with when they would visit Detroit, everybody was dressed to a T, everybody was hard-working. The education was phenomenal. So it’s motivating to go somewhere with a history like that.
Uno sguardo molto interessante, anche visto la percezione di Detroit al di fuori degli States.
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Passando ai giocatori, il TE Sam La Porta ha spiegato un po’ come si è svolto il suo meeting con i Lions. Prima che qualcuno urli per il terrore di un altro TE in top ten, La Porta è molto probabilmente destinato ai giri medio bassi e potrebbe avere il profilo atletico adatto a quello che i Lions cercano. Segniamo a futura memoria.
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Anche per i WR non ci sono molte possibilità di vedere scelte alte anche quest’anno ma aggiunte nel parte bassa del draft sono sempre possibili. Nello spirito del punto precedente, vi segnalo Atoine Gree (UNC) che si è incontrato con la squadra e che dovrebbe essere scelto tra il sesto e settimo giro. Specie se i Lions non riusciranno a trovare un accordo con DJ Chark, un ricevitore in grado di allungare il campo verticalmente che non costi molto capitale ha il suo senso. Vedremo se sarà lui.
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L’allontanamento dell’inizio della combine da quello della free agency sta rallentando un po’ i rumors e, soprattutto, permettendo alle squadre di parlare tra sé di quanto offriranno sui vari free agent calmierando praticamente il mercato sui giocatori non di prima fascia. Un altro sviluppo inatteso ed interessante.