
E così, siamo arrivati alla scadenza dei tag. Le squadre che volevano porre un franchise tag o un più raro transition tag avevano tempo fino alle 22 di oggi.
(TL; DR: franchise tag è un contratto annuale totalmente garantito, a seconda del livello di tag la squadra può avere diritto a compensazione (in scelte al draft) qualora il giocatore dovesse accettare un’offerta di un’altra squadra. Il prezzo del tag varia con le posizioni.)
Quest’anno c’era molta curiosità visto che diverse squadre stavano cercando di finalizzare alcuni contratti pesanti prima di essere costretti ad usare l’arma del tag (che raramente i giocatori gradiscono).
I Lions sono in una situazione dove usare il tag non avrebbe alcun senso ma le decisioni prese da altre squadre possono impattare il loro futuro, visto che influenzano il gruppo di giocatori che arriverà alla free agency.
Vediamo la lista dei tag usati.
Iniziamo da quelle che erano le situazioni più caldde: i Ravens con Lamar Jackson e i Giants con Daniel Jones e Saquon Barkley.
I Ravens hanno piazzato il tag non esclusivo su Lamar Jackson, il che vuol dire che il QB può negoziare con le altre squadre della NFL. Se dovesse trovare un accordo con un’altra squadra, i Ravens potrebbero decidere se accettare loro il contratto oppure prendersi due prime scelte. Il desiderio di Lamar di avere un contratto in linea con quello di DeShaun Watson è condivisibile ma non so chi si potrebbe fare avanti, specie ora che i Falcons sembrano non essere più interessati.
(Palla curva ma molto curva: i Lions dovrebbero dare la 18 quest’anno e non si sa cosa nel 2024. Avrebbero la sesta assoluta e In più potrebbero scambiare Goff per asset immediati. Ma tutto sommato mi pare improbabile).
Per i Giants, la corsa ad un contratto pluriennale per Daniel Jones si è conclusa con un successo sul filo di lana (comunicato dai soliti alle 21.58) che ha permesso ai G-man di usare il tag su Saquon Barkley. Dopo un’annata chiusa ben al di sopra delle aspettative, New York riesce a tenere due pezzi chiave sia pure a caro prezzo.
Molti tifosi Lions speravano in Daron Payne per rafforzare la linea difensiva ma le possibilità che i Commanders decidessero di lasciare un giocatore così forte e così giovane erano già al lumicino alla fine di gennaio. La decisione di Washington di renderlo il primo giocatore a prendersi il tag, e con la speranza di un accordo a lungo termine, già questa fine febbraio ha definitivamente affossato queste speranze (e ricordato a chi vuole intendere perché gli articoli sulla free agency scritti prima di marzo sono carta straccia virtuale).
Continua la passione di Jerry Jones per i running back con la decisione di taggare Tony Pollard. Combinata al contrattone per l’altra punta, Ezekiel Eliott e agli altri RB presenti, i Cowboys spendono oltre 27 milioni di dollari per quella che è una delle posizioni considerata più facilmente rimpiazzabile del roster.
Anche i Raiders hanno posto il tag sul RB Josh Jacobs ma vista la generale assenza di talento nel roster, voler trattenere un giocatore di tale livello è più comprensibile, specie dopo l’ottimo 2022 dello stesso.
I Jaguars che usano il tag sul TE Evan Engram, mossa comprensibile visto che il mercato dei TE sta schizzando in alto, rendendo gli 11 milioni circa del tag convenienti nonché l’importanza dei TE nell’attacco di Doug Pederson.
Certo, il fatto che ben tre RB ed un TE siano stati taggati fa capire quanto il mercato per le rispettive posizioni sia ancora asfittico.
Ora scusate vado a prepararmi per un mese di Lamar sì/Lamar no da sopportare. Per fortuna, in casa ci sono un sacco di spigoli adatti.
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