Note 2023: Continuano i profili

Il college football è cambiato negli ultimi anni. Grazie al transfer portal e ai NIL che permettono ai giocatori di essere ricompensati (cosa giusta, in linea di principio) e di cercare di passare adatenei più importanti (idem), è sempre più raro che i talenti restino nelle scuole minori e non vengano, a qualche stadio, reclutati dalle power 5, anche per massimizzare un potenziale futuro in NFL.

Servono giocatori specialmente motivati per andare contro questo trend ed uno di questi è stato decisamente il quinto giro dei Lions, Colby Sorsdal, cognome odiato da qualsiasi correttore ortografico ed, special modo, dal mio.

La storia di Sordsal inizia come tante, non molto reclutato con zero stelle, arriva a Mt. Lebanon, ossia al collegge Wlliam & Mary, dove diventa uno dei giocatori più talentuosi del programma e, con la sua combinazione di potenza, agilità e leadership, viene fatto oggetto di proposte da scuole ben più importanti, il che vorrebbe dire stadi grandi, magari come e più della NFL. Fama, riconoscimenti ed una porta aperta nella NFL.

Tuttavia, il buon Colby non ci ha dovuto pensare molto per decidere di restare.

Perché?

I wanted to help build a legacy

Obbiettivo raggiunto dopo una stagione da 11-2 per The Tribe, cosa che non capitava da più di dieci anni.

E le chance in NFL, secondo Sordsal, non ne hanno certo sofferto. Anzi, secondo lui, la decisione di restare per "finire il lavoro" lo ha aiutato ed ha impressionato favorevolmente più di un coach.

E decisamente, deve aver impressionato favorevolmente un certo coach con un passato da giocatore che ha fatto del grit e della squadra le sue parole d’ordine.

Anche Colby Sordsal ne è certo.

E possiamo ben crederlo anche noi e notare quell’atteggiamento che DC cerca nei suoi giocatori e che non trova così spesso.

  • EDIT: ovviamente, appena ho premuto il tasto pubblica, sono iniziati ad affluire i report secondo cui proprio Sordsal sarebbe stato il primo rookie firmato dalla squadra. Tipico.

  • Passiamo al gigantesco Brodric Martin. La scelta n° 96 del draft ha giocato ad Western Kentucky ed è sempre stato molto coinvolto nel suo ruolo di run stopper, al punto da chiedere il lunedì quale fosse il gameplan della domenica ma, secondo il suo defensive coordinatore del college, Martin ha le potenzialità per avere un impatto maggiore del semplice nose tackle. Mezzi che devono essere stati notati anche da BH e soci, visto il trade up, e che si sposano bene con l’attitudine "prima la squadra" mostrata anche da lui.

  • Dan Campbell ha partecipato ad un podcast (oggi chi non lo fa?) dove ha affrontato diversi argomenti ma, soprattutto, ha parlato dei progetti a medio/lungo termine per il QB Hendon Hooker. Non ci sono tempistiche particolare per lui, si parla in prospettiva 2024 ed oltre essenzialmente ma DC spiega che a lui e al resto dei valutatori piace il fatto che sia più anziano, visto che il QB deve essere più maturo. Un’opinione sicuramente interessante e, forse, controcorrente quando il grosso dei QB che escono dal college sono al massimo junior.

“If he can eventually become your 2, or maybe down the road, later on, it’s more than that. But it’s going to be a long time."

Il che vuol dire che, per il prossimo futuro e probabilmente anche quello a medio termine, i Lions vanno avanti con Jared Goff.

  • Sempre su Hendon Hooker, vi segnalo una film analysis molto completa, in una serie di approfondimenti di una nostra vecchia conoscenza come Justin Rogers. Sicuramente le prospettive a lungo termine di Hooker sono interessanti.

  • La strategia dei Lions al draft ha sicuramente diviso le opinioni, ma una cosa sembra certa. Quando si inizierà a giocare la domenica, a nessuno importerà quando i giocatori sono stati scelti, come ha sottolineato un anonimo executive.

  • A tal proposito, secondo ESPN molti addetti ai lavori hanno gradito il draft "al gusto di 2001" dei Lions. La citazione precedente viene da qui, assieme ad altre informazioni. La cosa più interessante in salsa Lions è che, secondo l’autore, i Bears stanno seguendo l’impostazione di Detroit per ricostruire la loro linea d’attacco.

  • Iniziano intanto i lavori sul roster con il taglio del WR Stanley Berryhill (che era sospeso per sei giornate), il CB Mac McCain e del DT Demetrius Taylor.

Niente di inatteso, ma mi aspetto firme in vista prima del (o subito dopo il) rookie minicamp, a questo punto, visto che il roster segna 86. Dei tre, probabilmente McCain potrebbe trovare posto in un altro roster mentre Taylor ha i mezzi per diventare un pezzo rotazionale in una difesa ma non ha i misurabili adatti per la linea di Detroit.

Domani notte verranno rese note le partite internazionale ed altri eventi speciali, quindi avremmo le prime notizie certe sul calendario.

Dita incrociate, gente.

Aggiunta la notizia della firma di Sordsal all 22.10.


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